Momento difficile per il tecnico delle vespe Pasquale Padalino, che si schiera in difesa dei propri calciatori e riconosce alcune problematiche della prima parte di stagione
CASTELLAMMARE DI STABIA - Nonostante la sconfitta nel derby infrasettimanale con la Casertana, la Juve Stabia annulla il silenzio stampa annunciato dopo la caduta di Monopoli e si presenta con il mister Pasquale Padalino ai microfoni dei giornalisti per la consueta conferenza pre – gara. Non si è risparmiato nelle sue dichiarazioni l’allenatore delle vespe, che ha ribadito la sua posizione, allontanando le voci di dimissioni, e si è espresso anche sul mercato della propria squadra.
SITUAZIONE ATTUALE – “Per quanto riguarda la finestra di mercato è un periodo che crea scompiglio, del quale siamo stati anche noi particolarmente sorpresi e colpiti, perché c’è distrazione di voci, vere o presunte, di addetti ai lavori e colleghi scorretti, che anziché pensare a fare il proprio lavoro addirittura si vestono di cariche provando a disturbare giocatori impegnati con la nostra squadra (senza rispettare ruoli e gerarchie).
Anche questo abbiamo dovuto sopportare. È un qualcosa del quale dovremmo essere abituati, ma purtroppo continuano a distogliere e a creare quelle interferenze in quell’armonia che avevamo costruito, al di là dei risultati sportivi.
Le uscite sono ben cinque – Romero, Bentivegna, Bubas, Golfo e Volpicelli – e sono entrati Iannoni, Esposito ed Elizalde. Da un punto di vista numerico siamo ancora un po’ indietro, arriverà sicuramente qualcun altro che abbia una dose di entusiasmo nuova, che ci porti anche un po’ di personalità e di spessore all’interno dello spogliatoio, perché credo che nell’ultimo periodo è stata la caratteristica che più ci è mancata.”
KO MONOPOLI – “Vorrei chiedere scusa per l’atteggiamento negativo mostrato negli ultimi 45 minuti della sfida con il Monopoli, perché è stato un atteggiamento che non ci appartiene e che non ci è mai appartenuto, al di là delle prestazioni e dei risultati, che però è successo. Non sarà il primo caso, spero per noi sia l’ultimo, però succede di essere in vantaggio 2-0 e di essere raggiunti prima della fine del primo tempo e poi nel secondo tempo è sembrata una resa. In realtà non è stato così, è stato qualcosa di imprevedibile che ci ha un po’ umiliati, ci siamo auto-umiliati. Sono lezioni che ci fanno bene se non le ripetiamo più, nonstante i ragazzi abbiano sempre fatto il massimo.”
CRISI JUVE STABIA? – “Noi ci arriviamo con la testa di chi è stato disturbato, forse non abbiamo gestito benissimo una situazione che ci ha visto perdere qualche riferimento. Credo che già la prestazione con la Casertana abbia ridato fiducia e morale a tutta la squadra, a noi dello staff e alla stessa piazza. I ragazzi ci hanno messo il massimo impegno, al di là degli errori tecnico-tatttici che rientrano in un periodo negativo. Bisogna avere una mentalità più addentrata alla Serie C, perché dobbiamo trovare delle soluzioni: inutile piangerci addosso e andare alla ricerca del capio espiatorio che, volendo, è anche facile da individuare.
Il problema è come affrontare un piccolo periodo di crisi: siamo passati dal pareggio di Foggia, in cui c’era l’entusiasmo alle stelle e il riconoscimento da tutto il resto d’Italia, ad una depressione, seppur condivisibile per certi aspetti, che non fa bene ad un equilibrio che dovrebbe regnare, in quanto solo quello alla fine ti fa arrivare in fondo all’obiettivo.
Bisogna mettere in preventivo periodi come questi. Solo chi, nella sua presunzione e mediocrità (al di là del lavoro che faccia), può pensare che un campionato duro come quello della Serie C, soprattutto nel girone C, possa andare tutto liscio si trova dinanzi ad eventi straordinari. Togliendo la Ternana, anche tutte le altre hanno vissuto dei momenti difficili. Noi lo stiamo vivendo adesso e dobbiamo avere la bravura di saperlo gestire e di sopportare e magari di lasciare tranquilli anche i calciatori, che sono i protagonisti nel bene e nel male, convogliando sul sottoscritto.”
RESPONSABILITÀ DEL TECNICO – “Un tecnico che non sente la responsabilità del periodo, sia nel bene che nel male, credo sia un tecnico finto. Non esiste una scienza, un modulo, un allenatore vincente a 360 gradi e ci sono ovviamente delle problematiche. La responsabilità ovviamente la sento mia, ma che sento di condividere, perché non è solo uno persona che fa la differenza (a meno che non ti chiami Messi o Maradona, aggiunge).
Dobbiamo farci tutti un esame di coscienza, perché è così che se ne viene fuori.”
PENSIERO ALLE DIMISSIONI – “Un periodo negativo di tre partite in trentasei gare secondo me è ingeneroso e ingiusto, se non addirittura troppo esigente, per poter pensare di dover dare le dimissioni. Non sono l’individuo adatto a mollare alla prima difficoltà, anzi preferisco stare ed andare in soccorso di chi ha una necessità di aiuto, che ho ricevuto sia da persone interne alla società sia dai tifosi. Penso che questo sia il contributo più bello per chi come me lo vive come un lavoro; è vero che è un gioco, ma per i calciatori. Per noi non è un vero e proprio gioco: ci sentiamo la responsabilità della squadra, del nostro lavoro, dei nostri collaboratori, verso la città, verso i nostri tifosi.
Sulla graticola? Non è possibile che un tecnico non possa pensare che in un periodo così c’è la possibilità di essere rispediti a casa, non sarei né il primo né l’ultimo; addirittura sono stati esonerati allenatori, come il sottoscritto, dopo aver raggiunto il proprio obiettivo con largo anticipo. Quindi non mi meraviglierei, ma non ho avuto nessun segnale dalla società, anzi c’è stato un loro comunicato che ha anche rafforzato le mie e le nostre convinzioni. Non ho nulla di cui rammaricarmi o avere rimpianto, sarebbe una cosa gravosa e allo stato attuale non sto vivendo questo sentimento, andando avanti per la mia strada attuale.”
MERCATO – “Non tratteniamo nessuno: giocatori che non hanno la giusta testa per continuare il percorso con noi in qualche modo l’hanno espressa. Noi guardiamo in casa nostra, la società se non riscontra un ritorno economico o quantomeno professionale non manda via nessuno. Dal momento in cui la finestra di mercato è chiusa, tutti quanti all’interno dovranno essere all’interno di questo progetto che va terminato nella piena consapevolezza di tutti. Ovviamente ci aspettiamo quegli innesti che ci facciano innalzare quel valore tecnico, ma soprattutto umano e caratteriale e anche in questo stiamo scegliendo il profilo più adatto per essere in grado di mantenere una prospettiva verso una piazza esigente e verso dei tifosi che fino ad oggi ci hanno dato il giusto contributo.”
INFORTUNI E RITORNI – “Mastalli rientra nonostante non sia a pieno servizio, come non lo è Rizzo, che nella partita di Monopoli ha preso un pestone e non ha giocato con la Casertana, e si aggiunge alla lista di Lia e Cernigoi, che saranno fuori per un po’. Orlando continuerà a stare fuori, seppur si sia allenato in maniera individuale, ma oggi non è nella condizione di potersi esprimere al meglio.
La condizione generale della squadra non è ottimale, sia da un punto di vista fisico che mentale, ma in questi casi dobbiamo concentrarci solo su un aspetto: il risultato.”






