Il 14enne stabiese supera l’esame AIA nel giorno del suo compleanno: è il più giovane fischietto del Paese.

CASTELLAMMARE DI STABIA (NA)- Serata storica per la Sezione AIA di Castellammare di Stabia e per tutto il movimento arbitrale campano. Lunedì 30 marzo, nove nuovi arbitri hanno superato con successo gli esami di abilitazione, entrando ufficialmente a far parte dell’Associazione Italiana Arbitri sotto la guida del presidente sezionale Giuseppe Scarica.

Tra i nuovi fischietti spicca un nome che ha immediatamente attirato l’attenzione a livello nazionale: Claudio Buondonno, che proprio nel giorno del suo 14° compleanno ha ottenuto la qualifica arbitrale, diventando così l’arbitro più giovane d’Italia. Un traguardo eccezionale, celebrato con entusiasmo dalla sezione stabiese e dall’intero Comitato Regionale Arbitri della Campania.

Buondonno ha raccontato le motivazioni che lo hanno spinto a intraprendere questo percorso: «Volevo rilanciarmi nel mondo del calcio. Nell’ultimo periodo, da giocatore, non avevo più stimoli. L’arbitraggio per me è un percorso nuovo e stimolante». Parole che testimoniano maturità, determinazione e una sorprendente consapevolezza per un ragazzo così giovane.

Nonostante gli impegni scolastici imminenti — l’esame di terza media e l’iscrizione al Liceo Scientifico — Claudio si è presentato all’esame con grande sicurezza, convincendo la Commissione composta dal componente CRA Michele Somma e dagli associati Oreste Alfano, Antonio Pace e Christian Messina.

La serata si è conclusa con un momento di festa: il taglio della torta per celebrare le 14 candeline e l’inizio di un’avventura che potrebbe segnare il futuro dell’arbitraggio campano.

Il presidente CRA Stefano Pagano, insieme a tutti i componenti e collaboratori regionali, ha espresso grande soddisfazione per il risultato ottenuto dalla sezione stabiese, rivolgendo un caloroso incoraggiamento a Claudio e a tutti i nuovi arbitri: «In bocca al lupo a questi ragazzi. Li aspettiamo sui campi con entusiasmo e fiducia».

Un record nazionale che porta in alto il nome di Castellammare di Stabia e conferma la vitalità del movimento arbitrale campano.