Al termine della cavalcata vincente che riporta i gialloblù in D, è tempo di giudicare il percorso fatto dai protagonisti di questa storica promozione

GIUGLIANO IN CAMPANIA - 11 anni, 11 lunghissimi anni sono passati da quel maledetto 17esimo posto in Serie D, che ha riportato il Giugliano all’inferno dell’Eccellenza. 11 anni di incubi, tra Prima Categoria e fallimenti, oltre che campionati di Eccellenza completamente anonimi. Ora sotto la gestione della famiglia Sestile, i gialloblù tornano a festeggiare il ritorno ad un calcio rispettabile, e che merita, come dimostrato dai festeggiamenti in piazza dove oltre 10.000 persone hanno aspettato i propri beniamini per esultare con loro dopo la vittoria nello spareggio contro la Frattese.

In attesa di una nuova stagione, e di sapere quale squadra campana proverà a raggiungere i gialloblù nel prossimo campionato di Serie D, è momento di giudicare i protagonisti che hanno fatto la storia di questa società quest’anno, passando per il centrocampo che ha il compito di rendere giocabili tutti i palloni in fase offensiva, ma soprattutto andare a spezzare il gioco e non far ripartire gli avversari.

BARONE LUMAGA 8 – Lo scorso anno ha fatto bene da protagonista, quest’anno ha fatto ancora meglio da comprimario. Scontata la squalifica di fine campionato scorso, torna in campo in Coppa contro il San Giorgio dove si mette in luce per la sua prestazione da tuttocampista instancabile che incide sul risultato finale. Si regala in più gol pesantissimi come quello con il Casoria, ma anche bellissimi che richiedono numerosi replay come quello con il Barano o il Virtus Ottaviano. Perde qualche voto per troppe ammonizioni gratuite, e qualche espulsione di troppo che lo esclude da match delicati come quello di Afragola e quello di Pozzuoli.


CECERE 6 – È il 2001 che viene scelto per sostituire Mennella in distinta. De Stefano lo sceglie anche in un match delicato come quello con l’Albanova, e il giovane 2001 ripaga con una convincente prestazione. Merita maggiori chance, essendo uno dei maggiori prospetti del calcio campano.


D’ANGELO 7 – Stiamo aspettando ancora la prima rete, e la definitiva consacrazione di questo giovane 2000 che continua a risultare un under fuoriquota praticamente per la personalità che ha. Una sola ingenuità, pesantissima, rischierebbe di fargli sprofondare l’altissima media, e lui che fa scuola sa bene come quel rosso nel secondo tempo dello spareggio sia l’equivalente di un 3 ad un compito in una materia in cui ha tutti 8. Fortuna per lui, che la sua squadra sia rimasta unita, compatta e sia arrivata in D.


DE ROSA 8 – È stato l’unico a provarci in finale di Coppa Italia contro l’Audax Cervinara, su un terreno impraticabile. Anche lui è stato protagonista di qualche esperimento tattico come quello di ala sinistra scelto da De Stefano, o quello di terzino destro scelto da Agovino. Ovunque giochi riesce comunque a far sentire la sua presenza in campo. Decisivo nel derby contro la Puteolana che ha permesso tutto ciò.


LICCARDO 9 – Arrivato in punta di piedi, si è preso subito le chiavi del centrocampo sin dall’esordio contro il Volla. Sicuramente non la miglior versione di sè appena arrivato, forse ancora un po’ distratto dal suo passato a Torre Annunziata, ma poi si riprende realizzando reti come quella contro il Real Forio con un perfetto arcobaleno di sinistro baciato dal sole. Da mostrare ai più piccoli la sua prestazione nello spareggio, coronata dalla rete del “game, set, match.”


TARASCIO 10 – Il miglior prodotto del calcio campano senza alcun dubbio, e chi conosce la storia di questo fenomeno sa quanto ha dovuto patire e sopportare per continuare a calcare campi da gioco. Riesce a far innamorare tutti gli addetti ai lavori con gol (e che gol), quantità e geometria. Parte da regista, dove non demerita affatto, con l’arrivo di Liccardo torna nel suo ruolo naturale di mezz’ala e lì esprime il miglior calcio. Non è un caso se dicono che è il miglior centrocampista di questa categoria e di un’altra superiore, lui lo conferma con i fatti. La promozione in D non può non essere anche e soprattutto merito suo, a dir poco straorDinario. Giugliano ha già pensato ad una sua statua.

CAPONE 6 – Giovane e con grandi potenzialità, non è un caso che il Giugliano abbia deciso di darlo semplicemente in prestito all’Albanova dove ha dimostrato il suo reale valore anche in zona gol. In maglia gialloblù, però, non va oltre la sufficienza, senza infamia e senza lode. Vanta più capacità tattica e fisica che quella tecnica in cui sembra spesso limitato.

Altri che hanno fatto parte della rosa: Ciro Peluso