La terza tappa del campionato d’esordio assoluto in Eccellenza del Lioni di Di Pasquale mette di fronte il Grotta. Un derby affascinante tra due squadre in lotta la scorsa stagione per la leadership del girone C di Promozione. Questa sfida che si ripete a distanza di quasi un anno (la scorsa stagione vinse 3-2 il Lioni), oggi assume più suggestione perché l’avversario del Grotta è guidato dal suo ex allenatore, colui che aveva portato in trionfo i giallorossi dopo anni di delusione. Il prof Di Pasquale non usa mezzi termini, per lui è una gara come tutte le altre nonostante la separazione avvenuta in estate sia stata contraddistinta da diverse divergenze tra società, calciatori e allenatore. 

“Il Grotta è un avversario come tutti gli altri, non mi applico di più perché è la mia ex squadra. E’ chiaro che li c’è una parte di me ma ormai appartiene al passato. Alleno da tanti anni, se volessi farmi prendere dalle emozioni ogni volta che incontro la mia ex squadra mi dovrei emozionare tutte le domeniche. Sarebbe stata una partita diversa se avessi avuto di fronte giocatori che ho allenato, tranne qualcuno per me sono tutte facce nuove e sconosciute”. 

E’ intorno alla parola fiducia che Di Pasquale ha costruito il rapporto con la società del Presidente Salzarulo, un aspetto che il tecnico di Acerra rimarca spesso quasi a spedirlo a qualcuno che nel calcio non gli ha voluto porre fiducia oppure fatta soltanto credere. 

“Sono abituato a guardare avanti, il mio interesse è fare bene a Lioni. Mi trovo benissimo in questo ambiente, c’è grande rispetto e fiducia in me. La cosa che più mi ha entusiasmato è il fatto che si sono rivolti a me per affrontare per la prima volta un campionato di questo tipo. Quando c’è fiducia sto bene e faccio bene, nel momento in cui si inclina questo rapporto, qualsiasi sia la società e il progetto calcistico lascio e me ne vado. Per me la fiducia è importante. Io quando guardo in faccia le persone e ascolto quello che mi dicono, devo sapere ed essere certo che quello che mi si dice è la verità”. 

Sul campionato le idee sono molto chiare pur essendo solo già alla terza di campionato. 

“Considero sulla carta 5 squadre – forse si riferisce a Palmese, Scafatese, Cervinara, Santa Maria e Angri ndr – nettamente più superiore alle altre e si giocano tra di loro il primato ed il quinto posto. Poi ci sono 13 squadre sullo stesso livello, le quali si possono giocare il sesto posto e l’ultimo posto. E’ paradossale ma credo sia così. La differenza la faranno i dettagli, le prestazioni”.