Il post-partita si infiamma tra accuse reciproche e smentite: carabinieri in azione per sedare le tensioni
La sfida di Eccellenza Campana tra Sant’Anastasia e Montecalcio, terminata con la vittoria degli ospiti per 2-3, sarà ricordata più per le tensioni e le accuse reciproche che per il risultato maturato sul campo. Quella che doveva essere una giornata di sport e fair play si è trasformata in un caso scottante, con entrambi i club impegnati in un acceso botta e risposta sui canali ufficiali.
In un duro comunicato ufficiale, il Montecalcio ha denunciato una serie di episodi incresciosi avvenuti dopo il triplice fischio, che hanno coinvolto i propri tesserati e alcuni rappresentanti della squadra locale.
Secondo il club montese, al termine della partita i giocatori ospiti non hanno potuto salutare i familiari presenti nel settore ospiti a causa di minacce e intimidazioni ricevute da alcuni dirigenti del Sant’Anastasia e persino dal fotografo della squadra locale.
Il comunicato descrive una situazione estremamente tesa, con i calciatori del Montecalcio costretti a rinunciare a qualsiasi tipo di festeggiamento per evitare ulteriori provocazioni. Le minacce verbali, secondo la versione del Montecalcio, sono proseguite anche all’interno degli spogliatoi, sfociando infine in un’aggressione ai danni delle auto dei calciatori nel parcheggio. Gli episodi sono stati così gravi da rendere necessario l’intervento dei carabinieri.
Nel comunicato, il Montecalcio esprime amarezza e delusione, condannando con forza ogni forma di violenza e sottolineando che simili episodi rappresentano “la morte di questo sport“. La società si è detta rammaricata per non poter commentare esclusivamente le vicende di campo, dichiarando: “Non deve mai esserci spazio nello sport per atteggiamenti violenti, nel rispetto della competizione sportiva e del pubblico accorso per assistere a un semplice incontro di calcio.”
Il Sant’Anastasia Calcio ha risposto prontamente alle accuse del Montecalcio con un proprio comunicato ufficiale pubblicato sui canali social. Nel post, il club locale ha negato qualsiasi responsabilità nei fatti denunciati dagli ospiti, dichiarandosi estraneo alle presunte aggressioni avvenute all’esterno dello Stadio De Cicco e condannando qualsiasi gesto violento.
La società anastasiana ha inoltre pubblicato una foto che mostra i giocatori del Montecalcio intenti a salutare i propri tifosi nel settore ospiti, ritenendola una prova evidente dell’assenza di intimidazioni o minacce durante il post-partita.
“Ci dispiace apprendere quanto riporta la pagina ufficiale del Montecalcio, questa è la squadra ospite che saluta i propri tifosi. Forse si sono alzati un po’ i toni ma nulla più. In merito ai fatti denunciati all’ esterno dello Stadio De Cicco, ci dichiariamo estranei e condanniamo qualsiasi gesto violento ai danni di cose o persone.”— si legge nella nota.
La vicenda sembrava chiusa, ma il Montecalcio ha scelto di rispondere nuovamente per chiarire ulteriormente la propria posizione. Nel secondo comunicato, il club ha spiegato che la foto pubblicata dal Sant’Anastasia rappresenta un fermo immagine fuorviante, in quanto nei secondi successivi si sarebbe verificato un episodio spiacevole: un individuo qualificato come fotografo della squadra locale avrebbe cacciato in malo modo l’estremo difensore ospite, che cercava solo di salutare i genitori presenti nel settore ospiti.
Il Montecalcio ha anche ribadito che la situazione si è aggravata ulteriormente sulle rampe d’accesso agli spogliatoi, dove ci sarebbero stati momenti di alta tensione tra i propri tesserati e alcuni dirigenti locali, tanto da richiedere l’intervento dei carabinieri per ristabilire la calma.
La società montese ha sottolineato che il loro intento non è quello di “scaricare la colpa”, ma di riportare fedelmente i fatti per tutelare i valori sportivi e il rispetto verso il gioco del calcio e i suoi appassionati.
La partita sul campo, terminata con una vittoria per 3-2 del Montecalcio, passa in secondo piano rispetto agli spiacevoli eventi post-gara. Il calcio dilettantistico, che dovrebbe rappresentare uno spazio di aggregazione e passione, è stato macchiato da un episodio che lascia l’amaro in bocca e solleva interrogativi sulla sicurezza degli atleti e il clima teso che si respira anche nelle categorie minori.






