Il bomber dei record: il Calcio deve ripartire. Che ricordi le promozioni con Savoia e Arzanese.
NAPOLI - Dal calcio polveroso di provincia, alle volte, vengono fuori storie fantastiche. Storie fatte di reti: tante, rovesciate: magiche, record: frantumati. E quella di Sasà Montaperto è una di queste.
Classe, 1977; professione, bomber. La serie B sfiorata di un niente con la maglia delle squadra che, qualche anno dopo, farà entrare il suo nome dritto nel libro di statistica calcistica. E sì, 35 gol in ventotto gare –stagione 11/12– e quasi 500 in carriera, sono tanta roba.
Montaperto si racconta ai nostri microfoni. Il Calcio, la famiglia, il momento delicato, le speranze future; il tutto velato da una malcelata nostalgia per il foot-ball.
Salvatore, come stai affrontando questo momento particolare?
Beh, che dire, sono momenti difficili. Stare in famiglia aiuta. Poi ho il lavoro, oggi mi occupo di sicurezza. La speranza è che finisca tutto al più presto e nel miglior modo.
Il Calcio si è inevitabilmente piegato all’emergenza. Quali potrebbero essere gli scenari futuri?
Era inevitabile, purtroppo. La mia opinione è: una volta superata la crisi che stiamo vivendo, la stagione deve riprendere. Sarebbe uno smacco per tutti i presidenti che hanno fatto investimenti importanti. Il Calcio deve ripartire, magari rimodulando il finale di stagione con eventuali playoff e playout. Logicamente quando tutto sarà più tranquillo.
Hai vestito molte maglie e segnato tanti gol. Qual è la piazza che ricordi con maggiore affetto? E qual è il gol che porti nel tuo cuore?
Ho segnato tanto, quasi 500 gol, per l’esattezza 447, mancano 3 gol per fare cifra tonda. –Ti racconto un piccolo aneddoto–. Dopo la promozione in D con il Savoia, avevo un accordo con la proprietà di allora. In caso la squadra fosse stata prima in classifica la stagione seguente, sarei tornato a Torre Annunziata per provare ad arrivare a 500 gol. Sarebbe stato un sogno; Torre Annunziata è una piazza che porto nel mio cuore. Sarebbe stato bello raggiungere quel traguardo con la maglia del Savoia. E proprio nella stagione delle promozione a Torre, ricordo il gol a Santa Maria Capua Vetere. In coppa. Sì, è quello il gol che conservo ancora intatto nella mia mente.
Per quanto riguarda la piazza che ricordo con maggiore affetto, sicuramente Arzano. Bellissima emozione andare in Lega Pro con loro. Eravamo un gande gruppo. Fu una stagione fantastica.
Chi è il tecnico che ti ha lasciato di più?
Sicuramente Franco Fabiano. Grande uomo e grande professionista. L’ho avuto a Vico e proprio ad Arzano, durante la stagione della promozione in Lega Pro.
Adesso giochi ancora a calcio di tanto in tanto?
No. Una volta appese le scarpe, non è il caso di tornare in campo. Poi il fisico non lo permette più. Adesso seguo mio figlio. Anche lui gioca a calcio. Mi diverto seguendo i suoi allenamenti e le sue partite.
Salvatore, vuoi fare un saluto?
Saluto tutti gli appassionati e tutti i lettori. Sperando di superare tutti insieme questo difficile momento.






