Con la vittoria sul campo della Ternana, la Juve Stabia ha incoronato un girone di ritorno incredibile collezionando ben 38 punti
CASTELLAMMARE DI STABIA - Non è una novità che la Juve Stabia di Padalino sia ormai una della squadre più informa del campionato, e pensare che la stagione del tecnico delle vespe è incominciata in maniera travagliata. Arrivato nell’estate del 2020 con una filosofia ben precisa, un 4-3-3 che potesse regalare un calcio efficace e bello esteticamente; purtroppo non è stato così.
LE PRIME SCONFITTE E GLI ERRORI INDIVIDUALI – La pioggia battente nella prima giornata di campionato contro il Monopoli ha dato vita ad uno immaginario poco speranzoso nella mente dei tifosi. Nonostante il vantaggio di Romero, attaccante che non ha mai rapito il cuore della piazza stabiese, la Juve Stabia si complica la vita con errori individuali: prima l’autogol di Rizzo, poi la dormita scandalosa di Allievi, difensore che non ha mai trovato la sua dimensione nel modus operandi di Padalino. Il difensore infatti, lasciò la Juve Stabia nel calciomercato invernale dopo una serie di prestazioni deludenti.
PERIODO ALTALENANTE – Vero, la Juve Stabia riesce a strappare i 3 punti a Vibo Valentia con il rigore di Mastalli, ma è solo l’inizio di un periodo incostante con uno sfondo di poca concretezza sotto porta (17 reti realizzate contro le 34 nel girone di ritorno, il doppio). Dopo la vittoria nel derby contro al Cavese, le vespe perdono contro il Teramo, vincono contro il Bisceglie ma la continuità manca. Sconfitte con Bari e Palermo.
LA MOSSA DI PADALINO – La Juve Stabia chiude il girone di andata con un decimo posto striminzito. A creare numerosi squilibri è il cambio societario con l’ingresso di Giuseppe Pavone come D.S. che porta a Castellammare nuovi volti dal calciomercato invernale. Via Romero, Golfo e Bentivegna, dentro Marotta e Borrelli. A quel punto, arriva la genialata dell’ex tecnico del Foggia, si passa al 3-4-1-2. Inizialmente è Fantacci a giocare dietro Marotta e Borrelli; i risultati incominciano ad arrivare, specialmente fuori casa (tralasciando la sconfitta a Monopoli). La Juve Stabia incomincia a vincere lontano dal “Romeo Menti”, totalizzando ad oggi 9 vittorie consecutive in trasferta. Il capolavoro però, non è concluso. Dalla panchina si incomincia a notare un talento che da Gennaio, non si era ancora notato, Francesco Orlando, un mancino che “stranamente” non gioca a piede invertito (posizione occupata da Fantacci); ecco il 3-4-2-1, Orlando e Fantacci dietro Marotta. Si incominciano a vedere i vantaggi, soprattutto nel gioco, nella sua estetica, nella sua sincronizzazione. Lo scrivente pensa che il calcio sia fatto di soli due elementi: TEMPO E SPAZIO. Su questo si basava e si baserà il gioco della Juve Stabia, la tempistica, il giro palla a due tocchi, grazie al ritrovato Berardocco e il “Kessie” gialloblu, Vallocchia. Poi, la palla arriva a quei 3, incomincia il “Piacere” D’annunziano, palla avanti, palla indietro e Marotta si sblocca.
ASSE PALERMO-TERNI – La vittoria incredibile contro il Palermo fa capire che questa Juve Stabia è pronta per i play-off , la posizione in classifica comincia a migliorare , i gialloblu sono sesti. Otto vittorie nelle ultime nove giornate di campionato, unica sconfitta, immeritata, contro il Catanzaro. Ultima giornata di campionato, la squadra di Padalino ha ormai incarnato una mentalità perfezionista, vuole di più e ottiene il quinto posto battendo la Ternana. La Juve Stabia è l’unica squadra ad espugnare le mura umbre in tutto il campionato rifilando 4 reti alla capolista. In questa fase di stagione c’è da sottolineare un’altra idea di mister Pasquale Padalino, Borrelli al posto di Fantacci sulla trequarti, e lo fa per la prima volta contro il Foggia, la magia non si ferma: palla a Orlando, indietro per Rizzo che mette in mezzo, Borrelli segna. A Terni è sempre lo stesso figlio d’arte che innesca Fantacci per il primo vantaggio della Juve Stabia. Insomma, Padalino non finisce di stupire e si capisce che il suo lavoro è soprattutto psicologico oltre che tattico.
Il tecnico stabiese è –secondo lo scrivente– l’uomo che ha cambiato il modo di vedere il calcio a Castellammare. Nulla da togliere alla Juve Stabia di Fabio Caserta durante la stagione della promozione, ma la squadra di questa stagione è completa, con due titolari per ruolo che giocano con un solo modus operandi. Per i play-off, le pretendenti sono avvertite.






