Il calcio maltese, l'emergenza sanitaria e la rivoluzione del sistema calcistico. Il tecnico durazzanese a 360°

NAPOLI - Continua l’appuntamento serale nel salotto virtuale di Campania football live. Protagonista di giornata: Andrea Ciaramella, tecnico italiano emigrato a Malta.

– Sorrentino: «Buonasera, Mister. Anche il calcio olandese si è arreso. Il tuo pensiero: è possibile tornare al calcio o bisogna cristallizzare le classifiche e programmare la prossima stagione?»
– Ciaramella: «Purtroppo questo male ancora ci deve lasciare. Il protocollo presentato dalla federazione potrebbe incontrare molte difficoltà di applicazione, soprattutto nel calcio minore. In questo momento è difficile dare una risposta».

– Sorrentino: «Mister, l’emergenza sanitaria potrebbe fare da spartiacque tra un vecchio calcio e nuovo calcio o la situazione è destinata a rimanere invariata?»
– Ciaramella: «Molte squadra faranno fatica a ripartire. Non dobbiamo perdere questa occasione per migliorare il movimento calcistico. Ci sono tante cose da rivedere o rivoluzionare: la regola degli under, lo status professionale dei calciatori di eccellenza, la solidità delle proprietà. Penso che un giovane bravo giochi a prescindere dalle regola. Poi, i calciatori di eccellenza si allenano tutti i giorni e vivono di calcio, bisogna tutelare la loro posizione lavorativa, e questo è legato a doppio filo con la solidità delle società. Il calcio deve ripartire dalla serietà e la progettualità dei presidenti, oltre a dover essere riformato nella struttura organizzativa».

– Sorrentino: «Mister, parliamo di calcio giocato. Ci racconti come è nata l’idea di andare a Malta?»
– Ciaramella: «Devo ringraziare il direttore Governucci, è stato lui l’artefice. In effetti c’erano già stati abboccamenti, ma il progetto doveva partire la prossima stagione. Poi i risultati dell’Hamrun Spartans hanno anticipato quello che doveva essere».
– Sorrentino: «È diverso il calcio maltese rispetto a quello italiano?»
– Ciaramella: «È in campionato particolare. È un calcio tecnico. Alcune squadre della seria A maltese potrebbero giocare tranquillamente nella nostra serie B e altre farebbero fatica nella serie D. È un calcio in evoluzione e dalla prossima stagione, con l’allargamento a nove stranieri, il livello si alzerà ancora di più».