Il giovane direttore sportivo del club casertano espone il progetto del presidente Montequila, annunciando anche la riconferma di mister De Rosa

CAPRIATI A VOLTURNO (CE) - Dopo la scomparsa della Capriatese, che nel 2011 fece letteralmente sognare la piazza casertana, il piccolo comune di Capriati a Volturno riabbraccia a distanza di anni la massima espressione del calcio dilettantistico grazie al grande campionato disputato dall’Aurora Alto Casertano.
Tra i tanti attori meritevoli di lodi per questa inizialmente inaspettata promozione non si può non citare il Ds del club campano, ovvero il giovane Alessandro Santangelo, che nonostante la sua breve esperienza nel settore è riuscito con l’aiuto di tutti a gestire al meglio il club – anche in un periodo di crisi come quello della pandemia da Covid-19.
Raggiunto dalla nostra redazione, il Ds ha raccontato i retroscena di questa ultima stagione e ha già anticipato qualche linea guida in vista della prossima in Serie D.

EMOZIONI E PROGETTO BIANCOROSSO – “È stata veramente un’emozione forte sabato. Ripensare a tutto il lavoro fatto all’inizio e poi vedere che siamo riusciti in quello che volevamo è stato un grande traguardo, soprattutto per l’Aurora Alto Casertano.
Il presidente infatti ci tiene molto a questa denominazione. Nasciamo a Capriati a Volturno, come stadio, dalla Capriatese, una squadra rilevata due anni fa dal nostro presidente, il cui progetto è quello di portarla nel più breve tempo possibile nel calcio che conta. Portare in alto un territorio di 200.000 persone che va dal basso Molise all’Alto Casertano, questo è l’obiettivo.”

IL MOMENTO DELLA SVOLTA – “Non eravamo partiti per vincere il campionato. Sapevamo di aver costruito una buona squadra, ma la nostra intenzione era quella di dar fastidio alle squadre lì davanti, come ad esempio all’Isernia che aveva speso e acquistato grandi giocatori e quindi sapevamo fosse la favorita.
Ci siamo accorti delle nostre potenzialità ad ottobre, quando abbiamo superato il Venafro e allungato a due lunghezze sull’Isernia in classifica. Lì ci siamo messi in testa che potevamo giocarcela con tutti e provare a vincere, perché eravamo veramente una bella squadra.”

IMPATTO COVID – “Dai risultati che abbiamo ottenuto sembra che nel nostro staff, nel team e nella formazione non sia cambiato nulla. Abbiamo finito con sei vittorie e infatti abbiamo ricominciato con cinque, tralasciando l’ultima giornata dove eravamo già qualificati e con il turnover abbiamo solo pareggiato.
Sembra che la pausa non ci abbia portato nulla, però c’è stato un lavoro dietro le quinte assurdo: i ragazzi hanno continuato ad allenarsi con costanza; lo staff lavorava duramente tutti i giorni, tanto da riuscire a mantenere i giocatori sul pezzo fino alla fine. I risultati di questo lavoro si possono riscontrare nella finale di domenica contro l’Isernia, quando noi abbiamo cambiato nei 120 minuti solo tre giocatori di cinque disponibili mentre loro hanno esaurito tutti i cambi. Inoltre, nessun nostro ragazzo ha accusato infortuni o si è gettato a terra con i crampi, diversamente da loro che dal 70′ andavano giù ogni cinque minuti.
Un lavoro fantastico, merito di mister De Rosa e del suo staff, ma anche dei ragazzi e del loro impegno.”

EMOZIONI DELLA FINALE – “Avevamo dominato la gara, come di solito d’altronde, ma una nostra disattenzione ha permesso alla gara di tornare sul pareggio. Loro si sono schierati subito dopo a cinque dietro, perché erano consapevoli che la loro unica possibilità era quella di portarla ai rigori e fortunatamente ci è andata bene.
È stata veramente dura, sembrava che il tempo non passasse mai, soprattutto quando qualcuno andava a battere un rigore. Solo alla fine c’è stata un’esplosione di gioia per quanto accaduto.”

ESPERIENZA DA DIRIGENTE – “Mi sono trovato bene ed il fatto che abbiamo vinto è anche uno dei motivi per il quale siamo qui a parlare (ride, ndr).
Devo ringraziare il presidente Montaquila in primis, perché ho 33 anni e sono ancora giovane. Mi ha dato molte responsabilità, perché il suo metodo di gestione non è come quello di altri presidenti, i quali prendono l’iniziativa di chiamare giocatori e gestire tutto in prima linea per essere protagonisti. Ad inizio anno mi ha dato un budget, un obiettivo e io ho usato la massima gestione personale per fare tutto. Ovviamente ogni volta che facevo qualcosa lo mettevo al corrente e c’era un confronto, però ero io ad operare.
Per la gestione devo poi ringraziare il mister e tutti i ragazzi che mi hanno suggerito quando c’era da modificare qualcosa per il bene di tutti e della squadra. Anche loro mi hanno dato la possibilità di esprimermi al meglio.”

DEDICA SPECIALE – “In questo momento c’è un caro amico che sta vivendo un momento particolare, un ragazzo più giovane di me che da un mesetto ha scoperto di avere una brutta malattia. Tutte le cose che sto facendo le sto dedicando a lui, perché noi ci stiamo anche divertendo ma alle volte ci sono cose più importanti del calcio e la sua battaglia è una di queste.”

INVESTIMENTI ECONOMICI E SPETTRO DEL PASSATO – “La Capriatese ebbe dei problemi a partire dal secondo anno. L’allora presidente, che era da solo, in quella stagione spese tanti soldi e non ebbe più la forza di continuare, tanto da dover essere costretto a vendere il titolo.
Rispetto a quella situazione noi abbiamo un presidente che vuole gestire la situazione con i minimi costi. Sarà dura, perché faremo una squadra con costi molto bassi e proveremo a salvarci almeno per questo primo anno. Cercheremo in seguito di conoscere e capire la categoria, ma per ora non faremo spese folli. Se c’è poi qualche partner che vuole aiutarci in questa situazione ben venga, anche se dipende dalle circostanze. Questo perché c’è qualcuno che si è fatto già avanti, ma il presidente è restio ad accettare persone che non hanno la sua stessa linea di pensiero. È un po’ difficile.”

PRIME MOSSE VERSO LA SERIE D – “A livello di calciatori sono ripartito al momento solo da alcune riconferme di elementi presenti all’interno della mia squadra. La cosa principale che sto facendo in questi giorni, però, è ristrutturare bene l’ambiente societario. Sappiamo benissimo che la Serie D non è l’Eccellenza e quindi ci sono figure professionali che devono essere occupate, come l’addetto stampa o il responsabile dell’area tecnica.
Al momento è questa la mia priorità.”

MOVIMENTI DI MERCATO – “Ci sono due/tre elementi che sono blindati, gli altri per svariati motivi – chi per età, chi vuole continuare a giocare in campionati di Eccellenza per le proprie motivazioni e altro ancora, aggiunge il Ds Santangelo – sono liberi di andare.
Nicola – al momento non uno dei giocatori blindati, in quanto si parla di giovani Under – sappiamo che gioca in Eccellenza oramai da dieci anni e quindi potrebbe anche ambire ad altro. Dobbiamo però ancora fare una chiacchierata con lui per capire cosa vorrà fare, sperando di prendere la decisione migliore sia per lui che per noi.”

CAPITOLO ALLENATORE – “Abbiamo fatto una riunione questa settimana, dove sia il mister De Rosa che il suo staff sono stati riconfermati. Hanno guadagnato sul campo la possibilità di accedere ad una categoria superiore. Credo poi che mister De Rosa sia uno degli allenatori in circolazione più preparati nella gestione degli allenamenti, lavora bene sul campo e i risultati si notano.”

FC MATESE – “È la squadra dove ho giocato fino all’anno scorso ed ho vinto la Coppa Italia. Inoltre è la società del mio paese, essendo io originario di Piedimonte, e ho mio padre nel settore giovanile. Li seguo da molto vicino e posso dire che hanno una bella squadra per dire la loro.”

PROGETTI SECONDARI DA SVILUPPARE – “Il presidente già la scorsa stagione si è attivato per una squadra femminile e ci riproveremo anche quest’anno. Non è molto semplice da fare e non ci sono tante possibilità, ma abbiamo questo desiderio di riprovarci. Oramai tutte le squadre più importanti di Serie A e Serie B hanno una squadra femminile, senza contare che in Campania ne abbiamo due – Pomigliano e Napoli.
Nel frattempo, la scorsa stagione siamo ripartiti anche da un settore giovanile che non avevamo, stabilendo a Pietramelara la nostra scuola calcio.”

DICHIARAZIONI MARCO ROSSI – “Sappiamo tutti che in Italia ci sono alcune situazioni che devono essere cambiate. Sento di storie, anche in Serie D, di genitori che pagherebbero per far giocare i figli, quindi figurati se in Serie C non potrebbe essere vera una situazione del genere.
Fortunatamente ho un presidente ed una società che di queste cose non ne vuole sentire proprio parlare e di questo ne sono contento, ma il calcio italiano non esprime il suo 100% proprio per queste situazioni. Se non fosse così, infatti, potremmo toglierci tante soddisfazioni a livello europeo e mondiale.
Giusto per dirlo, nei settori professionistici Under 17, Under 15 nazionali se ne sentono veramente di cotte e di crude e questo a danno di chi ha veramente le qualità per giocare. Spero veramente che si potrà risolvere prima o poi questa situazione, anche se noi italiani ce l’abbiamo intrinseca la voglia di fregare il prossimo, è più forte di noi. Bisognerebbe inserire qualcuno o qualcosa in grado di gestire ciò, ma lo sappiamo che quel qualcuno è poi il primo a permettere che accadano determinate cose.”