Real Aversa, l’obiettivo è ad un punto: al tramonto una stagione tra alti e bassi

Manca solamente un punto alla Real Aversa per toccare con mano l’obiettivo della salvezza. Con il Brindisi distante 3 punti, per evitare lo spareggio i granata dovranno almeno non perdere a Sorrento in caso di vittoria dei pugliesi contro il Portici. 294 i sostenitori normanni che coloreranno lo Stadio Italia con il patron Pellegrino che ha messo a disposizione già i pullman per i tifosi.

Una stagione che tra rinvii e covid è stata per tutti molto difficile. Decisivo per tante squadre l’annullamento dei play-out con la retrocessione diretta solamente delle ultime due classificate. La Real Aversa si è affacciata a questa categoria, prelevando il titolo del Matese, balzando direttamente in Serie D dopo la vittoria del campionato di Promozione con Sannazzaro al timone. L’arrivo poi di Antonio De Stefano, allenatore giovane ex Albanova e Giugliano, che ha però saputo subito plasmare a sua immagine e somiglianza la squadra con la grinta ed il carattere venuti fuori in tante partite. La Real Aversa ha infatti battuto squadre come Casarano e Audace Cerignola, fermando anche corazzate come Taranto, Bitonto e Lavello

37 i gol fatti, 54 quelli subiti con 9 vittorie, 6 pareggi e 18 sconfitte. Dovrebbe non pesare il 3-0 a tavolino dei normanni che, nonostante la vittoria sul campo di Francavilla, per un errore tecnico hanno raccolto 0 punti dopo il ricorso. Un Girone H che rimane probabilmente il più difficile di tutta la Serie D e che quindi mette sempre a dura prova le realtà campane.

Con 8 gol guidano la classifica marcatori della squadra Antonio Messina e Mario Chianese, due giovani emergenti rispettivamente classe 2000 e 2001 tra i protagonisti dei casertani. Tra gli under ottimo campionato anche per il portiere 2002 Raffaele Papa. Da menzionare una serie di “over” che sono diventati tasselli fondamentali della squadra come i classe ’97 Ndiaye, Gallo, Faiello e Faella. Il più esperto di tutti? Capitan Varchetta. Il difensore con la sua leadership carismatica ha plasmato un reparto giovane che ha usufruito sicuramente della sua esperienza. Anche per Della Corte e Cassandro una stagione positiva tanto che mister De Stefano non li ha quasi mai fatti riposare. Ma sarebbero tanti quelli da citare come Massaro, Mariani, Avella, Palumbo, Guglielmo e altri ancora. Una pecca della squadra, dettata forse dalla giovane età, l’alto numero di cartellini rossi e gialli.

Manca l’ultimo passo, quello decisivo che potrà far tingere il cielo granata dopo una stagione particolare tra alti e bassi ma con l’obiettivo che adesso non è più un miraggio.