Al termine della ventunesima giornata del Campionato Serie D girone H, Campania Football ha stilato la sua Top 11 e l'allenatore che maggiormente si sono messi in mostra nelle gare del week - end

ROMA- È tempo di stilare la TOP 11 per quanto riguarda il girone H di Serie D. Seguendo sempre il regolamento della Serie D, che impone alle società di dover schierare obbligatoriamente quattro under (un 1998, due 1999 e un 2000), mettiamo in campo quello che per noi rappresentano il miglior undici di giornata facendo riferimento alla ventunesima giornata del Campionato Serie D per il girone H.

MODULO 3-4-3

PORTIERE

Alberto Savini (1999) – US SAVOIA 1908
L’infarinatura di un settore giovanile importante come quello del Torino, la personalità e le qualità che da sempre fanno parte del suo bagaglio lavorativo e di vita. Il Savoia gli è entrato dentro, gli ha dato stimoli importanti e così oggi è tra i portieri più forti della D. Anche col Sorrento, infatti, Savini fa la differenza tra i pali con parate importanti e da portiere vero. Il suo compito inizia con una bella parata su un tiro dalla distanza di De Rosa, poi compie il miracolo salvando praticamente sulla linea un colpo di testa a botta sicura di Figliolia. Nella ripresa, è sempre motto attento il numero “1” dei bianchi che dice ancora una volta di “no” a Figliolia che aveva colpito il palo con Savini bravo subito a girarsi e a non far entrare la palla in porta. Sui due gol subiti non è responsabile, anzi in occasione della prima rete stava compiendo pure il miracolo ma non è riuscito nonostante il gran riflesso a levare la palla dalla porta.

DIFENSORI

Carmine Padovano – CITTÀ DI GRAGNANO
Mister Campana lo piazza qualche metro più avanti della solita linea difensiva, lui recepisce gli ordini e spinge a tutto campo non mostrando mai il fianco agli avversari. Coperture perfette, mai una sbavatura e la gamba da maratoneta per spingere in continuazione sulla destra e far sbandare tutto il Pomigliano. Una sua incursione, infatti, permette il raddoppio al Gragnano con una scivolata in area corretta da Sorriso. Poi è sempre il solito copione con lo scalpo dell’espulsione di Suriano, che deve stenderlo per fermare l’ennesima ripartenza palla al piede: nota di merito questa perché da quando è a Gragnano ne ha fatti espellere almeno due di calciatori.

Vito Di Bari – FC TARANTO 1927
Affianco a lui gioca bene chiunque, il piacere tocca a Bova che si diverte in compagnia di un giocare esperto e forte come Di Bari, ritornato a Taranto con l’obiettivo unico di vincere il campionato. Gli occhi della tigre ha il difensore centrale rossoblu, che azzanna la presa e concede quasi il nulla a Foggia e compagni. In un match così importante serviva soprattutto lui, che non si è tirato indietro ed ha dimostrato, qualora ce ne fosse ancora bisogno, che ama questa maglia più di ogni altra cosa.

Francesco Forte (1998) – FIDELIS ANDRIA
Barcolla ma non molla nel primo tempo quando lui, insieme a tutta la difesa, sbanda un pochino contro la velocità di Arciello ed Esposito. Nella ripresa, però, la musica cambia e Forte si rende protagonista sia di una buona fase difensiva che di quella offensiva andando a segnare di testa il gol che chiude la gara contro il Granata.

CENTROCAMPISTI

Michele Terrevoli (2000) – USD BITONTO CALCIO
Il Bitonto Calcio gli scrive un post, Campania Football gli regala l’ennesima TOP 11 di una stagione fin qui spaziale per questo giovanissimo terzino neroverde. Eppure Mister Pizzulli lo fa partire dalla panchina, poi dopo 45′ capisce che senza di lui e Picci non è la stessa musica. Ritorno al 4-4-2, fascia destra in consegna e via con lo show fatto di corsa, dribbling e tagli che interrompono la serenità di una Sarnese che fino a quel momento aveva subito poco. Si divora un gol facile su cross di Montanaro, poi segna il raddoppio con un tiro ravvicinato su suggerimento di Patierno. Il giovanotto di Bari è indemoniato, sembra avere il fuoco dentro per segnare altre 10 reti, sfiora la doppietta in due occasioni poi ci rinuncia e regala a Turitto l’assist per chiudere la gara sul 3-0.

Abonckelet Mady (1998) – FBC GRAVINA
Devastante! Così molti media gravinesi commentano la prestazione sontuosa di Mady, centrocampista col vizio del gol (il secondo in due gare) e bravo a dare gli strappi necessari al Gravina per spaccare un solido Nardò. La sua rete, infatti, risulterà fondamentale in uno scontro salvezza perché dopo soli 9 minuti indirizza la sfida sui binari gialloblu: una zampata di giustezza sul secondo palo che mette la sua squadra in condizione di gestire il match al meglio.

Daniele Fiorentino – USD BITONTO CALCIO
Quanto è importante il suo lavoro in mediana nessuno lo sa, ma a Bitonto ormai è un’icona. Fa da diga, imposta e fa correre la palla con una qualità più unica che rara. Lo sa Pizzulli, che dal suo scacchiere non lo toglie praticamente mai. Fiorentino ha un’importanza fondamentale anche con la Sarnese perché da un suo lancio millimetrico e dal nulla scaturisce la rete di Picci, che sblocca un match difficile contro una squadra ben messa in campo. Poi, continua a giostrare la manovra prima di ottenere l’espulsione di Terracciano, infastidito forse dal gioco sublime del play bitontino che, nel finale, uscirà dal campo per ricevere la meritata standing ovation.

Emanuel Manno (1999) – FIDELIS ANDRIA
Intorno alla mezz’ora del primo tempo, Mister Potenza lo richiama dalla panchina per cercare di scuotere una Fidelis troppo sorniona e mai propositiva in avanti, sempre in difficoltà sui raddoppi dei giocatori locali. Ci vuole fantasia ed ecco Manno, chiamato in causa per dare la svolta e decisivo coi suoi calci piazzati che mandano KO il Granata. Tutto accade nella ripresa quando prima pennella un angolo dalla sinistra per la testa di Iannini, poi su punizione per la testa questa volta di Forte. Due giocate tecniche che trovano in maniera perfetta il compagno libero, peccato solo che Marino nel finale gli neghi la gioia del gol compiendo una parata istintiva su un suo tiro ben calibrato. Più che Manno però, possiamo dire che il suo ingresso è stato una Manna dal cielo per Potenza.

ATTACCANTI

Adama Diakite – US SAVOIA 1908
Il Savoia ha trovato il suo bomber. L’ivoriano è scatenato, dopo un po’ di rodaggio ha già conquistato i tifosi biancoscudati che, in quel di Sorrento, hanno acclamato a gran voce il suo nome. D’altronde, contro i rossoneri, Diakite si mostra in formato Deluxe, quasi da sembrare quello irresistibile di Caserta. Palla al piede fa scintille, i compagni lo servono in profondità e lui castiga il Sorrento prima con un grande stop su lancio di Cacace e gol di sinistro, poi con un tocco sottomisura sul primo palo che lascia di sasso Guarro: il tutto in mezz’ora, poi il recupero di energie prima della ripresa dove coglie una clamorosa traversa con un sinistro potente e angolato. Esce a metà della ripresa, dandosi il cambio con un altro bomber: Antonio Del Sorbo. Ora sì che Torre Annunziata può sperare!

Amil Gassama (1999) – CITTÀ DI GRAGNANO
La paura di perderlo, l’ebbrezza di riaverlo nuovamente in squadra. In poche parole sono racchiuse le emozioni di tutto il tifo del Gragnano, che ha visto il giovane talento andare per qualche giorno via destinazione Potenza prima di ritornare alla “casa madre”, lì dove Gassama ha fatto per più di un anno il fenomeno. Gioia per Campana, dolori per il Pomigliano. L’attaccante, al Solaro di Ercolano, è una scheggia impazzita, l’intesa con Sorriso è da urlo e così per la difesa pomiglianese c’è veramente poco da fare. Non solo guizzi e frustate, però, perché Gassama ha imparato in maglia Gragnano ad essere anche cinico: così, gol con una zampata che sblocca il match e cross dalla sinistra sula quale prima Padovano e poi Sorriso mettono dentro la palla della vittoria. Il Gragnano festeggia, a Potenza un po’ meno: uno come lui sarebbe servito eccome nella lotta ai Play Off di Serie C.

Domenico Santoro – FBC GRAVINA
Mady la sblocca, lui cementa il ritorno alla vittoria con due reti. Gol che mancavano come il pane al Gravina, che ha aspettato per settimane il ritorno al gol del suo grande bomber, un giocatore che però nei momenti decisivi ha sempre risposto presente. Col Nardò, i punti valevano doppio. Era uno scontro salvezza, così bisognava vincere e così è stato. Santoro si è messo la squadra sulle spalle, ha raddoppiato le marcature con un gran gol concluso con aggancio, scarto al portiere e rete prima di chiudere la pratica con un tocco sottomisura su assist di Tarantino. Per i numeri, le due reti lo portano a quota “10” in classifica, mentre i tre punti regalano al Gravina l’uscita dalla zona Play Out.

ALLENATORE

Luigi Panarelli – FC TARANTO 1927
Vince la sfida in panchina con Bitetto a mani basse perché i suoi cambi indirizzano la gara alla vittoria. Dal 4-2-3-1 al 4-3-1-2, gli innesti di Favetta e Salatino che collezionano gol e assist sono la ciliegina sulla torta in un successo che ha sicuramente la sua indelebile firma. Tre punti che spingono il Taranto ad un passo dalla vetta, per una squadra che non perde da nove gare e che ha inanellato col Cerignola la quinta vittoria di fila. Numeri da applausi per questa squadra e per un tecnico che ha spazzato, proprio nel derby con la corazzata di Bitetto, le voci che lo vedevano sempre accusato di scarsa esperienza e bravura. Anzi, a maggior ragione dopo questa vittoria dettata da una lettura di gara perfetta c’è solo da fargli gli applausi con l’auspicio che, con un andamento ancora importante, possa il Taranto finalmente tornare in C: lo merita la squadra, lo meritano le 8.000 persone che hanno fremito lo “Iacovone” nel derby, lo merita un tecnico emergente qual’è Panarelli.