I bianchi vincono grazie alla super prestazione dei due calciatori, ospiti incapaci di impegnare Volzone nei novanta minuti

NAPOLI - Vince e dimostra forza il Savoia di Mister Parlato che, nonostante una prova da incorniciare, porta a casa il passaggio del turno battendo all’inglese una buona Gelbison. La qualità di Cerone e gli strappi di Osuji hanno fatto la differenza in una sfida in cui l’ha fatta da padrona il caldo e soprattutto la condizione atletica di molti giocatori, ancora pesanti e poco reattivi durante il match. I bianchi hanno avuto il merito di sfruttare al meglio le occasioni avute, mentre i vallesi rimproverano la mancanza di una punta di peso che poteva e sicuramente avrebbe dato maggiore respiro e peso lì davanti. Non è tuttavia da buttare la prestazione degli uomini di Martino, ben disposti in campo con un 4-4-2 solido e fluido, specie nel primo tempo.

Queste le pagelle.

US SAVOIA 1908 (MODULO 4-3-1-2)

Gianluca Volzone (2000) 5,5: difetta molto coi piedi e per poco, nel primo tempo, non concede alla Gelbison la palla del pari con un passaggio sanguinoso sulla trequarti. Insicuro anche nelle piccole cose e per fortuna la Gelbison non si affaccia mai dalle sue parti con eccessiva pericolosità.

Genny Rondinella (2001) 5,5: il ragazzo ci mette impegno e anche tanto, ma dimostra di non saperci fare abbastanza nel ruolo di terzino destro. Adattato e spaesato per tratti della gara, si fa preferire in fase offensiva più che in quella difensiva dando supporto a Osuji con alcune sovrapposizioni. Ma resta comunque poco in una gara dove qualche sbavatura la commette innescando la manovra avversaria.

Dal 36’st Luca Paudice (2001) s.v.

Matteo Dionisi 6: parte male perché si guadagna un cartellino giallo di stizza per fallo su Orlando. Ma il suo gesto, di pura grinta e agonismo, rinvigorisce un Savoia contratto nei primi minuti e timoroso. Timore che Dionisi proprio non ha nel su Dna e lo dimostra  affrontando gli avversari senza paura e lottando su ogni pallone.  Bene in coppia con Poziello, qualcosa c’è da migliorare specie sul giropalla ma tutto sommato era solo la prima gara ufficiale di stagione. Ah, è lui il regista del Savoia: tanti i suoi lanci a cercare Diakite nel primo tempo.

Ciro Poziello 6: Solita eleganza e classe per il capitano biancoscudato, che sbaglia raramente nel corso della partita. L’unico malinteso capita nel primo tempo quando un suo retropassaggio a Volzone non innesca la Gelbison, ma lui colpe non ne ha. Per il resto, solito leader difensivo e davvero zero errori!

Suliman Oyewale (2000) 6.5: spinge come un treno a sinistra dimostrando di essere un prodotto sicuro. La sua velocità è impressionante tant’è che Zullo e Caruso devono marcarlo insieme pur di arginarlo. Nel primo tempo si rende autore anche di un coast to coast che per poco non gli vale la rete, ma la sua è una prestazione da incorniciare.

Tiziano Luciani 6: un voto di fiducia e perché lotta come un leone, ma sono pochi i palloni da lui toccati in mediana. Il Savoia infatti gioca prevalentemente su palla lunga e questo lo taglia praticamente fuori dalla manovra per lunghi tratti della gara. Tuttavia Luciani si fa apprezzare per la quantità e lo spirito di abnegazione che mette nella partita correndo e non risparmiandosi mai.

Wilfred Osuji 7.5: che forza della natura. Impressionante la sua gara, le sue gambe vanno al triplo della velocità rispetto agli altri e per la Gelbison sono dolori ad ogni suo movimento. Inizia da interno di destra e macina km tra palloni recuperati ed inserimenti, poi con l’uscita di Diakite va a fare il trequartista facendo ancora meglio. I suoi strappi sono una ghigliottina per gli ospiti e peccato che non arriva la gioia personale che avrebbe strameritato: da una sua conclusione ravvicinata, nasce infine il tap in di Gatto per il 2-0. L’ennesimo gesto tecnico in una gara perfetta.

Mattia Tascone (2000) 6: è vero si guadagna il penalty che sblocca la gara in maniera astuta, ma la sua gara resta senza infamia e senza lode. Spaesato in campo e a tratti impacciato, svolge il compitino senza dimostrare il suo talento che abbiamo intravisto nella scorsa stagione al Gragnano.

Dal 42’st Pasquale Liguoro (2000) s.v.

Mirko Giacobbe 5.5: è il peggiore dei bianchi, avulso dal gioco e inesistente quasi per tutto il match. Calcia due volte in porta nei novanta minuti, il primo è un tiro telefonato il secondo invece è frutto di una grande giocata che trova la strepitosa parata di D’Agostino. Quest’ultima gli regala il mezzo voto in più in una serata che resta da dimenticare perché senza grossi sussulti. Pochi i palloni avuti a disposizione, ma la sensazione è che siano i suoi movimenti a non essere armonici con il resto della squadra. Rimandato.

Dal 36’st Antonio Guastamacchia s.v.

Federico Cerone 7: si illumina a tratti, ma quando lo fa sono applausi da tutto il Giraud. La sua classe è un lusso per la categoria e lo si nota già dai primi calci piazzati battuti. Poi si inventa una giocata fantasmagorica per Tascone che si conquista il rigore, inutile dire che alla battuta ci va lui che in maniera elementare spiazza D’Agostino, mica uno qualunque. Dedica il gol al bambino che sta per nascere e cerca di farne qualche altro nella ripresa senza riuscirci: tuttavia questo già basta, per il resto ci sarà una stagione intera. Torre Annunziata, nel frattempo, ha già saggiato le qualità del suo vero fuoriclasse.

Dal 45’st Hassen Rekik s.v.

Adama Diakite 5.5: non lo aiuta il gioco della squadra, che gli lancia tantissimi palloni lunghi che non esaltano le sue qualità. Stretto nella morsa dei tre centrali, fatica tantissimo a combinare qualcosa tant’è che spesso prova anche a decentrarsi. Nulla da fare però ed anzi, è costretto ad uscire anzitempo per infortunio.

Dal 15′ st Vincenzo Gatto 6.5: entra e dona gioco ad un Savoia troppo fisico e dalle poche idee in mezzo al campo. Ci sarà bisogno e come di lui durante la stagione, un calciatore dalle qualità immense e che sicuramente troverà spazio nell’undici di Parlato. Mette il sigillo sul match con un tap in sottomisura su angolo di Cerone, poi esulta scatenando la sua rabbia sotto la Sud.

Allenatore Carmine Parlato 6.5: aveva promesso un Savoia vincente e talvolta poco bello, così abituiamoci. Non saranno stati brillanti i bianchi con la Gelbison, ma la solidità complessiva e la qualità dei singoli ha portato a casa un comodo 2-0 contro una non facile squadra come la Gelbison. I complimenti vanno al tecnico per la quadratura che ha saputo dare in generale, anche se davanti sono poche le giocate riuscite e molte hanno la firma singolare di Osuji vero e proprio uomo della differenza assieme a Cerone. Senza questi due forse sarebbe finita 0-0, ma la fortuna di Parlato è proprio nell’avere in rosa gente così.

GELBISON VDL (modulo 3-5-2)

Bernardino D’Agostino 6.5: due interventi di grande difficoltà, il primo su tiro di Osuji che poi porta al gol Gatto ed il secondo su Giacobbe che poteva valere il tris. Entrambi nella ripresa ed è un peccato che, nel primo caso, non sia valso a niente. Tuttavia la sua è un’ottima prova che dimostra come possa sempre fare la differenza tra i pali.

Alessio Giobbe (1999) 5: dei tre centrali è quello che va maggiormente in difficoltà trovandosi sull’asse Diakite – Oyewale. Dalle sue parti arriva anche il rigore che travolge Tascone e dunque voto che risente di una prestazione al di sotto della sufficienza. Troppe volte insicuro, nella ripresa Martino corre ai ripari con il cambio.

Dal 1’st Salvatore Esposito (2000) 5.5: entra ad inizio ripresa con compiti offensivi, ma di offensivo combina ben poco. Lontano ricordo del talentuoso ragazzo messosi in mostra nella passata stagione, dovrà lavorare per ritrovare condizione e gol.

Davide Cassaro 6: il migliore dei suoi in difesa, sempre attento e grande leader con la sua fisicità e voce. Ci mette tanta esperienza per arginare Diakite, sempre sovrastato ma non può nulla sui due gol. Nella ripresa, protesta per un rigore solare che non gli viene concesso per atterramento in area: sarebbe stato il possibile 1-1!

Dal 27’st Madalin Tandara 5.5: entra senza mai incidere, mossa disperata di Martino che però non produce alcun effetto. Dionisi e Poziello controllano e ringraziano.

Francesco Mautone 5.5: come per Giobbe, soffre l’atletismo degli interni ed esterni del Savoia. Osuji sfila spesso e volentieri dalle sue parti, prova a limitare l’azione del centrocampista avversaria col fisico ma è guerra persa. Anche l’esperienza non pasta e dunque la sua finisce per essere una prestazione poco convincente.

Giuseppe Zullo (2000) 5: bella la sfida con Oyewale, ma dopo un buon inizio finisce per essere aggredito dal calciatore avversario che lo supera, minuto dopo minuto con eccessiva facilità. Dalle sue parti avviene il rigore, non fa meglio da centrale ad inizio ripresa.

Mattia Passaro (2002) 5: ne carne ne pesce, finisce per essere inghiottito dalla fisicità del centrocampo locale che gli fa toccare pochissimi palloni. Il ragazzo è acerbo ed ha però sicuri margini di miglioramento, questo va detto.

Carlo Zanghi (2001) 5.5: come Tandara, Martino lo mette nella mischia sul 2-0 per cercare quantomeno una rete. Poco da fare però perché il Savoia chiude ogni spazio ed è notte fonda.

Francesco Uliano 6.5: il migliore dei suoi! Il capitano prova a prendere per mano la squadra e il suo piede è sempre pericoloso su palla inattiva. Le azioni più pericolose della Gelbison portano tutte la sua firma, non a caso le sue punizioni sono state un fattore la scorsa annata e lo saranno di sicuro anche quest’anno.

Alessandro Caruso (2000) 5: commette fallo da rigore anche in maniera molto ingenua, in mezzo al campo non trova mai la sua posizione finendo per disputare una gara anomala. Sembra quasi partire esterno alto, poi abbassa il suo raggio di azione ma alla fine poco cambia: pochi palloni toccati, tanta corsa a vuoto ed una macchia che forse ha dato la svolta alla partita.

Roberto Santosuosso 5.5: gioca a sinistra e prova la giocata, l’avversario contro non è neanche in grande giornata ma di sue azioni nemmeno l’ombra. Così la Gelbison non fa male ed anzi finisce per agevolare un Savoia non in palla ma solido.

Antonio Maio 6: si danna l’anima per portare avanti qualche pallone, ma predica nel deserto non venendo mai assistito dal resto della squadra. Poco da fare per lui che tenta qualche combinazione con Orlando ed un tiro dalla distanza ma non va. Premiato l’atteggiamento.

Dal 12’st Luigi Rizzo 5.5: un tiro sbilenco e nulla più nella sua partita, incide poco e niente.

Fabio Orlando 6: come per Maio. Si fa in 4 e riceve qualche colpo proibito da Dionisi, cade in area di rigore e chiede il fallo senza essere accontentato dall’arbitro. Tuttavia ci prova in ogni modo, cerca di sfruttare la sua velocità contro gli avversari più fisici del Savoia ma di palle gliene arriveranno davvero poche.

Allenatore Alessio Martino 6: la sua Gelbison è ben messa in campo e, aldilà del risultato, limita a poche occasioni una squadra tecnica come il Savoia. Pesa poi davanti l’assenza di Varela, una mancanza che gli fa giocare una gara senza sussulti offensivi. Ma nel complesso poco da ricriminare, la Gelbison è una squadra viva ed in costruzione, capace di difendere bene e di restare fino a 20′ dalla fine in partita. Peccato per il penalty che ha sbloccato il match, un fallo ingenuo che ha segnato sicuramente una gara che era molto equilibrata.