Il presidente Anellucci condanna fermamente l'inciviltà di alcuni tifosi durante Ebolitana-Angri di Eccellenza. "Quando il rispetto manca, il pallone smette di rotolare."

ANGRI (SA)- Il calcio, specchio della società, continua a offrire esempi di inciviltà inaccettabile che macchiano lo spirito di passione e lealtà dello sport. L’ultimo, grave episodio, si è verificato durante la partita del campionato di Eccellenza, Girone B, tra Ebolitana e Angri, tenutasi ieri allo stadio “Dirceu” di Eboli. Un match già ad alta tensione, che ha visto la capolista Ebolitana imporsi per 4-1 sull’Angri, ma che è stato oscurato da un gesto di inaudita volgarità.

Nonostante il divieto di trasferta imposto ai tifosi grigiorossi per motivi di sicurezza legati a precedenti risalenti anche al 2002/2003, la gara è stata teatro di un comportamento ignobile. Alcuni sostenitori presenti sugli spalti hanno indirizzato cori di scherno e inneggianti alla morte verso un giocatore ospite che aveva accusato un malore ed era svenuto in campo.

Un gesto disumano che vanifica lo sport

L’emergenza sanitaria di un atleta, un momento che in campo dovrebbe unire per la preoccupazione umana, è stata tradotta in un pretesto per manifestazioni di odio. È su questo punto che è intervenuto con la massima fermezza il Presidente dell’Angri, Antonio Anellucci, diramando un comunicato ufficiale che ha subito fatto il giro delle piattaforme social e della stampa sportiva.

Il comunicato si apre con un monito netto, subito ripreso dalla società come titolo del proprio appello: “Quando il rispetto manca, il pallone smette di rotolare”.

Anellucci sottolinea come un episodio del genere non sia solo un’offesa al tesserato infortunato, ma una profonda ferita ai valori fondanti dello sport. “Il rispetto non può essere una scelta – afferma il Presidente – è il fondamento stesso del calcio. Credo profondamente che i nostri tifosi rappresentino un esempio diverso, fatto di passione vera e di valori autentici.” La società grigiorossa prende nettamente le distanze da chi, attraverso un “insulto” o un “gesto d’odio”, annulla gli sforzi di “società sportive, allenatori, volontari e genitori” impegnati quotidianamente nella promozione di un calcio pulito e aggregante.

L’analisi tecnica: l’Angri in difficoltà non trova pace

Dal punto di vista della cronaca sportiva, la partita ha visto l’Ebolitana consolidare la sua leadership nel Girone B. La squadra di mister Pirozzi è passata in vantaggio al 3° minuto con Trezza (su corta respinta del portiere Colantuono) e ha raddoppiato al 31° con l’argentino Spinola.

L’Angri, guidato in panchina da mister Quaglietta, ha provato a reagire, ma ha subito il tris su rigore, trasformato da Spinola al 7° minuto della ripresa. Il poker finale, un tiro spettacolare di Pellecchia, ha fissato il risultato sul 4-1.

La sconfitta evidenzia le difficoltà di un Angri che, pur lottando (come dimostrano i tentativi di Petrone, Izzo e Maiello), non riesce a imporre il proprio gioco contro la capolista. L’assenza della spinta della curva grigiorossa, inoltre, ha privato l’Angri di un supporto fondamentale in una gara cruciale.

Il diritto di sperare: l’impegno per un calcio migliore

La S.S. Angri 1927, attraverso le parole del suo massimo dirigente, rilancia l’impegno affinché il calcio torni a essere un “veicolo popolare di valori quali l’amicizia, l’inclusione e la solidarietà”.

L’eco del gesto incivile è destinato a non spegnersi facilmente. La società ha diffuso un video dello spezzone sulla propria pagina Facebook come monito. La FIGC e la Lega Nazionale Dilettanti sono ora chiamate a esprimersi sull’accaduto e a valutare eventuali sanzioni disciplinari nei confronti dei responsabili o delle società, se identificati. L’auspicio è che la dura condanna del Presidente Anellucci possa essere l’inizio di una mobilitazione del mondo sportivo campano contro gli episodi di violenza e inciviltà che, troppo spesso, provano a fermare il rotolare del pallone. Soltanto riaffermando il “respect” come principio assoluto, il gioco potrà mantenere la sua anima.

La nota ufficiale del club grigiorosso

“Respect” non è solo una parola. È un principio, un valore, un impegno che deve attraversare ogni gesto e ogni sguardo sul campo da gioco. Promuovere il rispetto significa abbracciare il fair play, il riconoscimento reciproco tra giocatori, arbitri, allenatori e tifosi. Significa comprendere che il calcio vive solo se chi lo ama lo rispetta.

Eppure, talvolta, questo valore viene tradito. Un ragazzo svenuto in campo, un’emergenza che dovrebbe unire, diventa il pretesto per cori che inneggiano alla morte. In quei momenti, il pallone smette di rotolare — non perché manchi il gioco, ma perché è venuto meno lo spirito che lo anima.

È la deriva di una società che, smarrito il senso del rispetto, rischia di calpestare ciò che il calcio rappresenta: passione, lealtà, comunità.

Ogni insulto, ogni gesto d’odio sugli spalti o dietro uno schermo vanifica gli sforzi silenziosi di società sportive, allenatori, volontari e genitori che, giorno dopo giorno, fanno di tutto per tenere vivo un sogno semplice: vedere un pallone che rotola, e con esso la speranza di un gioco che unisce.

“Il rispetto non può essere una scelta – sottolinea il presidente Anellucci – è il fondamento stesso del calcio. Credo profondamente che i nostri tifosi rappresentino un esempio diverso, fatto di passione vera e di valori autentici.”