Il centrocampista napoletano che ha vissuto con la maglia dell'Ercolanese un vero sogno ora si ritrova ad affrontarla con la maglia del Sant'Anastasia. Il pre - gara è un miscuglio di emozioni e ricordi, ma l'obiettivo resta vincere per i suoi attuali colori

SANT'ANASTASIA (NA) - Il destino non sempre opera secondo la nostra volontà e molte volte ci mette davanti a delle sfide che non avremmo mai pensato di dover o voler affrontare in precedenza.

Dinanzi alla chiamata del destino non ci si può però tirare indietro, perché tante sono le cose in ballo ed un unico passo falso potrebbe compromettere quanto ottenuto fino ad oggi.

Il destino ha voluto che quest’anno il centrocampista classe 1989 Manuel Falanga affrontasse in questo weekend con il suo Sant’Anastasia la società che tante gioie gli ha regalato in passato, l’Ercolanese – o almeno una parte di quella società, essendo ora il nome del club diviso tra due società (ASSC Ercolanese in Eccellenza e Sc Ercolanese in Promozione).

Uno scontro che arriva in un momento cruciale per entrambe le società in ballo, alla ricerca di punti per non allontanarsi eccessivamente dalla vetta della classifica – occupata ora da un quasi impenetrabile Quartograd. Un’occasione per il Sant’Anastasia di dimostrare di aver superato il periodo buio delle scorse settimane, acceso parzialmente dall’ultima vittoria con il San Francesco Soccer.

Del largo successo ottenuto nella scorsa giornata, dell’importanza della sfida per il Sant’Anastasia e soprattutto delle emozioni nel ritornare in un luogo ricco di ricordi per la prima volta ne ha parlato in esclusiva ai nostri microfoni lo stesso centrocampista Falanga.

RITORNO AD ERCOLANO DA EX – “Ho fatto tutta la trafila al fianco della famiglia Mazzamauro dalla Promozione alla Serie D e con quella squadra abbiamo fatto la storia. Ritornare ad Ercolano da ex e da avversario fa un po’ un effetto strano, perché ho sempre difeso sempre quei colori, supportato da tifosi che ci hanno seguito dappertutto mostrando una passione fuori dal comune. Non sarà facile, ma purtroppo questo è un lavoro dove da un giorno all’altro ti trovi dall’altra parte e il mio compito ora è difendere i colori della mia squadra attuale. È la prima volta che ci gioco da ex e non so quali sensazioni potrei provare una volta sceso in campo, non sarà facile.”

CONTATTI CON IL PASSATO – “Mi sento spesso con Marco Tufano, con il quale ho giocato assieme all’Ercolano e condividevo il nominativo di ‘Figlio del Vesuvio’. La sua è comunque una situazione diversa, essendoci una società tutta diversa, però l’ambiente quello è e non cambia. Ho parlato anche con persone che hanno già vissuto questa situazione, le quali mi hanno ribadito come non fosse facile, soprattutto per chi per chi è veramente innamorato.”

VALORE DELLA PROSSIMA SFIDA – “Affronteremo una squadra in difficoltà che farà di tutto per vincere questa partita, trattandosi anche di un derby. Anche noi non stiamo vivendo un momento top, nonostante l’ultima l’abbiamo vinta 7-0 contro una squadra in vera difficoltà. Non si possono fare molti calcoli dunque contro l’Ercolanese: siamo due squadre quasi alla pari e per entrambe sarà una sfida da vita o morte; chi perde può andare incontro a cambi di programma dettati dall’eccessiva lontananza dalla vetta, mentre chi vince può rilanciarsi verso l’alto e continuare sulla propria strada.”

SAN FRANCESCO SOCCER PUNTO DI SVOLTA – “Nei primi quindici minuti siamo andati leggermente in difficoltà, eravamo un po’ timidi anche per via di una serie di risultati che non ci sorridevano. Dopo questa prima parte però siamo riusciti ad uscire fuori e a fare due gol. L’approccio alla gara nel secondo tempo invece è stato quello giusto, non abbiamo risparmiato nulla ed è finita in goleada. Abbiamo messo il piede sull’acceleratore per fare più azioni e gol possibili, così da recuperare morale e per metterci alle spalle un po’ di negatività. È stato un dispacere farlo a discapito di una squadra in netta difficoltà, però lo dobbiamo alla nostra società che ha mantenuto tutte le promesse fatte nei nostri confronti. Erano quattro partite che non facevamo risultato: dopo il pareggio senza reti con il Quartograd, una squadra che fino a domenica non ha preso gol, l’ultima vittoria casalinga risaliva al 3-1 contro l’Oratorio Don Guanella Scampia. Da lì in poi siamo caduti con il Rione Terra, pareggiato contro un Montecalcio in svantaggio 2-0 (che ci ha recuperato sul 2-2 con un uomo in meno) e con il Procida, per poi perdere a Frattaminore due settimane fa. La prova di domenica ci serviva per recuperare certezze che avevamo perso. Con l’Ercolanese ora può accadere qualsiasi cosa: chi sbaglia di meno vince.”

ESULTARE CONTRO L’EX – “Non sono un giocatore dai tanti gol fatti, però molte volte il destino è proprio beffardo: non segni per molto tempo e poi in una partita del genere la palla entra dentro. Nonostante ciò, posso dire che nella lontana evenienza di una mia rete non esulterei.”

CAMBIO IN PANCHINA – “Ulivi e La Manna sono due allenatori differenti, ognuno ha caratteristiche e un modo di lavorare diversi. Nella gestione di Ulivi sono andati via dei giocatori mai rimpiazzati e ciò ha dato il via a tutta una trafila di risultati negativi. Ora è arrivato La Manna e già qualcosa sta iniziando a muoversi. Sono arrivati un difensore, un centrocampista ed una seconda punta Over, i quali ci possono dare una mano dove prima c’era un vuoto creato da alcuni elementi che sono andati via per dei problemi di lavoro. Ci eravamo indeboliti con il loro addio, ma ora siamo riusciti a recuperare terreno.
È necessario ora avere un po’ di tempo affinché si riescano a sposare bene le idee del nuovo allenatore, con il quale abbiamo fatto solo nove allenamenti.”

SITUAZIONE UNDER – “Non è una bocciatura, ma è legato al cambiamento delle regole. Se prima infatti potevano giocare tre Under, ora dovrebbero scenderne in campo solo due. Dunque, se ti presenti contro una squadra con quattro Under e affronti una compagine in linea con l’ultima disposizione (e quindi con solo due Under schierati sul terreno di gioco) si può andare in difficoltà. Non si parla qui di bravura. Ci può stare in una partita l’approccio sbagliato, può capitare a chiunque, anche a me. Ci sono Under che hanno un buon margine di miglioramento, ma in generale sono molto imprevedibili.”

RAPPORTO CON I TIFOSI GRANATA – “Negli anni con i tifosi mi ci sono sempre sentito, ti contattano in privato e ti chiedono come stai e altre cose simili. Un mio ritorno lì non è mai stato ipotizzato, ma non per demerito mio. Le società prendono ovviamente delle decisioni, discordanti alle volte quando si tratta di società diverse, in base alle proprie esigenze; ad esempio Marco è tornato a giocare lì, mentre io non rientravo nei loro piani. Ma sono scelte giustissime.
Con i tifosi è rimasto un rapporto incredibile, perché nei nostri trascorsi abbiamo vissuto gioie, dolori, vittorie, sconfitte, ma lo abbiamo fatto sempre uniti. I tifosi nel corso del tempo solo una richiesta hanno avanzato: onorare la maglia al di là del risultato fino alla fine, il minimo per un giocatore che vede un così forte seguito anche in condizioni non sempre favorevoli.”

PRIMA STORICA PARENTESI ALL’ERCOLANESE – “Io sono stato già all’Ercolanese quando ero Under all’epoca di Battiloro, più di dieci – dodici anni fa. Purtroppo la prima epoca era quella dove rischiava addirittura di non essere pagato, perché Battiloro faceva le magagne. Ciò non ci ha fermato però dal portare i risultati a casa, anche quando si trattava di salvarci contro la Boys Caivanese.”

RITORNO ALL’ERCOLANESE? – “Se ci sarà possibilità in un prossimo futuro non chiudo la porta, ma al momento sono concentrato al 100% sulla mia avventura al Sant’Anastasia. Tutto è possibile nel calcio, ma ora il mio obiettivo è dare tutto me stesso per la mia attuale maglia e raggiungere con essa il miglior traguardo possibile”.