"Avevo richiamato i giocatori ad allenarsi meglio, lui l'ha presa come un'offesa"
NOLA (NA) - La retrocessione del Nola in Eccellenza è un finale di stagione che in pochi avrebbero immaginato dopo l’ottimo rendimento sotto la guida di Rosario Campana, l’allenatore che dimessosi dopo la sconfitta interna contro il Gladiator a 5 giornate dal termine. Sul pesante verdetto è intervenuto ieri sera a Triplice Fischio, trasmissione sportiva in onda su Videonola, il Presidente Alfonso De Lucia. Il massimo dirigente bruniano ha affrontato tanti temi ed espresso alcuni concetti. Del lungo intervento abbiamo estrapolato il passaggio sull’addio di Campana, ritenuto da molti l’uomo che poteva condurre la barca al porto e un pensiero iniziale sulla stagione.
«Abbiamo avuto una stagione particolare – ha esordito De Lucia – durante la quale ad un certo punto della stagione pensavo di salvarmi senza nemmeno passare per i play out. All’improvviso si è complicato tutto. Il mister Campana è andato via però dopo una sconfitta contro il Gladiator in casa e da terzultimo con un punto di distacco sulla penultima. Non è che ha lasciato quando aveva 10 punti sulla penultima. Ci sarebbero tante cose da dire, ma a me non piace parlare di quello che è stato. Il silenzio stampa? E’ stato indetto solo per cercare di creare intorno alla squadra un po’ di tranquillità per gli eventi che stavano capitando. Ci siamo complicati partite da soli con il Giugliano e Sassari Latte Dolce in casa. Se devo condannare cose alla squadra, condanno il non aver capito alcuni momenti della stagione. Io penso che una squadra con motivazioni e che deve salvarsi, aldilà del punto di vista tecnico in casa contro Latte Dolce e Savoia non può andare in vantaggio e poi perdere a 5′ dalla fine oppure non fare un tiro in porta come avvenuto col Savoia».
Sull’addio di Campana, De Lucia racconta la realtà che a suo modo è una sola: «Ho sentito dire tante cose ma la realtà è una sola. Noi siamo stati abbandonati dall’allenatore a 4/5 giornate dalla fine del campionato inspiegabilmente. Siamo stati abbandonati da una persona che io reputo pericolosa e da evitare. Una persona che ha abbandonato la barca per che cosa? Per un diverbio con me a fine partita col Gladiator. In quella gara, sono sceso a fine partita perché stavano succedendo cose brutte tra i due spogliatoi. I miei giocatori che volevano arrivare a tutti i costi alle mani con quelli del Gladiator. Non sono cose che mi piacciono, specialmente in casa mia. Si vince e si perde ma l’avversario va rispettato. Nello spogliatoio dissi ma se avevano tutta questa energia perché non l’abbiamo messa in campo. Adesso basta e cerchiamo di allenarci bene in settimana perché domenica ci giochiamo la vita calcistica. Da quel momento il mister Campana si è intromesso e risposto in mal modo, pensando che io ce l’avessi con lui e che la squadra non si allenasse bene, quando ho solo riferito ai giocatori una raccomandazione per allenarsi bene in settimana così ci prepariamo per Giugliano e non prendiamo squalifiche. L’allenatore si è sentito chiamato in causa e risposto con delle offese davanti alla squadra. La sera lui si è imposto andando via senza cambiare idea. Ci sono stati miei soci che sono andati fino a Napoli per riportarlo qui, così come hanno fatto anche alcuni giocatori. Ma niente da fare. Abbiamo fatto di necessità e virtù da Giugliano in poi».






