"Sulla corsa alla D? Vince il Giugliano perché la Frattese ha calendario più difficile". Sulla Turris? "C'è delusione per il fatto di non avermi dato fiducia per farmi esprimere al meglio"

NAPOLI - 9 presenze e 10 reti segnate sono numeri che non possono passare inosservati per un attaccante arrivato nel mercato dicembrino e che per problemi fisici è stato costretto a rimanere ai box in alcune partite.

Gennaro Signorelli è l’attaccante che ha dato la spinta giusta all’Albanova nel girone di ritorno, colui che ha condannato alla sconfitta il Giugliano con una doppietta. Soltanto il ritmo alto delle prime 3 della classe non hanno permesso ai casalesi di rientrare nella griglia play off, altrimenti patron Zippo al primo anno di Eccellenza si ritrovava nei play off. 

A 5 giorni dalla sfida con la capolista Frattese abbiamo ascoltato il protagonista di quest’Albanova arrivato a Dicembre attraverso l’operazione condotta dal ds Governucci

Come hai vissuto il passaggio dalla Turris all’Albanova, dalla Serie D all’Eccellenza?

“L’eccellenza già l’ho fatta 3 anni fa e non è stato un problema calarmi nella categoria. E’ stato più difficile lasciare una grande squadra e una piazza come la Turris seconda in classifica in serie D. Però alla fine è stata la scelta giusta”.

Domenica mattina l’attenzione sarà tutta sulla partita di Casal di Principe, hai già punito il Giugliano adesso tocca alla Frattese?

“Sì sicuramente sarà una grande partita e anche se non abbiamo più molte speranze per fare i play off vogliamo comunque vincere per dimostrare ancora una volta quanto siamo forti e con questa squadra dall’inizio credo che adesso ci stavamo giocando il campionato”.

Come è iniziata la settimana, ecco voi non avete più nulla da chiedere a questo campionato, una gara così come si trovano gli stimoli. Qualcuno dice che l’Albanova farà una grande partita anche per dimostrare al Giugliano che se la giocano con tutti senza fare sconti.

“In questa squadra prima che calciatori ci sono uomini veri e professionali e lo dicemmo più di 2 mesi fa che ci saremo giocato ogni partita alla morte per vincere e così sarà anche domenica”

La Frattese ancora non l’hai affrontata, chi secondo te tra loro o Giugliano andrà direttamente in Serie D?

“Il Giugliano anche perché la Frattese ha un calendario molto più difficile”.

In squadra con chi hai trovato più feeling? E l’ambiente di Casal di Principe come ti stai trovando

“Conoscevo già la maggior parte dei ragazzi ed è stato facilissimo integrarmi, comunque mi trovo benissimo con tutti. Casal di Principe è una bellissima piazza e i tifosi meriterebbero almeno una categoria superiore”.

Sei di Ponticelli, in quella zona ci sono molti calciatori importanti come Simonetti, Caso Naturale con quale hai più rapporto?

“Si è vero a Ponticelli ci sono molti calciatori forti però li vedo solo nell’ambiente del calcio, solo con Vincenzo Pisani dell’Afragolese ho un rapporto quasi come fratelli”.

Tante squadre forti in Eccellenza, in Serie D che posizione occuperebbero?

“Almeno le prime 4 o 5 non sfigurerebbero perché ci sono giocatori importanti che fanno l’Eccellenza per scelta e non perché non meritano questa categoria”.

Hai vissuto lo spogliatoio della Turris, quale è il punto di forza che ha permesso di non perdere col Bari e di essere seconda senza problemi da diversi mesi?

“Non c’è nessun segreto, la squadra è molto forte e la maggior parte ha sempre giocato nei professionisti e forse la cosa più difficile era solo gestire quella squadra e mister Fabiano ci sta riuscendo bene”.

C’è un po’ di amarezza di non essere rimasto a Torre del Greco, ti piacerebbe ritornare in Serie D?

“Sicuramente c’è delusione per il fatto di non avermi dato fiducia e questo ha fatto si che non riuscissi ad esprimermi al meglio, comunque spero di tornare in D in una grande piazza proprio come la Turris”.

Quando stavi nel settore giovanile del Napoli eri ad un passo dalla prima squadra, da chi hai appreso più insegnamenti?

“Il fatto di aver fatto molti allenamenti con loro mi ha insegnato tanto, la cosa più importante però che ho capito è la dedizione al lavoro che ha ogni calciatore che si trova in questi ambienti, non sono li per caso, ragazzi che guadagnano milioni e milioni che però arrivano 2 ore prima al campo e se ne vanno 1 ora dopo cercando di migliorare sempre”.