Il presidente dell’Afragolese interviene dopo il caso Torassa.
AFRAGOLA (NA)- Dopo ore di silenzio e ricostruzioni contrastanti, anche il presidente dell’Afragolese, Raffaele Mosca, ha deciso di intervenire pubblicamente sulla vicenda che ha coinvolto il suo calciatore Agustín Torassa all’intervallo della gara contro il Barletta. Le sue parole, affidate a una dichiarazione ufficiale, aggiungono un nuovo tassello a un episodio che continua a far discutere.
Mosca ha spiegato di aver scelto finora di non esporsi, ma di ritenere ormai “inaccettabile” non solo quanto accaduto nel tunnel degli spogliatoi, ma anche il modo in cui la vicenda è stata raccontata e gestita nelle ore successive. Il presidente ha chiarito di non conoscere l’esatta dinamica del fatto – se si sia trattato di una caduta o di un colpo ricevuto al volto – e ha ricordato che sarà il referto arbitrale a stabilire cosa sia realmente accaduto. “Confido che quanto avvenuto sia stato puntualmente documentato dall’arbitro”, ha dichiarato.
Il passaggio più duro riguarda però le condizioni del suo calciatore. Mosca ha precisato che il codice di accesso in ospedale non era bianco, come sostenuto da alcune ricostruzioni, ma verde, e che la diagnosi riportata è “trauma cranico minore post-aggressione fisica”. Un elemento che, secondo il presidente, rende ancora più grave ogni tentativo di minimizzare l’accaduto. “Non è solo una violazione sportiva: è un fatto penalmente rilevante, e fortunatamente ci troviamo in Italia e non in Africa”, ha affermato con toni duri.
Mosca ha poi ricostruito quanto avvenuto subito dopo l’episodio. Ha raccontato di aver cercato il Commissario di Campo senza riuscire a trovarlo e di essersi avvicinato al presidente del Barletta per chiedere collaborazione e poter accedere al parcheggio, visto che il capitano era stato portato in ospedale. Una richiesta che, secondo la sua versione, sarebbe stata accolta con distacco: “Mi ha risposto che stava guardando la partita e che non gestiva lui gli steward”. Dopo quella frase, Mosca ha scelto di tornare sugli spalti senza ulteriori polemiche.
Il presidente ha poi raggiunto l’Ospedale Dimiccoli, dove è rimasto per due ore, fino alla dimissione del calciatore dopo TAC e visita neurologica. Un gesto che testimonia, nelle sue parole, la vicinanza della società ai propri tesserati e la serietà con cui l’Afragolese sta affrontando la vicenda.
La conclusione è un messaggio chiaro: Mosca sta valutando se presentare un ricorso formale alle autorità competenti, riservandosi ogni azione necessaria a tutela della società e dei suoi tesserati. “È sconfortante vedere tentativi di minimizzare quanto accaduto”, ha dichiarato, lasciando intendere che la vicenda non si chiuderà rapidamente.
Un nuovo capitolo, dunque, in una storia che continua a generare tensione e che ora attende la ricostruzione ufficiale degli organi federali.
Le dichiarazioni complete
Fino ad ora ho scelto di non rilasciare dichiarazioni pubbliche; tuttavia, ritengo ormai inaccettabile quanto accaduto e, soprattutto, le modalità con cui l’intera vicenda è stata gestita.Non sono a conoscenza dell’esatta dinamica dei fatti (come non lo è sicuramente anche il Presidente del Barletta) che certamente sarà stata riportata dall’arbitro nel referto ufficiale: se si sia trattato di una caduta accidentale dalle scale del tunnel oppure di un colpo ricevuto al volto con conseguente caduta all’indietro. Confido che quanto realmente avvenuto sia stato puntualmente documentato e refertato dall’ Arbitro.Premesso ciò, desidero evidenziare alcuni aspetti fondamentali. In primo luogo, il codice relativo all’accesso in ospedale è di colore verde e non certamente bianco!!!! Tra l’ altro la diagnosi è TRAUMA CRANICO MINORE POST-AGGRESSIONE FISICA. Ricordando a me stesso che non è solo una violazione in termini di diritto sportivo ma è punibile penalmente dalla nostra legge Italiana, visto che fortunatamente ci troviamo in Italia e non in Africa.Diversamente, il Presidente del Barletta, non rivestendo il ruolo di Dirigente Accompagnatore, ha fatto ingresso sul terreno di gioco non appena è accaduto il fatto.Ho cercato invano il Commissario di Campo, senza riuscire a rintracciarlo. Al fischio d’inizio del secondo tempo mi sono pertanto avvicinato al Presidente del Barletta, presentandomi come Presidente dell’Afragolese e chiedendo cortesemente di poter accedere al parcheggio e autorizzare gli steward ad accompagnare il sottoscritto in quanto il capitano era stato accompagnato presso l’ospedale.Il Presidente del Barletta, con atteggiamento che ho percepito come poco collaborativo e sbrigativo, ha risposto testualmente: “Sto guardando la partita, non so come fare, non gestisco io gli steward”. A seguito di tale risposta, senza ulteriori polemiche, sono rientrato sugli spalti e ho assistito alla gara.Successivamente mi sono recato presso l’Ospedale di Barletta, dove sono rimasto dalle ore 18.30, orario di arrivo, fino alle ore 20:30 (orario di uscita del calciatore) dopo apposita TAC e visita Neurologica.Alla luce di quanto accaduto, sto seriamente valutando se presentare o meno formale ricorso alle autorità competenti, riservandomi ogni opportuna azione a tutela della società e dei propri tesserati, in quanto è sconfortante cercare di minimizzare gli accaduti.






