La squadra è rimasta in sei in campo a causa degli infortuni. Tutti i retroscena sulla crisi che ha portato il club al ridimensionamento.
Una delle partite più brevi della stagione in Eccellenza è andata in scena domenica, con l’Albanova che ha conquistato una vittoria per 3-0 a tavolino contro una Sessana in totale balia degli eventi. Il direttore di gara ha decretato la fine anticipata del match al 22° minuto per inferiorità numerica della squadra ospite.
La sospensione della gara non è un semplice episodio di cronaca sportiva, ma l’epilogo amaro di una profonda crisi interna che ha travolto il club. La sconfitta per inferiorità numerica è il simbolo delle difficoltà di gestione e programmazione che la Sessana sta attraversando in queste settimane.
Il dettaglio drammatico: sei uomini in campo
La Sessana si è presentata in trasferta già in condizioni di organico precarie, sintomo di una difficoltà oggettiva nel disporre di una rosa completa. Tuttavia, la situazione è precipitata al 22° minuto quando, a causa dell’infortunio di due calciatori, il numero di effettivi in campo per la Sessana è sceso a sei.
Di conseguenza, il direttore di gara ha applicato il regolamento federale, che prevede l’immediata interruzione del gioco quando una squadra scende sotto la soglia minima dei sette giocatori, assegnando la vittoria per 3-0 alla compagine avversaria. Per l’Albanova, si tratta di tre punti conquistati senza sforzo, ma l’evento ha acceso un faro di allarme sull’intera categoria.
L’addio di Ardone
La disfatta di domenica non è un evento isolato, ma il culmine di una crisi più profonda che ha avuto il suo epicentro nella settimana precedente. La società della Sessana aveva infatti comunicato la risoluzione consensuale del contratto con l’allenatore Marco Ardone e con il preparatore atletico Prof. Locatelli.
Inizialmente la notizia aveva lasciato spazio a diverse interpretazioni, ma è stato il club stesso, in un successivo comunicato, a chiarire le motivazioni. Il tecnico Ardone non è stato esonerato, ma ha scelto di rassegnare le dimissioni in quanto il “progetto [iniziale] è venuto meno”. Infatti, la società si è trovata nella necessità di avviare un ridimensionamento economico e strutturale, incompatibile con il livello di impegno e gli obiettivi che Ardone si era prefissato.






