La lezione di Gaetano Sestile. Ieri si sono contrapposte due facce di una identica medaglia, il razzismo alla base e due modi diversi di affrontare il problema. A Verona il caso Balotelli con il presidente scaligero Setti che ha parlato di cori di sfottò negando, a Giugliano (anzi Mugnano) un caso simile, con il calciatore Diaby del Licata preso di mira dai buu razzisti con la gara che è stata anche temporaneamente sospesa come da prassi. Ma Giugliano, come nessun comune campano, è razzista, al Sud fortunatamente il seme del razzismo non germoglia se non in qualche imbecille che continua a non capire la gravità del suo gesto. Ma Gaetano Sestile è uomo di calcio, di sport e soprattutto ha un grande cuore e quei cori hanno fatto male prima a lui. Ed ecco il numero uno, figlio dell’indimenticato e amato Salvatore, che fa un gesto bellissimo, prende Diaby, il 2000 di colore del Licata, e lo porta sotto la curva del Giugliano a fine gara. E sono applausi da parte dei supporters giuglianesi, un modo per farsi perdonare e per ribadire il no di Giugliano intera al razzismo. E’ la vittoria più bella per i tigrotti, una grande lezione di vita e di sport da parte di un giovane presidente. E mentre a Verona c’è chi nega forse perchè ostaggio degli ultras, a Giugliano il numero uno è il primo ultras, è l’esempio di chi odia il razzismo, di chi crede nello sport come aggregazione. E si parte sempre da un esempio e quello di Gaetano Sestile è un esempio meraviglioso.