Il presidente della Virtus San Gennarello, Luigi Ammirati, risponde alle dichiarazioni di alcuni candidati sindaco: “Lo sport non può essere usato come strumento di divisione. Siamo l’unica realtà che tiene in vita il calcio a Ottaviano”.
OTTAVIANO (NA)- La Virtus San Gennarello rompe il silenzio e lo fa con una presa di posizione netta, diretta e senza filtri. In seguito alle recenti dichiarazioni diffuse da alcuni candidati alla carica di sindaco di Ottaviano, il club ha scelto di intervenire pubblicamente per tutelare la propria immagine e quella dei propri tesserati. Il presidente Luigi Ammirati, alla guida della società da nove anni, ha affidato a una lunga nota il suo pensiero, denunciando quella che definisce “una grave mancanza di rispetto verso una realtà che rappresenta l’intero territorio”.
Il patron biancorossoblè ha ricordato il percorso compiuto dalla Virtus dal 2017 a oggi: una scalata partita dalla Terza Categoria e culminata con quattro stagioni consecutive nel campionato di Promozione. “Abbiamo vinto tutto sul campo, anno dopo anno, senza mai chiedere nulla a nessuno”, sottolinea Ammirati, rivendicando il valore sportivo e sociale del progetto.
Il presidente ha poi ripercorso la storia recente dello sport ottavianese, evidenziando come molte realtà siano scomparse o costrette a trasferirsi per mancanza di strutture adeguate: dalla pallavolo arrivata in Serie A3, al calcio a 5 maschile e femminile, fino alla società di basket emigrata a Roccarainola. “Siamo rimasti gli unici a rappresentare Ottaviano”, afferma, ricordando anche l’aumento del 300% dei costi per l’utilizzo degli impianti comunali.
Ammirati respinge con forza l’idea che il calcio debba “tornare a Ottaviano”, sottolineando come la Virtus rappresenti già il territorio, senza distinzioni tra paese alto e frazione. “Chi si candida a governare dovrebbe unire, non alimentare divisioni”, dichiara, criticando l’uso dello sport come strumento di consenso elettorale.
Il presidente si dice “arrabbiato e amareggiato” per il tentativo di screditare il lavoro svolto quotidianamente dalla società, accusando alcuni esponenti politici di distorcere la realtà per ottenere visibilità. Ammirati ribadisce però la sua disponibilità al dialogo: “Le porte della Virtus sono aperte a chiunque voglia contribuire con idee o sostegno economico”.
Infine, lancia una provocazione dal sapore amaro: “Se la mia figura dà fastidio, sono pronto a mettere a disposizione il titolo della Virtus, a patto che per i prossimi dieci anni chi verrà dopo di me garantisca investimenti, crescita e rispetto della categoria”. Una frase che sintetizza il peso dei sacrifici fatti e la volontà di difendere un progetto costruito con passione, tempo e risorse personali.
La Virtus San Gennarello, ancora una volta, rivendica il proprio ruolo: una realtà sportiva che tiene in vita il calcio a Ottaviano e che chiede soltanto una cosa – rispetto.
La stoccata del Presidente Ammirati
“In relazione alle recenti affermazioni diffuse a mezzo stampa e sui canali social da parte di alcuni candidati alla carica di sindaco, l’Asd Virtus San Gennarello intende esprimere la propria posizione a tutela dell’immagine del Club, dei propri tesserati e della propria tifoseria.
L’Asd Virtus San Gennarello ribadisce con fermezza la propria natura di ente sportivo, il cui unico obiettivo è il perseguimento dei risultati sul campo e la promozione dei valori del fair play, dell’inclusione e dell’aggregazione sociale. La Società è, per sua stessa natura, estranea a ogni dinamica di parte e respinge con forza qualsiasi tentativo di strumentalizzare i propri colori per fini elettorali o di consenso politico.“Con quello appena concluso sono nove anni che rivesto la carica di presidente della Virtus San Gennarello, e dal 2017 (anno di fondazione) di anno in anno abbiamo sempre cercato di alzare l’asticella, partendo dalla Terza Categoria, e vincendo tutte le categorie sul campo (Seconda e Prima, ndr) siamo arrivati ad essere una piazza riconosciuta nel campionato di Promozione.Quello appena concluso è stato per noi il quarto anno consecutivo in questa competizione regionale, e per quelli che sono i fatti, e per quello che ci raccontano potremmo già dire di aver fatto la storia del calcio per la nostra comunità. Ma chi fa le cose con passione certe medaglie al petto non se le attacca, anzi è sempre spronato e ha sempre voglia di fare meglio rispetto all’anno precedente.Nel corso di questi nove anni – continua il presidente biancorossoblè Luigi Ammirati – ho visto morire tante realtà sportive ottavianesi: avevamo una squadra di pallavolo che è arrivata a disputare la Serie A3 nazionale ma che poi per mancanza di strutture prima ha dislocato e poi è scomparsa; ad Ottaviano avevamo una squadra di calcio a 5 che è arrivata alla Serie B Nazionale ma che poi ha dovuto smontare baracca per mancanza di strutture adeguate a disputare quella competizione; sempre nel settore futsal avevamo anche una squadra femminile (la Fulgor Octajano Woman, ndr) costretta a disputare lontano da Ottaviano tre anni di Serie A2 Nazionale prima di gettare la spugna; nel basket invece non parliamo di scomparsa ma di trasferimento, con la società cestistica che ormai si è trasferita in pianta stabile in quel di Roccarainola; per poi tornare nel nostro amato calcio a 11, anche qui oltre a noi c’era l’Ac Ottaviano, che dopo anni di gloria e vanto per la città ormai sono due anni che non si presenta ai nastri di partenza di nessuno campionato.Il sottoscritto resta l’unico a rappresentare il territorio, garantendo il calcio anche quando, in seguito alla gestione privata degli impianti sportivi ottavianesi, la quota da pagare per usufruire del campo comunale per allenamenti e partite è lievitata di oltre il 300%.Tutto questo senza mai essere tutelati, e senza mai ricevere un euro di contributo dalla parte politica, che invece puntualmente in campagna elettorale si sciacqua la bocca parlando di sport e di investimenti fatti per le strutture ottavianesi.Quando sento dire che il calcio deve ritornare a Ottaviano, mi sento in dovere di fare una precisazione, da quest’anno con l’Asd Virtus San Gennarello abbiamo ripreso anche il discorso calcio a 5, e quindi, di che calcio stiamo parlando?Trovo di una gravità assoluta alcune affermazioni, perché il territorio comunale è rappresentato da tutti, senza distinzioni tra paese alto e frazione, anche perché chi si appresta a governare un territorio dovrebbe essere al di sopra di tutto e lavorare affinché dei dissapori territoriali tra la popolazione e, soprattutto tra i giovani, non esistano.D’altronde se la classe politica non riconosce la frazione per meriti sportivi, disconoscendo una realtà soltanto perché rappresenta una parte del territorio, la stessa parte politica deve poi assumersi la responsabilità di farlo sempre, anche quando si cercano voti o sponsorizzazioni varie per le cose fatte nella parte alta del paese.Sono arrabbiato e amareggiato – continua il patron delle foxes – perché trovo paradossale che si continua a screditare, o peggio ancora si cerca di offuscare quanto di buono viene fatto quotidianamente cercando di distorcere la realtà dei fatti, si continua per qualche voto o like in più ad utilizzare lo sport come elemento di divisione: e se questo viene fatto da chi deve amministrarci è veramente brutta come cosa.Come ho già detto in passato, le porte della Virtus San Gennarello sono aperte a chiunque ha delle idee, ed a chiunque intende dare un contributo economico, la stessa disponibilità la allargo a chiunque dei papabili futuri sindaci ha voglia di sedersi con me per capire quali sono le difficoltà di fare sport nel nostro territorio.
Difficoltà non solo economiche, ma anche logistiche, quando hai da gestire un’associazione che abbraccia i bambini dai 5 anni fino ad arrivare alla Prima Squadra.Come sono disponibile, se proprio do fastidio a qualcuno o la mia figura non è ben vista, a mettere gratuitamente (scherzo) a disposizione il titolo dell’Asd Virtus San Gennarello, a patto e condizioni, e cioè che per i prossimi 10 anni chi verrà dopo di me continuerà a fare crescere il progetto, con investimenti e garantendo la categoria di appartenenza, e soprattutto a fare meglio, perché poi se si critica bisogna essere consapevoli di poter far meglio di chi finora ha messo faccia, soldi, tempo e salute.Con la stima di sempre,Luigi Ammirati”.






