La Guardia di Finanza ha sequestrato quasi 153 milioni di euro di crediti d'imposta a due società edili riconducibili ad Alfredo Guerri, patron della Juve Stabia. L'indagine della Procura di Napoli ipotizza il reato di truffa: 64 i cantieri al centro delle verifiche, con lavori parzialmente o mai realizzati.

Un nuovo terremoto giudiziario si abbatte sul patron della Juve Stabia, Alfredo Guerri. Nella giornata di oggi, 24 settembre 2026, la Guardia di Finanza ha eseguito un maxi sequestro di crediti d’imposta per un valore complessivo di quasi 153 milioni di euro. Il provvedimento, emesso dal GIP di Napoli su richiesta della Procura partenopea, riguarda due società edili riconducibili all’imprenditore campano, da fine luglio proprietario e presidente del club di Serie B.

All’esito di attività investigativa coordinata da questa Procura della Repubblica, i militari del Comando Provinciale della Guardia di finanza di Napoli hanno eseguito un decreto di sequestro preventivo impeditivo emesso dal G.I.P. del Tribunale di Napoli, su richiesta della Procura della Repubblica – Sezione II – reati contro la Pubblica Amministrazione, nei confronti di due società operanti nel settore dell’edilizia e riconducibili a un unico centro d’interessi.

Le investigazioni hanno consentito di accertare l’illecita generazione, nel periodo compreso tra il 2021 e il 2024, di crediti d’imposta formalmente riconducibili a interventi agevolati dal cosiddetto “Superbonus 110%” ma risultati, dall’analisi della documentazione tecnica e sulla base di riscontri effettuati sui luoghi dei 64 cantieri, in tutto o in parte mai eseguiti ovvero non completati come falsamente asseverato.

Una volta originati, i crediti d’imposta sarebbero stati quindi immessi nel circuito delle cessioni previsti dalla disciplina del “Superbonus 110%” e successivamente monetizzati mediante trasferimento a soggetti acquirenti operanti sull’intero territorio nazionale. In tal modo, crediti formalmente collegati a lavori edilizi mai realizzati o solo parzialmente eseguiti avrebbero assunto una parvenza di regolarità, consentendone l’utilizzo in compensazione o l’ulteriore cessione.

Sulla base degli elementi raccolti, accogliendo la richiesta di questa Procura della Repubblica, il G.I.P. del Tribunale di Napoli ha, quindi, disposto il sequestro preventivo impeditivo avente ad oggetto i crediti d’imposta ritenuti illecitamente generati e ancora giacenti nei cassetti fiscali, per un valore complessivo di euro 152.959.525,45 al fine di impedire l’ulteriore circolazione, cessione o compensazione dei crediti oggetto di indagine, impedendo ulteriore pregiudizio all’Erario.

Il provvedimento eseguito costituisce una misura cautelare reale adottata nella fase delle indagini preliminari, avverso la quale sono ammessi mezzi di impugnazione. I destinatari della misura sono persone sottoposte a indagine, e, pertanto, devono ritenersi presunte innocenti fino a sentenza definitiva.