Sull'infortunio che lo ha estromesso dalla gara: "Non penso sia qualcosa di grave, sicuramente sarà stato un piccolo risentimento muscolare"
CASTELLAMMARE DI STABIA (NA) - Tornato al gol per la prima volta in questo campionato 2021/2022, si presenta ai microfoni della Juve Stabia il difensore Denis Tonucci.
Il centrale ex Catania racconta a 360 gradi tutti gli aspetti che lo hanno accompagnato nel corso della sfida contro il Catanzaro, dall’infortunio patito alla polemica esultanza nell’istante della rete e non solo.
INFORTUNIO – “Non penso sia qualcosa di grave. Vengo da una settimana dove ho avuto un problema all’anca e sicuramente sarà stato un piccolo risentimento muscolare, dato anche dal fatto che erano tre/quattro partite in cui non giocavo”.
SENSAZIONE A CALDO POST GARA – “C’è rammarico perché avremmo voluto portare a casa il bottino pieno, però è un pareggio che muove la classifica. Un punticino lo abbiamo guadagnato, siamo sempre ad un punto dai playoff. C’è rammarico, ma siamo anche contenti di quello che abbiamo fatto”.
DIVERSITÀ DI IMPIEGO – “Il girone d’andata le ho giocate praticamente tutte con continuità, perché ne ho fatte sedici su diciotto. A gennaio ho poi avuto un problemino fisico al ginocchio e la squadra ha girato, perché ha fatto due risultati importanti tra Messina e Turris, e giustamente squadra che vince non si cambia. Quando ci sono i risultati è giusto confermare gli undici, ma ad ogni modo è una squadra dove non ci sono titolari o non titolari: siamo un gruppo unito, remiamo tutti dallo stesso lato ed abbiamo un unico obiettivo, raggiungere i playoff”.
ESULTANZA POLEMICA – “Esultanza un po’ alla Bonucci? Perché sento spesso commenti non sempre troppo positivi sul mio conto. So di non essere un campione, un numero dieci, ma quando si parla di impegno e professionalità non devono pronunciare il mio nome. Mi riferisco a chi mette parole su me, sulla mia famiglia e sui miei figli. L’esultanza era rivolta a queste persone, che per me farebbero meglio a stare a casa”.
VICENDA EUSEPI – “Ad Umberto stiamo vicini. Sta affrontando un momento brutto, ma conosciamo il ragazzo e siamo sicuri abbia fatto tutto alla luce del sole. Sicuramente ci sarà stata qualche cosa che non avrà quadrato, ma noi ci mettiamo la mano sul fuoco. Umberto è un uomo di valori ed è una grande persona. È con noi, è membro del gruppo e lo farà fino al termine della stagione”.
FUTURO – “Io ho sposato una causa e, come sanno tutti, ho anche ridotto parte dell’ingaggio per allungare il contratto di un anno. Io mi sento di qua: la mia famiglia sta bene, io sto bene e spero di proseguire qui la mia carriera. L’anno prossimo? Se la società mi dirà che non vado più bene non lo so, ma io qua sto bene, anche grazie al calore della curva e dei veri tifosi”.
SISTEMA TATTICO DI OGGI – “Gli interpreti di oggi con questa difesa qua sono quelli ideali. Il mio ruolo naturale è quello, anche quelli di Meg (Troest) e di Marco (Caldore). Secondo me abbiamo difeso bene a tre, anche a quattro dopo quando abbiamo dubito cambiare per necessità. Ma, nel particolare, non è entrato uno spillo. Poi queste sono scelte che deve fare l’allenatore, noi siamo a disposizione”.
SUPERIORITÀ NUMERICA – “Il fatto di giocare in dieci contro undici era un fattore in più per creare qualche occasione offensiva, ma non ci siamo riusciti. È sotto gli occhi di tutti che abbiamo provato a dare il massimo per portare a casa l’intero bottino, ma non ce l’abbiamo fatta. C’è rammarico, proveremo a migliorare su questo aspetto”.






