Intervista esclusiva ai due talenti di Pozzuoli che si raccontano tra Puteolana 1909, Bari, Cesena ed il sogno chiamato Napoli tra aneddoti e ricordi

Ore 18:00, un gruppo WhatsApp. Gli interlocutori sono i gemelli Marfella, classe 1999, autori di annate da top in serie D. Risponde prima Simone, che di ruolo fa il terzino. E da buon difensore, ha anticipato suo fratello Davide, portiere che ormai di under ha solo l’anno. Sì perché da anni difende solo porte importanti. Dal Savoia in Eccellenza alla Vis Pesaro in D dove ha vinto il campionato ed oggi il Bari: tutto passando per il Napoli che ne detiene il cartellino e crede molto in lui tanto da portarlo in ritiro a Dimaro quest’anno. Carriera diversa invece per Simone, che si è fatto le ossa tra Savoia e Procida prima di fare non bene, di più in D con Ercolanese e Sangiustese. Prestazioni strabilianti sulla destra, la sua corsia preferita, che hanno spinto il Cesena ad investire su di lui nel mercato di riparazione.

ORIGINI – Presente e futuro importante in una storia che, come molti talenti nati a Pozzuoli, inizia dalla Puteolana 1909. La storica cantera della famiglia Fiore ha accolto e cresciuto con amore e passione i due Marfella, che non dimenticano le loro origini. “Si, abbiamo iniziato alla Puteolana 1909 di Fiore, più per gioco che per altro visto che avevamo appena sei anni – dice il portiere Davide Marfella – Abbiamo lavorato con grandi tecnici e ringrazio l Mr. Fiore, Mr. Colle e nel mio caso anche Mr. Giglio perché ci hanno fatto capire che, con impegno e dedizione, questa passione chiamata calcio sarebbe potuta divenire anche un lavoro“.  Gli fa eco Simone Marfella: “Fiore per noi è stato come un padre. Ci ha lanciati nel calcio dei grandi, stiamo andati al Savoia insieme io e mio fratello prima che Davide prendesse il volo per Napoli, mentre io sceglievo di accasarmi al Procida. Poi è aniziato il mio percorso in Serie D. La cosa fondamentale per noi è vedere il calcio sempre come divertimento, mai come semplice lavoro”.

CAPITOLO SERIE D – Serie D dove sia Simone che Davide hanno fatto finora grandi cose. Il Marfella difensore si è esaltato soprattutto alla Sangiustese attirando su di sé anche club professionistici, mentre al Marfella portiere giocare due anni sotto età in Eccellenza col Savoia ha portato il Napoli di De Laurentiis a fiondarsi subito prima di essere battuti da qualche concorrente. “Tutto è iniziato a Ercolano dove, nonostante fossi sotto età, ho giocato le mie prime dieci gare in D – racconta Simone -. Poi Monte Sangiusto nelle Marche, dove ho praticamente dato sempre continuità alle mie prestazioni tanto è vero che la società mi riscattò. Qui Mister Senigagliesi mi ha valorizzato dandomi grossa libertà di spinta sulla fascia. Poi, a dicembre la chiamata del Cesena, un sogno giocare in una grande piazza come quella bianconera”. Per Davide, percorso più semplice che lo ha portato al Napoli dove ha difeso i pali della Primavera, prima di essere ceduto in prestito alla Vis Pesaro: “Al Napoli, ho fatto un buon anno con la Primavera. I partenopei mi hanno preso dopo l’esperienza in Eccellenza al Savoia. La società voleva che lavorassi coi grandi per continuare il mio percorso di crescita”. Entrambi fuori regione, entrambi nel girone F. Sangiustese e Pesaro e non la Campania, il perché è racchiuso in una frase che entrambi sottolineano: “Lo abbiamo fatto per crescere come uomini e calciatori, esperienze che ci hanno fatto maturare sotto tutti i punti di vista”.

CESENA  + BARI – Quasi 600 km ora dividono i due fratelli Marfella, ma le società nelle quali militano valgono il sacrificio di vivere lontani. Cesena è stato un fulmine a ciel sereno per Simone Marfella, che con la Sangiustese ha strappato applausi in ogni gara. Tutte da titolare condite da due gol che sono valsi la chiamata dei bianconeri. A Monte Sangiusto Simone stava incantando, lui così come tutta la squadra che si trova oggi quasi inaspettatamente in zona Play Off. “Alla Sangiustese, avevamo un gruppo importante. Lo spogliatoio era unito. Mi trovavo benissimo, poi è arrivato il Cesena, come si può dire di no a una piazza del genere: non me lo sono fatto dire due volte“. Per Davide invece il sogno era quello di proseguire al Napoli, ritiro a Dimaro con Ancelotti e possibile ruolo di terzo portiere azzurro. Poi De Laurentiis acquista il Bari e così per Marfella si aprono le porte per il San Nicola. Nuovamente serie D. “Dimaro per me è stata un’emozione unica, penso sia il sogno di ogni ragazzo napoletano che gioca a calcio stare a contatto con i propri idoli. Inizialmente, il percorso che discussi con la società fu quello di rimanere al Napoli, allenarmi con la prima squadra e poi giocare in Primavera. Poi, è arrivato il Bari a Settembre. Quando mi chiamò il mio procuratore Bruno Di Napoli e mi disse che il Bari si era fatto avanti, non ci abbiamo pensato due volte. Questa è una piazza storica del calcio italiano, è un emozione ogni volta che scendi in campo. I tifosi sono fantastici, questa piazza mi ha stregato”. Come dare torto a entrambi. Dal Manuzzi al San Nicola, c’è poco di Serie D. Più di 10.000 spettatori ad ogni gara interna, l’entusiasmo ritrovato grazie ai primati nei gironi F e I dopo l’incubo del fallimento e quella voglia matta di ritornare nel calcio che conta. Per entrambi, la soddisfazione dunque è doppia. “Non ci sono parole per descrivere questa tifoseria – dice Simone parlando del suo Cesena – è una soddisfazione soprattutto giocare davanti a più di 10.000 tifosi, un fattore che da alla squadra una forte spinta per tutti i 90 minuti”. Più lapidario Davide, di poche parole ma sempre efficace, un poco come le sue parate: “Giocare con questa tifoseria, è un’emozione unica. Non smettono mai di incitarci, sono per davvero il nostro dodicesimo uomo”.

FRATELLI GEMELLI – Tanto legame si avverte tra i due, a maggior ragione quando tra una domanda e l’altra si parla di sfide tra i due. Attacca subito Simone Marfella: ” gli ho segnato due volte l’anno scorso in Pesaro – Sangiustese, ma l’arbitro annullò per fuorigioco di cui uno era proprio inesistente“. Ribatte Davide Marfella: “Si, è vero ma ti ho lasciato segnare solo perché avevo visto già la bandierina dell’assistente alzata”. Piccole schermaglie, perché solo lo scorso anno i due hanno giocato contro. Nell’infanzia e adolescenza, i Marfella hanno sempre giocato insieme alla Puteolana 1909: “in allenamento, però partivano le sfide – dice Davide -, eravamo spesso contro e ci piaceva perché poi a casa partivano gli sfottò”. Sfottò, ma anche tanta stima l’uno per l’altro. “Portieri come Davide ce ne sono veramente pochi in giro – ammette Simone – e la cosa che mi stupisce di lui è la sua qualità di calcio. È un portiere che sa dare del tu al pallone”. “Simone spinge molto, ha grande tecnica e sa adattarsi a più ruoli. Dovrebbe migliorare un po’ la fase difensiva” – controbattere il portiere del Bari. Ed è vero visto che Simone Marfella nasceva centrocampista e il suo primo idolo fu Claudio Marchisio della Juve. Un vero e proprio jolly, un talento dotato di tecnica e corsa che tanto bene ha fatto soprattutto in un girone, quello F, tra i più tecnici di tutta la D. “Marchisio più che idolo era un giocatore che mi piaceva molto – afferma il difensore del Cesena – poi mio cugino Peppone, che considero il nostro terzo gemello, mi affibiò questo nome e così mi ci sono affezionato”.

VETERANI – Tanti sono i volti esperti con i quali i due Marfella condividono gli spogliatoi di Bari e Cesena. “A Bari, ho la fortuna di essere in squadra con gente che ha fatto la A e la B quindi un po’ tutti, da Brienza a Di Cesare, Bolzoni, Mattera ,Cacioli, Floriano ma anche Simeri, Neglia, Hamlili, Bollino. Su tutti, però, mi piace ricordare Simeri – attaccante napoletano ed ex Puteolana – con il quale stiamo spesso io, Liguori e D’Ignazio: ci ospita a casa sua trattandoci come piccoli fratelli” – dice Davide. Più ristretta la cerchia di Simone Marfella, che dalla sua ha la scusante di essere arrivato solo a dicembre in quel di Cesena. “Abbiamo una rosa importante, quindi bisognerebbe prendere esempio un po’ da tutti ma dico Agliardi, De Feudis e Biondini”.

DIFESE IMPERFORABILI – Si ritorna a parlare di calcio giocato, il tempo scorre velocemente tra un sorriso e l’altro. Il discorso cade, e non poteva essere altrimenti, sul record di gol subiti da parte del Bari (8), ma poco più in là c’è spazio anche per il Cesena con appena 13 gol subiti, la miglior difesa del girone F. “Il merito è di Mister Cornacchini e del gruppo – dice Davide – perché alziamo sempre l’asticella anche in allenamento e ciò ci fa sempre migliorare”. Discorso diverso per Simone, arrivato da poco al Cesena. Ma anche con la Sangiustese i numeri erano dalla sua parte, visto che i rossoblu erano tra le migliori difese. “A Cesena, abbiamo una difesa molto esperta e ciò è importante perché fa crescere anche noi giovani con consigli e determinazione”.

GENITORI – Non vorremmo però essere nei panni dei genitori dei due calciatori. Ogni domenica a fare la conta per assistere ai match dei gemelli che battagliano sui campi della D difendendo con audacia e fame i colori di due storiche squadre del calcio italiano. A risolvere il quesito ci pensa subito Simone, sempre il più reattivo, che dice: “Davide gioca al Bari e dunque viene visto grazie a DAZN, mentre le mie partite vengono trasmette in diretta su Teleromagna solo quando siamo in trasferta: per quelle casalinghe, bisogna attendere la differita del giorno seguente”.

IDOLI E SOGNI – “Buffon per me rappresenta un esempio da seguire” – confessa Davide, mentre per Simone Marfella è “Dani Alves il prototipo ideale di terzino perché le sue discese aiutano molto la squadra in fase offensiva” – un po’ come lui. Sogni? Per entrambi, si chiama “Napoli, ma sappiamo che è molto difficile. Bari e Cesena sono comunque grandissime piazze e noi siamo onorati di vestire queste gloriose maglie”.

ANEDDOTI – Chiusura col sorriso perché con due gemelli così solari e sereni è difficile fare diversamente. Allora chiediamo un aneddoto di spogliatoio a testa. Risponde Davide, che parla degli scherzi a Luigi Liguori, attaccante anch’egli proveniente dal Napoli: “mi ricordo quando una volta gli appesi le scarpette al soffitto. Liguori è un diversamente alto e non riusciva a recuperare le sue scarpe facendo ridere un po’ tutti“. Simone invece parla di festeggiamenti, quattro vittorie su quattro da quando è al Cesena: “Dopo ogni gara vinta, apriamo una bottiglia alla ripresa degli allenamenti. Lo confesso, dopo quella col Matelica anche più di una“.