Il Sindaco replica sull'allagamento del sottopasso e i campi compromessi. La Società accusa: "Tre anni di incontri inconcludenti e PEC ignorate. Pretendiamo rispetto".

Il grido d’allarme lanciato dall’Ebolitana Calcio 1925 per le condizioni disastrose dello stadio Dirceu e la necessità di allenarsi a Pontecagnano ha innescato una durissima reazione istituzionale. Il Sindaco di Eboli, Mario Conte, è intervenuto con un comunicato stampa per difendere l’operato dell’Amministrazione, ma la replica della società calcistica è stata immediata e sferzante, trasformando il dibattito in un vero e proprio scontro frontale.

La Versione del Sindaco Conte: tra pompa bloccata e interventi inadeguati

Il Sindaco Conte, dopo un sopralluogo personale, ha confermato lo stato critico delle strutture: “la praticabilità del campo B, ma anche le condizioni del campo A risultano compromesse” a causa delle abbondanti precipitazioni.

Tuttavia, la replica del Primo Cittadino ha toccato punti nevralgici, cercando di ridimensionare le responsabilità e di evidenziare gli sforzi fatti:

  • Sottopasso e pompa: la pompa di sollevamento dell’acqua dal sottopasso, bloccata in precedenza, è stata riattivata (sebbene, ammette il Sindaco, l’intervento sia stato effettuato da un volontario).

  • Campo A/B: il Sindaco ha ribadito che il campo A (erba naturale) va usato solo per le gare casalinghe (due giorni al mese), mentre il campo B è riservato agli allenamenti. Ha poi evidenziato l’inadeguatezza del campo B per le condizioni climatiche attuali.

  • Manutenzione: l’Amministrazione ha “messo in campo continui interventi di manutenzione” su spogliatoi, tettoia e tribune, impegnando “decine di migliaia di euro”.

Conte ha poi ammesso il fallimento di interventi pregressi: l’intervento da 330.000 euro del 2019/2020 per le Universiadi “si è rivelato non adeguato o non risolutivo”. La chiusura è stata un appello alla distensione, affermando che “c’è massima attenzione per la principale squadra di calcio cittadina”.

La dura replica dell’Ebolitana: “Tre anni di inerzia e PEC ignorate”

Il comunicato della società è arrivato subito dopo, accusando il Sindaco di utilizzare “versioni non corrispondenti ai fatti che, invece, sono oggettivi”. L’Ebolitana respinge i tentativi di far ricadere le responsabilità sul club e alza il tiro sull’operato dell’Amministrazione:

  • Inconcludenza e silenzio: la realtà, secondo la società, è fatta di “tre anni di incontri inconcludenti con l’ente comunale, di PEC ignorate, di zero risposte ricevute“.

  • Assegnazione risorse: l’Amministrazione viene accusata di assegnare “risorse pubbliche altrove” mentre l’Ebolitana, prima squadra cittadina, non è considerata.

  • Blocco lavori: la responsabilità dell’attuale stato è attribuita solo all’amministrazione, che non ha permesso alla Società Ebolitana, con spese a proprio carico, di eseguire i lavori di ripristino del rettangolo di gioco.

  • Campo inadeguato e infortuni: la società ha fornito prove oggettive dei danni: il terreno di gioco inadeguato ha già procurato quattro gravi infortuni ai calciatori.

  • Stadio al buio: l’impianto è senza illuminazione da circa 3 anni, lasciando lo stadio “al buio al pari di una parte della città”.

Perciò, la conclusione del club è una richiesta secca e perentoria: Rispetto. Rispetto per la storia, per chi lavora e per i tifosi, in un momento cruciale che coincide con l’anno del centenario.

Il cuore della polemica: inerzia o priorità?

Il confronto evidenzia che, pur riconoscendo entrambi l’inadeguatezza della struttura ereditata, la distanza tra le due parti è ormai insanabile. Mentre il Sindaco parla di “continui interventi” (sebbene insufficienti) e “massima attenzione”, la società ribatte con il dato oggettivo dei quattro infortuni, i tre anni di buio e le PEC ignorate, dimostrando come la crisi infrastrutturale si traduca in un danno concreto per l’attività sportiva.

Dunque, la battaglia si sposta ora dal campo B all’arena politica, con l’Ebolitana che pretende chiarezza e azioni concrete per onorare il suo centenario.