La giovane coppia dei Ds Manzella/Paladino ci spiega tutte le motivazioni che hanno portato ad un addio arrivato anzitempo
In una stagione caratterizzata prevalentemente da un’atmosfera serena e da uno splendido cammino, lo Sporting Campania Barra deve fare fronte adesso ad un momento di caos e scompiglio, creatosi all’interno dello staff ed ambiente rossoblù. Notizia sorprendente è infatti l’addio da parte della coppia dei direttori Manzella/Paladino, che hanno, a malincuore, abbandonato un progetto fatto di puro amore e passione, costruito con le proprie forze la scorsa estate, in merito a delle vicessitudini createsi nelle ultime settimane, che hanno portato ad una drastica ma forzata decisione, quella dell’addio definitivo.
Abbiamo sentito proprio Nicola Manzella e Gennaro Paladino, ormai ex ds rossoblù, i quali ci hanno raccontato tutte le motivazioni che li hanno spinti a lasciare il ruolo di direttori dello Sporting Campania Barra:
“Iniziamo col dire che se siamo arrivati sino a questo doloroso punto, è perchè è venuto a mancare uno dei fattori principali che dovrebbero caratterizzare ogni singolo componente di una società sportiva, la professionalità, a partire da delle regole da seguire imposte e concordate con il nostro arrivo, fino ad arrivare agli allenamenti. Se poi la mancanza di professionalità si manifesta nell’allenatore, allora significa che si è intrapresa una strada sbagliata e che tutte le garanzie costruite ad inizio anno, sarebbero cadute improvvisamente da un momento all’altro. E’ nato il tutto successivamente alla gara disputata con il Poggiomarino, quando io e Gennaro Paladino, avevamo notato dei malumori interni al gruppo, dovute ad alcune decisioni e dichiarazioni dell’allenatore dopo la partita di coppa italia, disputata nel primo pomeriggio infrasettimanale, (orario improponibile per qualsiasi persona che lavori ), in merito a delle lamentele sullo scarso impegno da parte di alcuni atleti, “colpevoli” di garantire poca disponibilità al tecnico.
Comunicato questo alla società, quest’ultima ci ha voltato le spalle, prendendo le parti del tecnico, accusandoci di voler destabilizzare l’ambiente, cosa che mi sembra alquanto ironica, poichè la squadra è stata formata per il 99% dal duro lavoro che abbiamo svolto io e Gennaro Paladino questa estate. Inoltre la mancanza di professionalità, si è manifestata in primis nel tecnico, il quale spesso si è presentato in ritardo agli allenamenti e certe volte la domenica si è recato direttamente sul campo, senza raggiungere prima tutta la squadra. Se si vuole puntare in alto e creare un gruppo coeso e vincente, bisogna partire dal rispetto delle regole e regolamento, altrimenti i risultati sono destinati ad essere negativi. Questo ci ha fatto riflettere molto sulla poca serietà da parte della società, la quale non ci è stata minimamente vicina in questo percorso, ne prima e ne adesso e nonostante io e Paladino fossimo sul punto dell’abbandono, non abbiamo ricevuto alcuna telefonata di riavvicinamento.”
Dunque nonostante lo splendido cammino da parte dello Sporting Campania, che attualmente occupa la seconda posizione in classifica a due lunghezze di distanza dalla capolista Sant’Agnello e con una delle miglior difese del girone, la situazione a distanza di pochi mesi è improvvisamente precipitata, passando da uno scenario paradisiaco e sereno ad uno infuocato ed infernale:
“La situazione è completamente sfuggita di mano, la squadra non riusciva più a seguire l’allenatore, gli ultimi allenamenti infatti non sono stati praticati, per la voluta assenza da parte dei ragazzi, i quali non sarebbero più riusciti a sostenere una situazione del genere, stanchi del caos creatosi negli ultimi giorni. Infatti la maggior parte del gruppo ci seguirà ed andrà via sin da subito. Inutile cercare di mascherare e nascondere la propria mancanza di professionalità, affermando di aver abbandonato come dimissionario, quando un intero gruppo non riesce più a seguirti e ti volta le spalle contro, evidentemente è stato commesso qualche errore negli atteggiamenti e comportamento. Qui nessuno vuole scendere a compromessi, ne puntiamo il dito nei confronti di qualcuno, i risultati sul campo sono stati infatti positivi, questo non si discute, ma la nostra amarezza e rabbia che stiamo provando e che ci hanno portato a prendere questa dolorosa decisione, derivano da un atteggiamento poco consono con la linea prefissata ad inizio annata e per nulla professionale, che abbiamo riscontrato in questi primi mesi di stagione, che non rispecchiano affatto il modo mio e del mio collega Paladino di operare nel mondo del calcio.”






