Il presidente della Nocerina, Alfonso Vicidomini, ha pubblicato una lunga nota per spiegare le ragioni delle sue scelte, chiedere scusa a chi si è sentito escluso e ribadire il suo impegno per salvare il club rossonero.
La Nocerina torna a parlare attraverso la voce del suo presidente. Alfonso Vicidomini, con una lunga e sentita lettera indirizzata ai tifosi e alla “famiglia rossonera”, ha voluto fare chiarezza su un periodo complesso e denso di cambiamenti. Le sue parole arrivano dopo quaranta giorni di eventi che hanno segnato profondamente la vita del club, tra scelte obbligate, azzeramenti e la necessità di imprimere una svolta decisa.
Il presidente inizia con un’ammissione di fragilità umana: “Non è semplice spiegarne le ragioni, così come non è semplice essere certi che, una volta comunicate, vengano recepite nel modo in cui io le ho vissute”. Vicidomini sottolinea l’importanza del linguaggio non verbale, dei gesti che parlano più delle parole, e si presenta come una persona che ha sempre saputo dare il proprio contributo a ogni livello, da quello strategico a quello operativo. Anche durante il periodo di lontananza, ha continuato ad ascoltare e a contribuire, cercando di colmare le lacune di un mondo nuovo per lui.
Ma il cuore del messaggio è la domanda che si pone: “Le persone sanno veramente cosa vogliono? Dicono realmente ciò che pensano?” Un interrogativo che nasce dall’esperienza vissuta in questi mesi, in cui ha cercato di dare alle persone ciò che avevano lamentato, non d’istinto ma con un ascolto attivo. E poi l’ammissione degli errori, dettati dalla velocità con cui è stato costretto ad agire e dal poco tempo a disposizione per riflettere. “Ho sicuramente commesso degli errori”, scrive, ma senza catalogarli come positivi o negativi, solo come parte di un percorso in cui le emozioni sono oscillate tra pessimismo e ottimismo.
Vicidomini tiene a precisare un aspetto fondamentale: la sua scelta di salvare la Nocerina è nata in un momento in cui il club era in “pericolo di vita”. Le scadenze erano imminenti e la priorità assoluta era rendere la squadra iscrivibile al campionato. In questo contesto, ha dovuto prendere decisioni rapide, tra cui l’azzeramento di tutte le cariche dirigenziali e dei ruoli dei collaboratori. Una scelta drastica, dettata dalla necessità di un significativo cambio di rotta, che suo malgrado ha coinvolto anche persone con mansioni non decisionali nella precedente gestione.
E qui arrivano le scuse. “Voglio chiedere scusa a chi non ho avuto modo di ringraziare e salutare come avrei voluto, a causa dei tempi ristretti”. Vicidomini ammette di aver forse sottovalutato le ambizioni personali di alcuni, credendo che tutti avrebbero compreso il momento e il lavoro da portare avanti. Una sottovalutazione che ora cerca di riparare con un gesto di trasparenza.
Il presidente conclude ribadendo un concetto forte: “La Nocerina non è mia, io la rappresento”. E promette di farlo con lo stile che lo contraddistingue, ispirato alla serietà e alla sobrietà. Infine, un ultimo ringraziamento e un invito alla comprensione, con la certezza che le scelte fatte, seppur dolorose, erano necessarie per il bene del club. La Nocerina ora guarda avanti, con un presidente che ha scelto di mettere la faccia e di chiedere scusa a chi si è sentito ferito.
La lettera completa del Presidente Vicidomini
Cari tifosi, cara famiglia rossonera, ho deciso di intraprendere questo percorso. Non è semplice spiegarne le ragioni, così come non è semplice essere certi che, una volta comunicate, vengano recepite nel modo in cui io le ho vissute.
Ci sono emozioni che non si possono nascondere, sono quelle che il corpo comunica al di là delle parole, e chi come me si è formato anche nello studio della comunicazione sa che conta più il linguaggio dei gesti che quello della bocca.Sono sempre stato una persona capace di dare il proprio contributo a qualunque livello dell’organigramma mi trovassi: da quello direzionale e strategico, a quello manageriale, fino a quello operativo. Anche nel periodo della mia lontananza, ho continuato, nei limiti delle mie possibilità, ad ascoltare e a contribuire.Sono stato sempre in ascolto ed ho accresciuto le informazioni mancanti in un mondo nuovo perme, credevo di dare alle persone ciò che avevano lamentato, non l’ho fatto d’istinto ma con unascolto attivo. Oggi, a questo punto, la mia domanda è: “le persone sanno veramente cosa vogliono? dicono realmente ciò che pensano?”Negli ultimi quaranta giorni si sono susseguiti molti eventi, ed avrei voluto avere più tempo pervalutare e scegliere con maggiore ponderazione. Non voglio catalogarli come positivi o negativi.Voglio solo essere sincero sulle emozioni che li hanno accompagnati, oscillanti tra pessimismo eottimismo. Ho sicuramente commesso degli errori, dettati dalla velocità con cui sono stato costretto ad agire e dal poco tempo a disposizione per riflettere.Non sono una persona approssimativa, sono unapersona che vuole dimostrare i fatti prima di meritarsi ciò che ne consegue. Non ho limitato nessuno nel contributo alla Nocerina, tant’è vero che non ho chiamato nessuno a farlo.É stata una costruzione di persone che si sono fatte avanti spontaneamente, alcune delle quali pur non comparendo nell’organigramma sono al mio fianco per contribuire quotidianamente, senza chiedere alcuna visibilità.Quindi fugo ogni possibile retropensiero sulla domanda chi c’è dietro Alfonso Vicidomini?Nessuno.La realtà è che ci sono solo persone al mio fianco, che non lavorano PER me, ma lavorano CONme. Non ho mai infangato nessuno e mai lo farò, nel mio primo comunicato ho citato una frase di Henry Ford “trova la soluzione e non il colpevole”, la storia serve per conoscere e fare cose diverse dal passato, si chiama progresso, innovazione.La scelta è nata in un momento in cui la Nocerina era, di fatto, in una condizione di “pericolo divita”. Ho dovuto decidere in pochissimo tempo, visto le scadenze che si approssimavano, ben note a tutti, se dedicarmi esclusivamente a salvarla, oppure a fornire continue notizie per soddisfare le seppur legittime, ma spesso inopportune curiosità altrui.Nella fase in cui ho avuto come primo obiettivo quello di rendere la Nocerina iscrivibile alcampionato, così com’è nella mia natura, mi sono preparato anche alla eventualità che la nostrasquadra del cuore avesse bisogno di me anche per la gestione ordinaria.Ciò è accaduto, ma mi ha anche imposto SCELTE.La prima è stata quella di azzerare. La decisione di azzerare tutte le cariche dirigenziali e i ruoli dei collaboratori è stata dettata dalla necessità di imprimere un significativo cambio di rotta che, mio malgrado, ha coinvolto anche persone con mansioni non decisionali nella precedente gestione.Premesso ciò, voglio chiedere scusa a chi non ho avuto modo di ringraziare e salutare come avreivoluto, a causa dei tempi ristretti. In buona fede ho creduto, forse sottovalutando la situazione e le ambizioni personali, che a prescindere dalla posizione e dalla visibilità di ciascuno, tutti avrebbero compreso il momento e illavoro da portare avanti.La Nocerina non è mia, io la rappresento, e lo farò con lo stile che mi è proprio da sempre, quelloispirato alla serietà ed alla sobrietà.In ogni caso, chiedo scusa pubblicamente a chi, involontariamente, ho ferito perché si è potutosentire escluso.Grazie per la comprensione.Forza Molossi.
Il PresidenteAlfonso Vicidomini






