Al termine della cavalcata vincente che riporta i gialloblù in D, è tempo di giudicare il percorso fatto dai protagonisti di questa storica promozione

GIUGLIANO IN CAMPANIA - 11 anni, 11 lunghissimi anni sono passati da quel maledetto 17esimo posto in Serie D, che ha riportato il Giugliano all’inferno dell’Eccellenza. 11 anni di incubi, tra Prima Categoria e fallimenti, oltre che campionati di Eccellenza completamente anonimi. Ora sotto la gestione della famiglia Sestile, i gialloblù tornano a festeggiare il ritorno ad un calcio rispettabile, e che merita, come dimostrato dai festeggiamenti in piazza dove oltre 10.000 persone hanno aspettato i propri beniamini per esultare con loro dopo la vittoria nello spareggio contro la Frattese.

In attesa di una nuova stagione, e di sapere quale squadra campana proverà a raggiungere i gialloblù nel prossimo campionato di Serie D, è momento di giudicare i protagonisti che hanno fatto la storia di questa società quest’anno, concludendo con lo staff, quelli che hanno permesso tutto ciò lavorando dietro le quinte. Persone sempre disponibili, educate e che hanno aiutato anche noi addetti alla stampa a svolgere bene il nostro lavoro. Non solo lavoro esterno, anche tanto lavoro interno come i due tecnici che si sono avvicendati sulla panchina gialloblù quest’anno.

AGOVINO 10 e lode – E alla fine arrivò Magovino. L’era del tecnico campano iniziata nel momento più difficile e complicato del Giugliano, che veniva dalla sconfitta di Coppa, ha segnato la svolta nel campionato dei gialloblù. Aveva il difficilissimo compito di risollevare il morale di una squadra uscita distrutta e desolata dalla finale persa di Coppa Italia contro l’Audax Cervinara, e vedendo il risultato finale possiamo dire che l’impresa è completamente riuscita. Arrivato tra mille polemiche, per un caso scatenato dalla Sarnese  il tecnico non si è lasciato scomporre e ha fatto spazio ai risultati sul campo. Una sola sconfitta, che viene ben controbilanciata da tre, importantissime, vittorie, che hanno fatto sì che lo spareggio diventi realtà, come quelle contro Afro Napoli, Gladiator e Afragolese. Altra svolta del tecnico è arrivata anche attraverso lo stile di gioco, molto più veloce, spesso in verticale e fatto di pochissimi lanci lunghi, solo quando estremamente necessari. Un gioco spumeggiante che ha fatto godere tutti i tifosi giuglianesi, che ci hanno iniziato a credere sin dal primo match, quello contro l’Ottaviano. L’ultima, fondamentale svolta targata Massino Agovino è stata sull’utilizzo di alcuni calciatori poco considerati dalla gestione precedente. Ci viene da pensare ad Armando D’Angelo, praticamente un “over” con l’età di un under, a cui spesso è stato preferito Liguori, oppure a Salvatore Bacio Terracino, vero idolo della piazza gialloblù che ha saputo aumentare quest’amore attraverso prestazioni esaltanti e reti importantissime e decisive, come quella contro l’Afragolese. La conferma per il prossimo anno pare scontata.

DE STEFANO 6 – Non ci sentiamo di dare un’insufficienza a chi comunque è riuscito a chiudere il girone di andata con 0 sconfitte. Certo, il fallimento con una squadra composta da solo campioni resta, però il giovane tecnico è stato senza dubbio sfortunato, perché se contro la Frattese la traversa di Manzo diventa gol, se contro il Cervinara in finale il tempo fosse stato sereno e il terreno di gioco praticabile, probabilmente la sua sarebbe stata un’altra stagione. Ma si sa, con i se e con i ma non si va da nessuna parte. Resta la sua giovane età e quindi una carriera avanti per potersi prendere la sua meritata rivincita. 

SESTILE 10 e lode – L’amore e la passione che ci mette quest’uomo in quello che fa è veramente commovente. In un mondi sporco come quello del calcio dilettantistico ancora pochissimi uomini continuano a rispettare tutti i propri programmi e Salvatore Sestile è uno di questi. Le lacrime sincere di fine gara per la promozione sono l’apice della bellezza di questo stupendo sport. Complimenti presidente.

GAROFALO 10 – Si prende un’altra piccola rivincita sulle malelingue, vincendo un campionato da protagonista. Il braccio destro, uno dei fedelissimi del progetto Sestile, c’è stato nei momenti bui e in quelli solari di questa società. La cosa migliore di questo grandioso ragazzo è il non prendersi mai meriti, non metterci mai la scena, anche quando i meriti li ha. Umile.

MANGO 10 – Leggi Garofalo. Lo stesso identico pensiero vale anche per l’esperto direttore, che ha dovuto spesso metterci la faccia nelle poche situazioni spiacevoli di questa stagione, prendendo il posto dei tecnici.

Una menzione speciale la merita questo ragazzo qui in foto, si chiama Mario Perrotta, di anni 19 ed è alla prima esperienza da magazziniere, un ruolo sottovalutato dai più, ma che per chi sta dietro le quinte è quello più difficile e stressante da rispettare. Mario non è stato solo un elemento in più nell’armonia dello spogliatoio, dove si è fatto valere per le sue doti e capacità, oltre che per la sua bontà e la sua simpatia, bensì Mario è anche il più giovane magazziniere della Campania ad aver vinto un campionato, e non in una piazza qualunque. Alzi la mano chi, anche se “solo” da magazziniere avrebbe voluto essere al suo posto. Bravo!

L’ultima menzione va fatta a loro, che valgono molto più anche di un organigramma, e che rendono stupendi i pomeriggi calcistici. Stiamo parlando di una delle tifoserie più calde della Campania, che in una finale di Eccellenza sono riusciti a riempire tutto lo stadio, facendo sembrare uno spareggio per la D una partita di Serie B. Hanno girato tutta la Campania sempre a sostegno della propria squadra in questi due anni da incubo, pieni di delusioni, difficoltà tra cui una finale di Coppa persa da favoriti, e infiniti sacrifici che nessuno può neanche immaginare. Alla fine la gioia meritata è arrivata, e dal prossimo anno torneranno a girare il sud Italia abbandonando la provincia, provando di nuovo l’ebbrezza della Sicilia, o magari della Puglia, in sfide che merita una simile tifoseria. Con Giustino nel cuore.