Una sconfitta immeritata per la Juve Stabia, punita dall'intervento del VAR e costretta in dieci uomini. L'analisi sul futuro della corsa playoff.

Una prestazione solida e di carattere non basta alle vespe. La Juve Stabia è costretta a capitolare per 1-0 contro la Sampdoria al Ferraris in un match che sarà ricordato a lungo non per il gioco espresso, ma per la clamorosa decisione arbitrale. Il gol di Massimo Coda su rigore (58′ R) è solo la conseguenza di un episodio che ha spezzato l’equilibrio della gara: l’intervento del VAR che ha portato all’espulsione di Ruggero. La squadra di Abate, pur meritevole per la strenua resistenza in dieci, torna a casa senza punti e con tanto amaro in bocca.

Primo tempo: le vespette tenaci e il gelo del Ferraris

Nonostante il vento teso e la pioggia che hanno reso il Ferraris un campo ostico, la Juve Stabia ha approcciato la gara con grande maturità. Contro una Sampdoria che ha cercato di imporre il possesso palla (65%), la difesa gialloblù ha eretto un muro, concedendo poco.

Dopo la prima conclusione deviata della Sampdoria, sono state le Vespette a creare i pericoli più nitidi. Al 22′ Candellone impegna Ghidotti con un tiro da fuori area, deviato in angolo. Il brivido più grande per i tifosi campani arriva al 30′: Mosti, in una posizione favorevole in area, ha tutto il tempo per mirare, ma il suo diagonale sul secondo palo si spegne incredibilmente largo, graziando la Sampdoria. La Juve Stabia dimostra di essere tenace, andando al riposo sullo 0-0 e reggendo bene contro una squadra tecnicamente superiore.

Il secondo tempo: la sentenza del VAR

La gara cambia in modo irreversibile al 55′. Su un corner a favore della Sampdoria, l’arbitro Zufferli viene richiamato dal VAR per un presunto contatto in area tra Vulikic e il difensore Ruggero. Dopo una lunga on-field review, il direttore di gara prende la decisione più pesante: rigore per i padroni di casa e cartellino rosso per Ruggero, dopo essere stato precedentemente ammonito. La panchina e i giocatori della Juve Stabia protestano veementemente, convinti che l’intervento non fosse punibile con la massima sanzione.

Al 58′, nonostante le proteste, Massimo Coda è freddo nel trasformare il rigore centrale, siglando l’1-0.

Resilienza e rammarico finale

Costretta a giocare oltre mezz’ora in dieci uomini e sotto di un gol, la Juve Stabia ha mostrato un cuore incredibile. Mister Abate ha subito ridisegnato la squadra con i cambi (63′ fuori Leone e Gabrielloni per Maistro e Pierobon) per tentare l’impresa. Nonostante la situazione proibitiva, le Vespette hanno continuato a lottare: al 71′ Mosti non arriva per un soffio all’impatto sul secondo palo su azione d’angolo, sprecando l’occasione per un pareggio eroico.

Nel finale, la Sampdoria cerca di chiuderla, arrivando anche a schierare il giovanissimo Casalino (classe 2007), ma la Juve Stabia resiste con onore fino all’ultimo dei sei minuti di recupero.

Il triplice fischio sancisce la sconfitta, ma l’umore in casa Juve Stabia è di grande rabbia e profonda delusione per l’espulsione di Ruggero che ha condizionato in maniera determinante la gara, fermando una prestazione che meritava ben altro risultato per la corsa ai playoff.