Il decreto del Ministro dell’Interno chiude tutte le trasferte del Savoia fino a fine stagione. La società accoglie la decisione con responsabilità e rilancia un messaggio di legalità e appartenenza.
TORRE ANNUNZIATA (NA)- La giornata del 4 marzo segna un punto di svolta nella stagione del Savoia e, più in generale, nella storia recente del tifo organizzato campano. Il Ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha firmato un decreto che dispone la chiusura dei settori ospiti per tutte le trasferte del Savoia fino al termine della stagione, con divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Napoli e, in particolare, nel comune di Torre Annunziata.
Una misura durissima, che nasce dai gravissimi episodi avvenuti il 1° marzo lungo l’autostrada A2, quando un gruppo di sostenitori riconducibili alla tifoseria oplontina ha assaltato un pullman di tifosi del Frosinone diretto a Catanzaro. Il decreto ricostruisce nel dettaglio l’accaduto: il pullman sarebbe stato affiancato da furgoni e un’autovettura, costretto a fermarsi e poi colpito da individui travisati e armati di mazze e bastoni. Un episodio che ha messo a rischio l’incolumità dei presenti e degli utenti dell’autostrada, aggravato da precedenti analoghi registrati negli ultimi mesi.
Il Ministero ha ritenuto “concreto il rischio di reiterazione” e ha disposto la misura più severa prevista dalla normativa: stop totale alle trasferte, senza eccezioni.
Di fronte a un provvedimento così pesante, la società ha scelto una linea chiara: responsabilità, rispetto delle istituzioni e rifiuto della violenza. In una nota ufficiale, il club ha riconosciuto la gravità dei fatti e la necessità di tutelare l’ordine pubblico, ma ha anche voluto difendere l’identità di una città che non può essere confusa con le azioni di pochi.
«La violenza non è mai giustificabile. Mai. Il rispetto delle istituzioni e della legalità viene prima di tutto», scrive il club. «Ma una comunità intera non può essere identificata con le azioni di pochi. Torre Annunziata, la sua gente, la sua storia non meritano di essere raccontate attraverso la violenza di una minoranza».
Il comunicato assume toni profondi, quasi educativi. Il Savoia rivendica un ruolo sociale: essere guida, riferimento, punto fermo per quei giovani che troppo spesso crescono senza una direzione. «Se necessario, saremo per loro ciò che è mancato: una guida. Se necessario, saremo per loro dei genitori», afferma la società, trasformando il provvedimento in un’occasione per rilanciare una missione più ampia.
Il messaggio finale è un appello alla città e alla sua dignità: «Il Savoia non è solo una squadra. È una responsabilità. È una missione. È una città intera che merita di rialzarsi».
Il decreto chiude le porte delle trasferte, ma apre un nuovo capitolo: quello di un club che sceglie di assumersi il peso della propria storia e di provare a trasformarlo in un percorso di rinascita.
Le parole della società
Oggi abbiamo ricevuto il decreto firmato dal Ministro dell’Interno. Divieto di tutte le trasferte. Un provvedimento duro, che nasce da fatti gravissimi avvenuti nelle scorse settimane e che nessuno di noi intende minimizzare. La violenza non è mai giustificabile. Mai. Il rispetto delle istituzioni e della legalità viene prima di tutto. Ed è proprio nel rispetto delle istituzioni che accogliamo questo provvedimento con senso di responsabilità, consapevoli che gli episodi accaduti hanno messo a rischio l’incolumità delle persone e l’ordine pubblico.
Ma allo stesso tempo sentiamo il dovere di dirlo con chiarezza, una comunità intera non può essere identificata con le azioni di pochi. Torre Annunziata, la sua gente, la sua passione e la sua storia non meritano di essere raccontate attraverso la violenza di una minoranza.
Oggi più che mai sentiamo il peso di una grande responsabilità.
La responsabilità verso una città.
La responsabilità verso chi ha creduto in noi.
La responsabilità verso migliaia di persone che vedono nel Savoia molto più di una squadra di calcio.
Per troppo tempo molti ragazzi sono cresciuti senza una guida, figli di una città spesso lasciata sola, senza regole e senza riferimenti. Noi non vogliamo giudicarli. Vogliamo prenderci la responsabilità di educarli.
Se necessario, saremo per loro ciò che è mancato, una guida.
Se necessario, saremo per loro dei genitori.
Il Savoia deve diventare questo, un simbolo di appartenenza, di rispetto, di legalità e di amore per la propria città.
Non sarà facile.
Ma le sfide più difficili sono quelle che cambiano davvero il destino di una comunità.
Noi non ci tireremo indietro.
Perché il Savoia non è solo una squadra.
È una responsabilità.
È una missione.
È una città intera che merita di rialzarsi. Avanti Torre Annunziata! Avanti Savoia!
Credit photo: pagina Facebook Savoia






