Portici denuncia un’aggressione al presidente dopo il match contro il Sant’Anastasia, ma il club avversario parla di semplice discussione.

NAPOLI- La sfida di Eccellenza Campania, girone A, tra Sant’Anastasia e Portici non si è chiusa al triplice fischio. A distanza di poche ore dal match, infatti, la società Portici ha diffuso un comunicato ufficiale in cui denuncia un episodio definito “inaccettabile” e “vergognoso”: l’aggressione verbale e fisica al proprio presidente da parte di uno dei presidenti del Sant’Anastasia Calcio 1945.

Secondo la versione del Portici, l’episodio sarebbe avvenuto al termine della gara, senza provocazioni né contesti che possano giustificare un gesto del genere. Il club sottolinea come non si tratti di tensioni di campo o di momenti a caldo tra tesserati, ma di un fatto che coinvolgerebbe direttamente i massimi rappresentanti delle due società. Una dinamica che, secondo il Portici, “macchia l’immagine dello sport” e contraddice i valori di rispetto ed equilibrio che dovrebbero caratterizzare chi ricopre ruoli istituzionali.

La società ha inoltre ribadito la propria condanna verso ogni forma di violenza, annunciando di riservarsi la possibilità di tutelarsi nelle sedi opportune affinché episodi simili non vengano minimizzati.

La denuncia del Portici:

“La nostra società esprime la più totale indignazione per quanto accaduto al termine della gara contro il Sant’Anastasia.
 
Il nostro Presidente è stato aggredito verbalmente e fisicamente da uno dei Presidenti della società avversaria, senza alcuna motivazione, senza alcuna provocazione, senza alcun contesto che possa anche solo lontanamente giustificare un gesto del genere.
 
Riteniamo inaccettabile, vergognoso e privo di qualsiasi senso che, nel 2026, si possa arrivare a un’aggressione tra Presidenti, figure che dovrebbero rappresentare equilibrio, responsabilità e rispetto istituzionale.
Non stiamo parlando di tensioni di campo o di momenti a caldo tra tesserati: stiamo parlando di un Presidente che aggredisce un altro Presidente.
 
Il calcio, soprattutto a questi livelli, dovrebbe essere confronto sportivo, educazione e esempio. Quanto accaduto va nella direzione opposta ed è un episodio che macchia l’immagine dello sport e delle società coinvolte.
 
La nostra società condanna con fermezza ogni forma di violenza e si riserva di tutelarsi nelle sedi opportune, affinché episodi del genere non vengano minimizzati né ripetuti.
 
Il rispetto non è un optional.
E chi rappresenta una società ha il dovere di dimostrarlo, sempre.”

Poche ore dopo, è arrivata la replica del Sant’Anastasia, che ha diffuso una nota ufficiale per smentire categoricamente la ricostruzione del Portici. Secondo il club anastasiano, infatti, “non si è verificata alcuna aggressione”. La società parla invece di una “breve quanto accesa discussione”, avvenuta in una zona presidiata da steward e forze dell’ordine, e rientrata immediatamente senza conseguenze.

Il Sant’Anastasia ribadisce a sua volta la condanna verso ogni forma di violenza, ma precisa che quanto riportato dal Portici non corrisponderebbe alla realtà dei fatti.

Il comunicato integrale: “In relazione al comunicato ufficiale diffuso dalla società Portici, il Sant’Anastasia Calcio 1945 precisa che non si è verificata alcuna aggressione.
Quanto riportato è riconducibile a una breve quanto accesa discussione, avvenuta in una zona altamente presidiata sia dagli steward che dalle forze dell’ordine, e rientrata immediatamente, senza conseguenze.
La società ribadisce la propria ferma condanna verso ogni forma di violenza.”

Due comunicati, due versioni differenti dello stesso episodio. Le società, intanto, mantengono posizioni distanti: il Portici parla di aggressione, il Sant’Anastasia di semplice discussione.

In attesa di eventuali approfondimenti o verifiche da parte degli organi competenti, resta un clima di tensione che va oltre il campo e che coinvolge direttamente i vertici delle due società. Un episodio che, comunque lo si interpreti, riporta al centro il tema del comportamento istituzionale e del ruolo educativo che il calcio dilettantistico dovrebbe incarnare.