Il successo per l'Avellino tra le mura amiche manca dal lontano 25 ottobre, dove ha collezionato una sconfitta e due pareggi in campionato
AVELLINO- L’Avellino non riesce più a vincere tra le mura amiche. Il successo al “Partenio-Lombardi” manca dal lontano 25 ottobre proprio contro l’Audace Cerignola, maturando una sconfitta e due pareggi rispettivamente contro Turris e la compagine dell’ex Capuano. “Senza infamia e senza lode” è stata la gara dell’Avellino contro il Taranto, chiusosi in difesa e prettamente impostato per conquistare un punto d’oro in trasferta. L’Avellino, dal canto suo, ha avuto a propria disposizione poche occasioni, che sono state vane nello scalfire l’stremo difensore rossoblù nel corso della gara. Provvidenziale è stato l’intervento di Vannucchi proprio nella prima frazione su Patierno, che probabilmente ha regalato il pareggio ad entrambe le compagini.
PRIMO TEMPO- Testa prettamente al campionato per l’Avellino, dopo l’eliminazione della Coppa Italia dalla Lucchese grazie al guizzo di Yeboah. Il tecnico pugliese ha confermato l’asset già visto in campo contro il Benevento domenica scorsa con la sola eccezione di Gori al posto di Marconi. Prima del fischio d’inizio è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo di Antonio Juliano, bandiera e storico dirigente del Napoli. Primi dieci minuti di gara avari d’emozione, se non il primo sussulto con Patierno: l’ex attaccante della Virtus Francavilla viene pescato da Ricciardi, colpendo di testa; il tentativo di Patierno è stato deviato da un difensore pugliese, terminando di poco al lato. Giallo per Armellino e Riggio. Dopo una conclusione terminata al lato di Kanoute, la vera emozione del Taranto è con Romano: conclusione centrale del centrocampista partenopeo, che viene deviata in corner da un impreciso Ghidotti. L’Avellino ha iniziato a fare faticare durante la costruzione della manovra a seguito di un costante pressing dei pugliesi, dopo un buon avvio. L’Avellino vicinissimo al vantaggio: Tito serve in area, dopo aver recuperato la sfera, per la testa di Patierno, che stacca e si vede negata la gioia del gol per questione di poco da Vannucchi. Cancellotti, su prosieguo dell’azione, costruisce per D’Angelo, pronto a ribattere in rete, ma è provvidenziale l’intervento di Riggio pronto a spazzare. Ammonito Tito. Termina la prima frazione sul risultato di 0-0.
SECONDO TEMPO- Inizia la ripresa. Gara di una stasi continua, dove finora le formazioni non si sono scoperte più di tanto. Primo cambio per il Taranto: Zonta per Fiorani. Al 60’ anticipo sul primo palo di Gori, che di testa non riesce ad inquadrare lo specchio della porta, terminando sul fondo. Il tentativo dell’ex Reggina avrebbe colto di sorpresa sicuramente l’estremo difensore rossoblù, dopo l’improvvisa fiammata di Palmiero abile a servire Gori. L’Avellino cerca di premere col piede sull’acceleratore in cerca del guizzo vincente in più di un’occasione, senza riuscire a trovare la zampata vincente. Altro squillo dei lupi: Gori prova ad anticipare nuovamente sul primo palo, calciando a volo su iniziativa di Ricciardi; il pallone sorvola la traversa. Il Taranto stava per trovare la via del gol: Antonini recupera una sfera pericola in area di rigore sugli sviluppi di un calcio d’angolo, ma è provvidenziale l’intervento di Cionek nel salvare la barca dell’Avellino. Fuori D’Angelo per Casarini. Si rivede Patierno: girata a volo del centravanti pugliese su cross di Ricciardi, ma il tentativo si spegne nuovamente sul fondo. La gara non riesce a sbloccarsi, dove finora vige la noia più assoluta con le poche nitide occasioni. Sannipoli per Ricciardi e Marconi per Patierno. Cinque minuti di recupero. Termina la gara sul risultato di 0-0 il match.






