La Cavese è stata scossa da un fulmine a ciel sereno. Il club metelliano ha preso atto della squalifica biennale inflitta al calciatore Davide Munari dal Tribunale Nazionale Antidoping per non essersi sottoposto a un controllo. La società ha annunciato la risoluzione consensuale del contratto, esprimendo comunque vicinanza al giocatore.
Un fulmine a ciel sereno si è abbattuto sulla Cavese. Il club metelliano ha annunciato di aver preso atto del provvedimento del Tribunale Nazionale Antidoping che ha comminato la squalifica di due anni al calciatore Davide Munari. Il motivo della pesante sanzione è la mancata sottoposizione a un controllo antidoping: il centrocampista, a causa di un malessere, si era recato presso l’ospedale Santa Maria Incoronata dell’Olmo di Cava de’ Tirreni, saltando così il test a cui era stato convocato.
Il classe 2000, legato alla Cavese da un contratto in scadenza nel giugno del 2027, ha visto così la propria carriera fermarsi bruscamente. La società, attraverso un comunicato ufficiale, ha confermato la risoluzione consensuale del rapporto lavorativo con il calciatore.
Nonostante il duro colpo per l’organico, la Cavese ha scelto di non abbandonare il giocatore. Nel comunicato si legge che la società è “vicina a Davide che nel corso del tempo ha rappresentato un esempio di professionalità ed abnegazione”. La nota si conclude con un ringraziamento e un augurio: “La Cavese 1919 S.r.l. ringrazia il calciatore per l’impegno profuso ed augura allo stesso di poter dimostrare la totale conformità della propria condotta ai principi sanciti dal Codice Sportivo Antidoping”.






