L’uomo simbolo che sta provando il salvataggio insieme ai soci frattesi ci spiega cosa sta accadendo e i tentativi disperativi degli imprenditori locali
Frattese il grande caos. Sono ore frenetiche e giorni palpitanti in casa nerostellata, abbandonata improvvisamente dal patron Nuzzo dopo aver nominato un allenatore come Grimaldi. Le voci che si rincorrono sono numerose, non ultima quella circolata negli ultimissimi giorni che voleva la cordata locale alla ricerca di un titolo di Eccellenza per non far scomparire il calcio a Frattamaggiore. L’uomo simbolo è Rocco D’Errico, che sta provando insieme agli altri soci di minoranza il salvaggio, ed è lui che vuole fare chiarezza: “Devo dire che la situazione è drammatica. Purtroppo, nonostante i nostri sforzi che hanno raccolto anche qualche risultato in termini di risorse, ci troviamo di fronte ad una proprietà che ad oggi non ci ha fornito le carte. Sappiamo che esiste una situazione debitoria, ma non sappiamo quantificarla in quanto nè Nuzzo nè Mennitto ci hanno fornito i documenti necessari nonostante le nostre sollecitazioni continue. I giorni passano e la situazione peggiora sempre di più perchè senza conoscere la situazione debitoria è impossibile intervenire. Regna un marasma generale, sento addirittura dire che Nuzzo in prima persona vorrebbe vendere il titolo a chissà chi ma sarebbe impossibile senza contattare noi soci di minoranza. Ci siamo mossi per cercare un piano B con un titolo di Eccellenza, ma quelli eventualmente disponibili ci hanno riferito che ci sono accordi con altre società . In questa situazione siamo spalle al muro, ci troviamo di fronte ad un vicolo cieco dove possiamo fare poco. Se anche agissimo per via legale costringendo Nuzzo a darci le carte i giorni giocano a nostro sfavore, c’è il fattore tempo che ci condanna. E’ giusto con questo caos informare i tifosi e fare luce, noi stiamo facendo il massimo, ma esiste una proprietà che si comporta in una maniera incomprensibile. Il tempo stringe e la situazione è veramente drammatica per colpe non nostre, così siamo inermi”.






