Il calciatore è classe 2001 e non riesce a trovare squadra perchè i club non puntano sugli attaccanti under. Una vecchia storia che mette in risalto un grande problema

NAPOLI - La maledizione di essere attaccante. La storia di Christian Liccardo è solo una delle tante che viene fuori dalla regola degli under, di un mondo che esclude i giovanissimi a prescindere dal merito. Abbiamo parlato di come i giovani calciatori vengano esclusi dal mondo del calcio una volta concluso il periodo under, adesso parleremo di come, anche da under, si venga esclusi a causa del ruolo. Liccardo è un classe 2001, gioca da punta centrale e l’anno scorso nella Juniores del Gragnano ha totalizzato 17 gol in 27 presenze, un bottino importante per un ragazzo che si è messo in mostra con i suoi gol. Ma non è bastato a fargli trovare squadra, la sua unica colpa è di giocare attaccante e non c’è spazio per gli under in avanti. La sua odissea ce la racconta il suo procuratore Fabio Ariano, di come il ragazzo abbiamo raccolto gli interessi di 4-5 club in D e anche in Eccellenza ma nessuna trattativa si è concretizzata perchè Liccardo è attaccante, il mister di turno vuole portiere o terzini nel ruolo di under. Una storia risaputa, l’under deve essere un terzino o un portiere, se è attaccante può stare in rosa ma certamente nessun club ci punta, soprattutto se viene dalla juniores. E dunque Christian si ritrova il 19 agosto ancora svincolato, con il morale sotto i tacchi perchè in Campania nessuna squadra vuole puntare su di lui. Un problema atavico che va denunciato, il merito passa in secondo piano, viene prima la norma. Eppure, numeri alla mano, lo score di Liccardo è sicuramente di tutto rispetto, invece nessuna squadra ha deciso di portarlo in ritiro e metterlo in competizione. La parola progetto giovani naufraga con la realtà, se sei punta e sei under non giochi, non c’è spazio per i giovanissimi, con Liccardo che attende la chiamata giusta che non arriva. Abbiamo raccolto favorevolmente la richiesta del suo procuratore Fabio Ariano di raccontare la storia di Christian, una storia già sentita, qualcuno dirà state scoprendo l’acqua calda, ma è solo con la testimonianza che si possono cambiare le cose. Non sappiamo se Christian meriti una D o una Eccellenza, sarà il campo a dover parlare e dovrà meritarsi una maglia da titolare a suon di gol e prestazioni, quello che sappiamo è che Christian merita una chance, non può essere discriminato perchè è attaccante. Il razzismo verso il ruolo deve finire, il nostro calcio deve ripartire dai giovani e solo puntando verso chi ha entusiasmo e voglia di emergere che possiamo metterci al passo con altre realtà. Christian merita una occasione, la speranza è che arrivi il prima possibile per fargli tornare il sorriso, per dargli la possibilità di esprimersi e di fare gol, come un giocatore qualsiasi che scende in campo per fare gol, senza guardare la carta di identità ma solo le sue capacità.