Tanto lavoro e un calendario tutt'altro che facile, per il tecnico dei gialloblù si prevede un prossimo futuro realmente duro
CASTELLAMMARE DI STABIA -
Limitato da una rosa ancora non completa e da una forma fisica lontana da quella consigliabile, è un Pasquale Padalino tutto sommato soddisfatto quello che si presenta dinanzi ai microfoni nel post di Juve Stabia – Monopoli.
Inizia con una disamina dell’incontro appena concluso la conferenza stampa di mister Padalino:
“Cosa mi è piaciuto? Mi è piaciuto da un certo punto di vista la messa in pratica di una preparazione contro il Monopoli che è avvenuta in tre giorni, provando a riportare nella gara quello che alla vigilia avevamo provato. Ciò ci ha consentito di avvicinarci e di entrare nella loro meta campo e nella loro area di rigore, tant’è che spesso i presupposti sono partiti da dei break che avevamo preparato, tenendo conto anche della condizione fisica che poteva essere approssimativa, visto l’impegno che c’è stato contro la Tritium.
Nonostante abbiamo inserito alcuni calciatori che non hanno preso parte alla stessa per ovvi motivi, chi per squalifica chi per una condizione fisica o per qualche infortunio, questo non ha inciso più di tanto. Nel primo tempo sicuramente abbiamo sostenuto e abbiamo creato quello che avevamo preparato contro una squadra che ha fatto la sua partita e che per disposizione ti può creare delle difficoltà che in alcuni tratti abbiamo pagato.
Poi le ingenuità individuali fanno parte del calcio: non ha senso rimarcarle, perché chi l’ha commessa se ne è reso conto da solo, sia per quanto riguarda il gol subito, ma anche per quanto riguarda il gol mancato che avrebbe riportato la Juve Stabia in vantaggio. E poi le condizioni meteorologiche, che ovviamente esistono da una parte e dall’altra, però, soprattutto nel primo gol, hanno inciso particolarmente sulla traiettoria della deviazione di Rizzo.
Detto questo abbiamo ancora molto da fare e il risultato non avrebbe modificato di una virgola il nostro percorso.”
Compattezza e sregolatezza per Padalino hanno una difficile coesistenza, anche quando si parla di reazioni ad uno svantaggio:
“Ci sono tante cose da migliorare, da fare. Non si è avuta la stessa reazione con la Tritium probabilmente perché non avevamo la condizione psico-fisica per poterla ricreare, al di là del vento contro, che ovviamente ti mette in una condizione di disagio.
Secondo me, è mancato lo spunto mentale per dare atto ad una reazione che abbiamo visto con la Tritium e che c’è stata in parte nel secondo tempo, dopo aver preso gol, con un po’ di confusione.
Ed è esattamente quello che non vorrei rivedere, perché dobbiamo comunque mantenere la stessa compattezza al di là del risultato sportivo.”
Testa a Pisa, ma anche agli impegni successivi. Il calendario delle vespe non perdona questo periodo di fuoco:
“Ci confrontiamo con una categoria superiore come il Pisa. Abbiamo comunque l’obbligo di provare a fare una gara dignitosa, senza essere già in partenza sconfitti, ma allo stesso tempo siamo consapevoli incontriamo una squadra che avrà delle risorse individuali e collettive superiori alle nostre, anche da un punto di vista fisico.
Abbiamo solo tre giorni, poco tempo per recuperare e dopo quattro abbiamo una trasferta a Vibo e subito dopo quella di Catania. Il calendario parla da solo, ma in questo caso non saremo i soli e ci dobbiamo adattare con gli uomini ed il tempo che abbiamo.”
“Non ne vorrei parlare – in riferimento al calciomercato e alla richiesta di rinforzi – in quanto sembra evidente e non mi piace tornarci su. Il cinque ottobre sapremo chi siamo e che percorso ci aspetta in base a tutto quello che entrerà ed uscirà.
Quindi una valutazione più precisa si potrà fare solo alla chiusura del mercato.”
La conferenza su chiude con una piccola parentesi su Mastalli, del quale le condizioni non sono state specificate:
“La sua uscita, paradossalmente, ha influito, perché abbiamo perso un uomo di grande generosità, di grande qualità, che come nella partita di Coppa Italia ha inciso positivamente.”






