I vesuviani ai sedicesimi affronteranno l’Isola di Procida
Allora? Chi mancava all’appello? Fava? Neanche il tempo di dirlo che l’ex Udinese ha piazzato la zampata vincente. Suo il gol con cui il Portici ha aperto le danze nel 5-1 rifilato alla Virtus Ottaviano nella seconda gara del girone di coppa Italia. Dopo la manita al Baiano, cinque gol anche agli altri avversari del girone, questione di par condicio. Sta di fatto che questa squadra si sta rivelando devastante, dieci gol in coppa e quattro rifilati al Pimonte alla prima giornata di campionato, per un totale di quattordici gol e uno solo subito, tra l’altro su rigore. Sono numeri pazzeschi per una squadra che lancia sempre di più la sua candidatura al vertice del girone, non sarà facile ma con questo ritmo nulla è precluso.
Non c’è stata storia contro la Virtus Ottaviano anche se, dopo il vantaggio di Fava arrivato dopo tre minuti di gioco, al 17′ Franci ha commesso un fallo in area e dal dischetto D’Urso ha spiazzato Mola. Pareggio insperato per i rossoblu ma che si è rilevato effimero dal momento che, tre minuti dopo, Olivieri si è inserito in area partendo dalla destra servendo Sardo che si è fatto trovare pronto sul secondo palo depositando la sfera in rete. Subito 2-1 e spenta ogni velleità ospite, infatti, nonostante fosse impossibile sciorinare un bel calcio per le condizioni del manto erboso del “San Ciro”, la squadra di mister Borrelli occupava tutte le zone del campo dimostrando di essere di una categoria superiore rispetto a chi aveva di fronte. Gli equilibri non sono stati stravolti sebbene ci siano stati dei cambi nell’undici titolare rispetto alle prime due uscite stagionali. In porta c’era Mola al posto di Testa, a destra e a sinistra del pacchetto arretrato trovavano spazio rispettivamente Botta e Franci con Esposito a far coppia con Follera al centro. Solo l’ex Marcianise è stato lasciato nell’undici iniziale, mentre a centrocampo si è toccato meno con il solo Ragosta in luogo di Panico, poi sempre con Olivieri al centro e Sardo interno. Rispetto alla gara di Pimonte, anche in attacco è rimasto solo un superstite, Scielzo nella fattispecie, l’ex napoli largo a destra con Fava al centro e Murolo a sinistra. Possono cambiare gli interpreti ma la sinfonia è sempre la stessa.
Fino ai primi 45′, la partita è rimasta ancora in bilico ma nella ripresa, Scielzo ha trasformato un’azione da difensiva in offensiva involandosi da solo verso la porta fino a battere Longobardi. La squadra ospite non ne aveva più, era evidente il divario tecnico in campo e per il Portici è stata pura accademia. Con il contagiri la punizione con cui Sardo, doppietta per lui, ha ingannato il portiere sul suo palo e, nel finale, come un remake di Baiano, è arrivata la cinquina griffata Murolo. Se non giocano Tommaso Manzo e Incoronato, chi va in campo al loro posto, segna e non li fa rimpiangere, qui si capisce quando un organico è competitivo. Niente male come inizio per il Portici che azzanna come pochi le difese avversarie e le riduce a brandelli. Finora si è giocato contro due squadre di categoria inferiore e una che è stata ripescata, parole di trionfalismo sarebbero fuori luogo, ma sta di fatto che questo Portici ha prolificità, compattezza generale e solidità difensiva, elementi indispensabili per resistere il più a lungo possibile su questo rendimento. Ai sedicesimi si affronterà l’Isola di Procida, un ostacolo durissimi visti i valori in campo della compagine isolana. Ma Ora testa alla Mariglianese, sarà importante brindare con i tre punti anche alla prima di campionato tra le mura amiche.






