Il tecnico racconta la sua avventura con la seconda squadra di Torre del Greco, il bomber mediatico Sossio Aruta e le contendenti al titolo

“Il segreto è pensare come un calciatore professionistico”. Ciro Vivace ha cambiato la Torrese, un progetto nato all’improvviso, con l’obiettivo di salvarsi, invece il tecnico ha fatto un vero e proprio miracolo portando la squadra del presidente Magliacano al primo posto, poi è arrivato un mercato sontuoso che hanno fatto della Torrese la squadra da battere in Prima Categoria nel girone E.

Ciro, raccontaci di questa Torrese..

“Siamo partiti tre giorni prima dell’inizio del campionato, il presidente mi aveva chiesto di salvarci, ma in cuor mio ho sempre sperato di ottenere qualcosa in più. La squadra ha risposto alla grande e siamo qui a giocarcela”.

Avete cambiato decisamente rotta con il mercato…

“Sì assolutamente, anche se questo gruppo ha conquistato la vetta anche prima degli importanti innesti e ci tengo a sottolinearlo. Tutti si sono messi a disposizione, dico sempre che il segreto è pensare come un calciatore professionistico, vivere l’impegno al massimo”.

Siete primi in coabitazione con il San Marzano, quali sono le vostre avversarie?

“Credo che il San Marzano sia l’avversario principale, certo anche Pro San Giorgio e Agerola possono essere temibili, ma temo maggiormente il San Marzano”.

Nel mercato di dicembre è arrivato Sossio Aruta. Quanto vi ha dato come calciatore e quanto come immagine?

“Sossio nonostante l’età è ancora un calciatore fantastico. Credo che ancora oggi possa giocare in Promozione, ha una tecnica sublime e fa dei movimenti spettacolari. Certamente ci ha portato anche una visibilità inattesa, vedere la Torrese sul Corriere dello Sport è motivo di soddisfazione, ma voglio sottolineare la serietà dell’atleta che non salta mai un allenamento”.

Tu arrivi dal settore giovanile della Juve Stabia, ritrovarsi in Prima Categoria non deve essere stato semplice…

“Ci sono cose che mancano come magari una struttura professionistica, ma è normale che sia così, impensabile in una società di Prima Categoria trovare delle figure dedicate alla squadra, ma devo essere sincero il presidente mi ha messo a disposizione tutto quello che mi occorreva e la squadra risponde bene. Per me è stato più semplice”.

Siete la squadra satellite della Turris, questo può frenare la vostra crescita?

“Assolutamente, l’augurio è che la Turris arrivi nei professionisti così da scalare posizioni nei dilettanti, l’obiettivo è avere una seconda squadra a Torre del Greco quanto più competitiva possibile”.

Vi sentite favoriti del girone? Cosa serve per vincere questo campionato?

“Siamo chiaramente la squadra da battere e non ci nascondiamo, ma a chi dice che dobbiamo vincere dico che dovevano dirlo anche ad ottobre quando il primo allenamento si è svolto tre giorni prima dell’inizio del campionato, siamo favoriti perchè abbiamo svolto un ottimo lavoro e abbiamo un grande gruppo. Lavoro con 29 calciatori e tutti si sentono parte integrante del progetto. Per vincere occorre continuare su questa strada, sbagliare poco restando concentrati perchè con le nostre qualità possiamo arrivare in fondo e regalare al presidente una gioia che merita”.