Dopo il decreto di domenica c'è stata confusione per capire chi doveva giocare

NAPOLI - Forse tutti gli addetti ai lavori del calcio dilettantistico domenica sera, dopo le fatiche delle partite, sono stati coinvolti nella discussione per capire chi avrebbe potuto proseguire l’attività agonistica e non dopo il nuovo Dpcm. Una situazione simile a quella di marzo con le prime chiusure con i commercianti che si chiedevano se la loro attività rientrasse in quelle consentite. 

Gli smartphone di presidente, dirigenti, calciatori e giornalisti, ma anche tifosi, si sono infuocati per i tanti messaggi che più o meno avevano tutti questa domanda: “noi giochiamo? La nostra categoria può farlo?”.

Il testo del nuovo Dpcm dice:

“Si potrà praticare lo sport dilettantistico di contatto a livello nazionale e regionale, tranne le competizioni dell’attività di base, che verranno sospese. Per l’attività di base concessi solo allenamenti con distanziamento e senza fasi agonistiche”.

 I maggiori dubbi erano nati per distinguere bene il calcio dilettantistico (nel quale rientra anche la Serie D e l’Eccellenza) e quello dilettantistico di base. Chi rientrasse in quest’ultima categoria è stato fin subito chiaro, cioè le categoria dove non si retrocede (la Terza nel caso della Campania) e le attività dei più piccoli. Ma quel è il confine?

La Figc specifica qui che “L’Attività di Base riguarda i tesserati e le tesserate di età compresa tra i 5 e 12 anni, divisi nelle categorie Piccoli Amici, Primi Calci,  Pulcini ed Esordienti e ha carattere eminentemente promozionale, ludico e didattico ed è organizzata su base strettamente locale.
In quest’ambito vengono sviluppate diverse iniziative di carattere sportivo come i tornei U12 FemminileU13 Fair Play Elite U13 Fair Play Pro, i Campionati U15 U17 Femminili, il Grassroots Festival”.

La Prima Categoria che è organizzata a livello regionale è salva, idem la Seconda, almeno in Campania perché in altre regioni questa è l’ultima ed è provinciale. Ma resta ancora qualcosa da dire per le attività giovanili dove non per tutti è chiaro cosa si deve fare.

La Juniores regionale, ad esempio. Sono si giovanili ma potranno continuare a giocare? Confrontando la definizione che dà la Figc dell’Attività di Base che parla di tesserati “tra i 5 e 12 anni, divisi nelle categorie Piccoli Amici, Primi Calci, Pulcini ed Esordienti” e il decreto del governo che consente di praticare lo sport a livello regionale, questa dovrebbe essere salva così come le altre categoria giovanili a carattere regionale.