Nessun nuovo colpo per l'Avellino nella giornata finale di calciomercato invernale <> . La formazione irpina, invece, nel pomeriggio ha ufficializzato l'innesto del giovane difensore Lorenzo Chiti, in arrivo dalla Fiorentina con la formula del prestito

AVELLINO- Nessun botto di mercato dell’Avellino nell’ultimo giorno di mercato della sessione invernale. Il club irpino ha provveduto ad ufficializzare nel pomeriggio l’innesto del difensore Lorenzo Chiti, che già nella giornata di sabato era stata chiuso l’affare con la Fiorentina. Il difensore centrale, classe 2001, giunge in Irpinia con la formula del prestito fino a fine stagione. L’ex Aglianese, esperienza in Serie D nella stagione 2018/2019, andrà a sostituire la casella vuota lasciata da Andrea Sbraga, uno dei tanti addii della sessione invernale. Di seguito, il comunicato dell’Avellino, che annuncia l’ingaggio del talento scuola Fiorentina: “L’ U.S. Avellino 1912 rende noto di aver acquisito, a titolo temporaneo dalla A.C.F. Fiorentina, le prestazioni sportive del calciatore Lorenzo Chiti.  Nato a Firenze il 13/01/2001, il difensore toscano si è messo in mostra con la maglia dell’Aglianese in serie D nella stagione 2018/19 a soli 17 anni. Dopo quella parentesi è stato acquistato dalla Fiorentina con cui ha disputato due stagioni nella formazione primavera, collezionando 38 presenze tra campionato e coppa.  Chiti indosserà la maglia numero 5. Benvenuto ad Avellino Lorenzo!”

Nella mattinata, invece, l’Avellino avrebbe provato un nuovo assalto per Franco della Turris, dopoché il dg dei corallini aveva rifiutato l’offerta degli irpini nel pomeriggio di ieri. Il centrocampista partenopeo non era stato convocato dalla Turris per la sfida contro la Vibonese, dato che la dirigenza biancoverde aveva tentato l’assalto all’ex Paganese. Secondo indiscrezioni, Di Somma aveva raggiunto anche un accordo di massima con Franco per l’ingaggio a fine stagione e l’Avellino avrebbe presentato un’offerta alla Turris, già per definire il trasferimento a gennaio.  I torresi, d’altro canto, non hanno accettato l’offerta avanzata dall’Avellino e pertanto, Di Somma ha gettato la spugna non insistendo più di tanto nell’ultima giornata di calciomercato invernale, soprattutto per i circa 80mila richiesti dalla Turris come buonuscita.

L’esperto operatore di mercato stabiese poi, ai microfoni di PrimaTivvù ha spiegato l’esigenza di non compiere ulteriori colpi, avendo definito chiusa la sessione di mercato in anticipo con l’ingaggio di Chiti e Murano: “Il mercato è chiuso. Gli obiettivi che dovevamo raggiungere, li abbiamo raggiunti. Abbiamo rinforzato il reparto offensivo con Murano e preso un giovane di valore, Chiti, che sostituirà Sbraga e ci darà una grossa mano. Altri movimenti non li abbiamo fatti per non penalizzare i calciatori in rosa, che ritengo essere atleti importanti e lo hanno dimostrato anche ieri. Abbiamo calciatori di spessore che possono portarci in alto.”

Di Somma prosegue sulla volontà di compiere ulteriori sforzi per Franco: “Per Franco ci abbiamo provato, perché volevamo inserire un elemento a centrocampo. Dopo un’attenta riflessione abbiamo pensato che non fosse il caso. Con un altro centrocampista avremmo penalizzato quelli che abbiamo in rosa. Giocando a due in mediana abbiamo le pedine giuste per attuare il sistema di gioco. La scelta è stata tecnica, da parte della proprietà c’era la volontà di muoversi con libertà per inserire qualche elemento di spessore. Ma abbiamo preferito fermarci qui, per rispettare gli equilibri di spogliatoio. E io non voglio creare problemi di spogliatoio”.

IL RIEPILOGO DEL CALCIOMERCATO-Il calciomercato dell’Avellino si chiude con una netta insufficienza con l’importante innesto di Jacopo Murano per il reparto offensivo, dopo l’ennesima rivoluzione nel reparto offensivo con gli addii di Messina alla Fidelis Andria e il ritorno a Cagliari di Luca Gagliano. L’addio più importante è stato quello di Sonny D’Angelo a titolo definitivo alla Reggiana, avendo rifiutato il rinnovo con l’Avellino e la volontà sempre più di cambiare aria da parte del centrocampista palermitano. Le colpe per l’addio di D’Angelo risiedono da entrambe le parti: da un lato per la dirigenza avellinese, che ha rischiato di perderlo a zero già a gennaio e non avendo trovato un accordo di massima già in estate, mentre dall’altro l’insistenza dell’ex Livorno di distrarsi sin da subito con i segnali provenienti dalla cadetteria. L’altro addio, invece, è quello nel reparto difensivo con Sbraga, che non ha mai trovato la giusta armonia con Braglia per poi, andare in prestito alla Turris per trovare maggiore continuità e sicurezza.