Lanciò Immobile in C e ora allena il Mantova. Nella lunga intervista sono vari gli argomenti trattati: la differenza di come si lavora al Nord e al Sud, la campane in D e il Cervinara, la squadra della sua città

Se si scrive della carriera di Renato Cioffi è solo per ricordare alcuni punti, non certo per presentarlo. Allenatore navigato di Cervinara, provincia di Avellino, in Campania molti associano il suo nome a quella gran bella Viribus Unitis che nei primi anni 2000 sfiorò più volte la promozione in C2, ma non c’è solo questo: Sorrento (dove fece esordire in C1 un giovane e sconosciuto Ciro Immobile), Cavese, Aversa Normanna, Padova in B come vice di Nello Di Costanzo, Isola Liri e tanto altro, fino all’anno scorso dove ha guidato la Primavera dell’Avellino e l’intero settore giovanile. Quest’anno invece è stato chiamato a risollevare le sorti di una nobile caduta, il Mantova in Serie D, girone C.

 

Mister lei si è seduto su tante panchine e ora è al Mantova. Quali differenze ha riscontrato nell’allenare al Nord e al Sud?

“I problemi economici sono uguali, anche qui al Nord la crisi si è fatta sentire. Per il resto è che qui si lavora con professionalità e strutture adeguate. Qui a Mantova, oltre allo stadio, ho a disposizione altri due campi per l’allenamento. In Campania, invece, spesso il campo lo devi dividere con altre squadre e questo ti porta a non lavorare con un tranquillità e professionalità. Qui anche società che non hanno grande un blasone, hanno ottime strutture e calciatori di qualità ben messi dal punto di vista fisico. Vicino ci sono molti settori giovanili grandi e importanti come Verona, Chievo, Udinese, Inter, Milan, Atalanta e altri. Tutti i calciatori che non hanno una prospettiva di Serie A, giocano in queste categorie. Quindi dopo tanti anni nei settori giovanili in questi importanti club, diventano ottimi elementi per la D”.

 

Si è sempre detto che dal punto di vista dell’agonismo, i campionati del Sud sono più impegnativi. In generale, è così?

 “Sotto l’aspetto ambientale i nostri al Sud sono più duri perché puoi trovare molto calore intorno alla squadra. Mantova è un po’ come il Sud con i tifosi molti vicini alla squadra ma in altri paesi magari vanno a vedere la Serie A. Ma dal punto di vista della qualità, sinceramente, sono rimasto impressionato perché non è scarso: per quando detto prima con i calciatori che vengo da grandi settori giovanili ma anche perché i tecnici sono preparati. Al Sud forse i tecnici hanno più inventiva, sono più dinamici mentre qui fanno le cose con più calma ma con più professionalità e serietà. Vengono anche messi in condizioni per operare così: qui hanno palestre, piscine, tutto ciò che serve per lavorare bene. Ma dico che noi del Sud abbiamo sempre una marcia in più, ma per tecnica e fisicità, qui c’è molto ed è un vantaggio”.

 

Parliamo si strutture comunque comunali come da noi?

“Sì comunali, anche se sono presi in gestione dalle società. Qui c’è una cultura sportiva diversa”.

 

Da lontano, come giudica i campionati che stanno facendo le squadre campane di Serie D? La Cavese è quella messa meglio di tutte.

“Cavese e Nocerina, per il blasone che hanno, devono lottare per il campionato. Le piazze sono importanti e la D non è niente. Nocera è calorosa come Cava dove ho allenato in C1, anche se per solo sei partite. La anche la C sta stretta per queste piazze. Mi auguro che raggiungeranno gli obiettivi. Buono anche il campionato dell’Ercolanese con un tecnico bravo e sanguigno, lo stimo molto così come per il DS Mignano, è un amico che ha sempre fatto bene dove ha lavorato. Ai tempi del presidente Suarino fui vicino a diventare allenatore. Voglio spendere una parola anche per Galluccio, il preparatore atletico. Calcisticamente è nato con me: l’anno scorso era alla Primavera dell’Avellino con me e due anni fa lo mandai al Cervinara in Promozione e vinse il campionato. Sta seguendo il corso a Coverciano, farà carriera. Nella rosa c’è Costantino che ho avuto al Sorrento e all’Isola Liri. È ottimo per questa categoria e si fa valere. C’è anche El Ouazni che porterei dappertutto con me, ma non c’è mai stata la possibilità. È forte e dispiace vederlo in queste categorie, così come Tedesco che l’ho fatto esordire in C con il Sorrento. Ha grandi qualità ma mi fa rabbia perché non ha un carattere forte. In squadra c’è anche Arciello, classe ’98, che l’anno scorso con me ha fatto 10 gol in Pimavera”.

 

Lei ha allenato anche ad Aversa. Purtroppo ora non naviga in buone acque.

“Sì, devono raggiungere una salvezza tranquilla e spero che lo facciano il prima possibile perché anche quella piazza merita tanto”

 

Scendiamo di categoria e andiamo in Eccellenza. Il suo Cervinara è secondo in classifica.

“Sono il primo tifoso, è la mia città. Ha una squadra forte nonostante abbia “smantellato” cedendo i difensori cardini alla Sarnese, cioè Pepe e Cioffi, e ha ringiovanito la squadra. Ha comunque mantenuto giocatori importanti come Colarusso, Furno. E ha un allenatore, Iuliano, che l’anno scorso ho portato all’under 15 dell’Avellino dove ha fatto bene come primo allenatore. Quest’anno si sta togliendo soddisfazioni come l’anno scorso e sta facendo cose importanti. È intelligente, giovane e farà carriera”.

 

A proposito di giovani, ci sono differenze, oltre a quelle fisiche già dette, tra i giovani calciatori del Nord e del Sud?

“Qui sono più disciplinati e se prendono un impegno lo portano a termine. Da noi c’è molta qualità ma magari fanno fatica ad allenarsi perché pensano ad altro. Noi al Sud abbiamo tanto materiale, tanti che potrebbero fare bene ma che si perdono per strada mentre qui hanno anche più possibilità di farsi vedere. Non c’è bisogno della regola dell’under, il calcio è fatto per chi sa giocare. Gioco con Ricco, un 2000, titolare terzino sinistro e ho lanciato Immobile in C a sedici anni”.

 

Ora parliamo solo di un giovane ma non giovanissimo: suo figlio Angelo Cioffi che gioca in Promozione al San Tommaso. Al momento ha realizzato cinque gol.

“Sta andando bene e quando non è in campo l’assenza si sente. Non perché è mio figlio ma è educato, non salta gli allenamenti neanche con la febbre e si mette a disposizione della squadra. Ha vinto gli ultimi due campionati con l’Eclanese e il Cervinara ma ha preferito lasciare un po’ il calcio e giocare in queste categorie, nonostante sia stato nel settore giovanile del Benevento per cinque anni e alla Viribus in D. Ha deciso di studiare, gli manca poco per laurearsi in legge e io sono contento perché riesce a fare bene entrambe le cose”.

 

Il suo Mantova è sesto in classifica. Qual è l’obiettivo?

“Veniamo da una società fallita siamo partiti in ritardo il 10 agosto. Abbiamo fatto una squadra in fretta e furia. Stiamo in un girone tosto e a cinque punti dalla prima. Domenica eravamo a due ma abbiamo perso uno scontro diretto. Tra infortuni e squalifiche stiamo un po’ in difficoltà però punteremo a fare un campionato di vertice”.

 

Prima di salutarci per dirigere gli allenamenti, mister Cioffi ci tiene a salutare un meridionale come lui. “Gino Mandara è di Tramonti e ha un ristorante qui a Mantova da quarant’anni. Lo voglio ringraziare perché si è messo a disposizione dal primo giorno, è stata la prima persona che ho conosciuto qui. Il nostro sangue del sud vale sempre”.