Abbiamo scambiato due chiacchiere con il giovane e forte difensore classe '99, già vittorioso di due titoli regionali, e che prova a ripetersi quest'anno con i nerostellati
FRATTAMAGGIORE (NA) - Un campionato vinto con l’Ebolitana, un altro vinto con il Savoia, un’esperienza allo Spezia e una addirittura in Molise, con la Pol.Vastogirardi, squadra che concorreva per il vertice. Dopo anni di vittorie, il classe ’99, Alessio Panico ha deciso di partire quest’anno dalla Frattese di mister Ciaramella, società che sta competendo per il primato con le più accreditate Giugliano, Gladiator e Afragolese. Anche questa volta, la sola presenza del giovane terzino si sta dimostrando un fattore importante per la candidatura della società in cui si trova per la rincorsa al vertice. Oggi abbiamo deciso di scambiare due chiacchiere con il giovane Panico, che non se la passa benissimo vista la difficoltà a trovare spazio nella squadra nerostellata, seppur, in silenzio, aspetta il suo momento per dimostrare il proprio valore, come ha sempre fatto. Ragazzo educato, intelligente, e dai piedi educati, come dimostra quella volta che venne utilizzato da trequartista in un match della sua Ebolitana. Non resta che presentarvelo con questa intervista integrale:
Alessio una carriera fatta di vittorie, e di emozioni nonostante una tenera età. Ma quale è stata, per te, la migliore esperienza?
“La mia migliore esperienza è stata sicuramente l’annata con l’Ebolitana, che è stato il mio primo campionato di Eccellenza, fortunatamente vinto con 26 presenze totali. Nonostante quell’anno non eravamo la rosa migliore del girone, a fare la differenza fu la compattezza del gruppo, un grande gruppo. Poi vabbè, quell’anno mi sono tolto anche qualche soddisfazione personale perché mi chiamò la Rappresentativa e la Nazionale Dilettanti Under 18.”
Hai accennato alla Rappresentantiva e alla Nazionale. Quanto ti manca essere in quel gruppo?
“Tantissimo. Sono belle emozioni, fa sempre piacere sapere che su tante società vieni scelto tra pochi ragazzi per rappresentare l’ Italia, anche se quella dilettantistica. Io quando mi fu comunicato quasi non ci credevo.”
Tu hai affrontato numerose piazze, tra cui anche alcune in Molise. Qual’è la piazza che più ti ha impressionato?
“La piazza che più mi ha impressionato penso non c’è nemmeno bisogno di dirlo, forse perché ne ho fatto parte anche io, ma è Torre Annunziata. In quella città si vive per il Savoia, e quando sei in mezzo al campo non c’è cosa più bella di avere una tifoseria alle tue spalle che ti carichi. Un’ altra grande piazza che mi ha impressionato è sicuramente quella di Giugliano. Tifoseria e società seria, dove sugli spalti c’è il dodicesimo uomo in campo e che in queste categorie non c’entra nulla. Basta vedere la coreografia che hanno fatto sabato con l’Afragolese, da brividi.”
Meglio la “doppietta” Coppa-Campionato con il Savoia o il Campionato vinto con l’Ebolitana?
“Come ti ho già detto quella più emozionante credo sia quella con l’Ebolitana, forse perché ho avuto più spazio quindi sento che è anche merito mio, poi sinceramente quando iniziammo il ritiro non ci immaginavamo nemmeno di vincere in campionato. È stata una sorpresa.”
Cosa pensi della regola dell’under, che molto spesso penalizza i giovani e che sta costringendo molti di loro a chiudere prima il sogno di continuare a calcare i campi da calcio?
“Io penso che la miglior cosa sia toglierla proprio, perché molti giovani si trovano catapultati in mezzo a un campo per solo 3 anni, e così facendo iniziano a fantasticare, per poi smettere quando finiscono gli anni da under perché si ritrovano come un mondo addosso, dopo aver creduto di avere un futuro nel mondo del calcio. Vedere che le società ti tesserano solo per obbligo poi, è la mazzata finale.”
Cosa non sta funzionando a Fratta dove non riesci a trovare il tuo spazio?
“Forse perché, avendo problemi di lista, sono arrivato tardi in quest’altra bellissima famiglia, e allora bisogna mettersi a lavoro pian piano e aspettare il momento opportuno.”
Cosa ti auguri per il futuro?
“Non saprei. Magari trovare una società dove avere più spazio, qualora la Frattese non me ne dia, e dove credo si possa migliorare sempre di più trovando continuità.”






