Il segretario del Cerignola, napoletano doc fa chiarezza su alcuni aspetti sorti dopo la decisione della Lnd di sospendere i campionati
La delibera del Consiglio Direttivo Nazionale della Lnd che sospende tutte le attività in ambito dilettantistico fino al 3 Aprile 2020 ha provocato subito confusione e tante domande tra i dirigenti e gli addetti ai lavori.
In merito alla decisione adottata dall’organo presieduto da Sibilia abbiamo interpellato Marco Santopaolo, segretario dell’Audace Cerignola ed esperto in materia giuridico sportiva.
Marco innanzitutto facciamo subito una chiarezza, per sospensione di attività in molti si chiedono se comprendono anche gli allenamenti.
“Il Comunicato n. 273 della Lega Nazionale Dilettanti ha deliberato di sospendere, con effetto immediato e sino a tutto il 3 Aprile 2020, l’attività organizzata dalla Lega Nazionale Dilettanti sia a livello nazionale che territoriale. Gli allenamenti vengono organizzati dalle società e non dalla Lega, pertanto la sospensione riguarda soltanto gare ufficiali di campionati e coppe, attività di rappresentativa e tornei vari. Per quanto riguarda gli allenamenti, restano in vigore le disposizioni contenute nel DPCM dell’8 marzo 2020 che ha sostanzialmente confermato quelle del 4 marzo 2020: restano consentite le sedute di allenamento degli atleti agonisti, all’interno di impianti sportivi utilizzati a porte chiuse, ovvero all’aperto senza la presenza di pubblico, ma in tali casi le associazioni e le società sportive, a mezzo del proprio personale medico, sono tenute ad effettuare i controlli a contenere il rischio di diffusione del virus COVID-19 tra gli atleti, i tecnici, i dirigenti e tutti gli accompagnatori che vi partecipano. C’è da augurarsi che il Consiglio Federale straordinario fornisca delle linee guida univoche sul punto, per evitare interpretazioni arbitrarie su un tema molto delicato, e soprattutto per evitare che le responsabilità ricadano soltanto sul personale medico e sulle singole società. Siamo in un momento delicato e con la salute non si scherza. C’è comunque da sottolineare l’atteggiamento responsabile della Lega Nazionale Dilettanti, che ha tempestivamente deciso ed informato il proprio mondo sulle decisioni che sono state intraprese”.
Se il contagio di Covid-19 non avesse un calo e quindi si andrebbe incontro ad una sospensione definitiva delle competizioni che non si sono concluse entro il 30 Giugno, quali scenari potremmo assistere?
“A questa domanda, giuridicamente, l’ordinamento sportivo non offre una risposta. Le N.O.I.F. (Norme organizzative interne federali) ricordano che la stagione sportiva federale termina il 30 giugno (art. 47 comma 1), ma non è contemplata l’ipotesi dell’impossibilità di concludere i campionati. Bisogna pertanto rifarsi a quanto dispone lo Statuto federale.: “la FIGC disciplina l’affiliazione delle società e definisce, d’intesa con le Leghe interessate e sentite le Componenti tecniche, l’ordinamento dei campionati. La FIGC stabilisce i criteri di formulazione delle classifiche e di omologazione dei risultati; decide sull’assegnazione del titolo di campione d’Italia e ratifica le promozioni e le retrocessioni di serie” (art. 13 comma 2) e “su proposta del Presidente Federale, il Consiglio Federale coordina l’attività agonistica demandata alle Leghe e delibera d’intesa con le Leghe interessate, sentite le componenti tecniche, con la maggioranza di tre quarti dei componenti aventi diritto di voto, sull’ordinamento dei campionati e sui loro collegamenti, con particolare riferimento ai meccanismi di promozione e retrocessione”. (art. 27 comma 3 lettera d). Credo che, in caso di sospensione definitiva di un campionato e di impossibilità di concludere lo stesso entro il 30 giugno, la Figc potrebbe decidere tra due provvedimenti straordinari: cristallizzare la classifica all’ultimo turno in cui le squadre hanno giocato un numero uguale di gare stabilendo, in base a questa, promozioni e retrocessioni, oppure annullare la stagione. Scenari che nessuno si augura…”.






