Il Giudice Sportivo Territoriale ha emesso la sentenza sulla gara del 26 settembre tra Lacco Ameno 2013 e Real San Giovanni, sospesa all'89' per una sassaiola partita dagli spalti che ha colpito al volto il direttore di gara, un arbitro di 19 anni. La società ospitante è stata punita con la sconfitta a tavolino per 0-3, un'ammenda di 1.000 euro e la squalifica dell'impianto "Vincenzo Patalano" per due giornate, con prosecuzione a porte chiuse fino al 31 gennaio 2027.

Il calcio dilettantistico campano si è risvegliato con una delle pagine più brutte della sua storia recente. Il Giudice Sportivo Territoriale ha reso noto il dispositivo relativo alla gara del 26 settembre 2026 tra Lacco Ameno 2013 e Real San Giovanni, valida per la prima giornata del campionato di Prima Categoria. Una partita che non si è mai conclusa, perché al minuto 89, sul risultato di 0-1 in favore degli ospiti, il terreno di gioco è diventato teatro di una violenza inaudita.

Secondo la ricostruzione contenuta nel referto del direttore di gara, tutto è cominciato dopo l’espulsione dei calciatori numero 9 e numero 11 della società Lacco Ameno 2013. A quel punto, persone non autorizzate ma chiaramente riconducibili alla società ospitante hanno scavalcato la recinzione dell’impianto e si sono portate lungo le impalcature degli spalti, approfittando del materiale di risulta dei lavori di ristrutturazione. Con quelle pietre hanno dato vita a una sassaiola diretta verso il terreno di gioco, prendendo di mira i calciatori della squadra ospitata. Il referto è preciso e drammatico: “Il DDG, nel mentre notificava i suddetti provvedimenti di espulsione, veniva a trovarsi, unitamente a calciatori di entrambe le società, a ridosso della linea laterale del campo nel lato opposto rispetto a quello ove sono ubicate le panchine, e, dunque, a pochi metri dalle impalcature”.

Proprio mentre cercava di mettere in sicurezza i calciatori, il direttore di gara è stato colpito. “Il direttore di gara veniva attinto da una pietra che lo colpiva al volto (lato destro all’altezza della tempia) e, sin da subito, iniziava a sanguinare”. Un arbitro di 19 anni, Alessandro Cotta della sezione di Ercolano, che ha continuato a sanguinare mentre cercava di allontanarsi verso il centro del campo per evitare di essere colpito nuovamente. Sono stati i calciatori del Real San Giovanni a fargli da scudo, circondandolo e accompagnandolo prima in una zona più sicura e poi negli spogliatoi, dove è stato medicato prima dai dirigenti del Lacco Ameno e successivamente da un medico. Dopo l’arrivo dell’ambulanza, il giovane arbitro è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale del Mare, dove è stato sottoposto a esami strumentali e dimesso con una prognosi di due giorni.

Il referto sottolinea anche un dettaglio agghiacciante: “Lo stesso specificava che fin quando era sul TDG, il lancio di pietre da parte di queste persone continuava senza soluzione di continuità”. La partita, ovviamente, non è più ripresa. I dirigenti della società ospitante si sono scusati con il direttore di gara per quanto accaduto. Il Real San Giovanni, dal canto suo, ha voluto chiarire la posizione della società di casa, definendo “impeccabile” la condotta della dirigenza lacchese, che non ha mai aggredito nessuno e si è scusata più volte, apparendo visibilmente scossa per quanto stava accadendo.

La decisione del Giudice Sportivo è arrivata puntuale e pesante. Alla società Lacco Ameno 2013 è stata inflitta la punizione sportiva della perdita della gara con il risultato di 0-3 in favore del Real San Giovanni. A questa si aggiunge un’ammenda di 1.000 euro. Ma la sanzione più significativa riguarda l’impianto: lo stadio “Vincenzo Patalano” di via Pannella 59 a Lacco Ameno è stato squalificato per due giornate. La società dovrà disputare queste due gare a porte chiuse, con due commissari di campo a proprio carico. E non finisce qui: dopo aver scontato la squalifica, il Lacco Ameno 2013 disputerà le gare casalinghe a porte chiuse fino al 31 gennaio 2027.

Una sentenza che vuole essere un monito chiaro: la violenza non può e non deve avere spazio nel calcio. Il giovane arbitro, nonostante tutto, ha trovato la forza di annunciare che tornerà ad arbitrare. “Giusto il tempo di tornare in forma e scendo di nuovo in campo. Il calcio non ha niente a che fare con questi episodi. Lo sport non è questo: è un’occasione per divertirsi”. Parole che, da sole, valgono più di qualsiasi condanna.