Si attende soltanto l'ufficialità della Lnd per la promozione nel massimo campionato dilettantistico della formazione rossoblu
AFRAGOLA (NA) - E’ vero bisogna attendere l’ufficialità degli organi competenti ma senza girarci troppo intorno, l’Afragolese insieme a tante altre squadre prime in classifica nei campionati di Eccellenza oggi può considerarsi in Serie D. Una categoria raggiunta con merito dalla società rossoblu, presieduta da Raffaele Niutta, orgoglioso di riportare Afragola nell’olimpo del calcio dilettante, dopo aver alzato la Coppa Italia Dilettanti regionale. La Serie D e l’Afragolese si rincontrano dopo 27 anni, quando ancora la vittoria valeva 2 punti. Era la stagione 1991-92, gli afragolesi chiusero al penultimo posto nel girone H alle spalle dell’Ercolanese retrocedendo in Eccellenza. Per 27 anni, l’Afragolese ha vissuto 2 fallimenti, 2 rifondazioni societarie, alcuni anni senza calcio e disputato numerosi campionati di Eccellenza, Promozione ed un paio di Prima Categoria. Insomma un tram tram continuo. Afragola, oggi guarda al futuro con la voglia di tornare protagonista anche nel massimo campionato dilettantistico, come accadde nella stagione 1982-83 quando vinse l’Interregionale davanti a Juve Stabia, Crotone e Savoia. Altri tempi, altro calcio ma la consapevolezza di una società disposta ad impegnarsi per riscrivere quelle pagine di storia.
“Per me è una missione compiuta – esclama Niutta – l’aver riportato l’Afragolese in Serie D dopo quasi 30 anni e vinto una Coppa Italia per la prima volta nella storia di questo club. Da gioia – sottolinea il numero uno dell’Afragolese – però c’è anche amarezza per non poter festeggiare su un campo di calcio come di solito avviene. Questo arrivo poi diventerà una ripartenza con una programmazione seria che stiamo attuando per il futuro”.






