Il presidente Langella mantiene la promessa fatta alla città: il Nola giocherà in Serie D nel centenario del club. Critiche, risposte e progetti futuri nella lunga conferenza stampa.

“Non l’abbiamo vinta sul campo, ma è un regalo alla città”. Con queste parole Giuseppe Langella, presidente del Nola, ha annunciato in conferenza stampa l’acquisizione del titolo sportivo che permetterà al club bruniano di partecipare al prossimo campionato di Serie D. Un’operazione importante, arrivata a coronamento di mesi di trattative serrate con la Puteolana, e che proietta il club verso un nuovo capitolo del suo ambizioso progetto sportivo.

Le dichiarazioni più significative

Langella ha esordito facendo i complimenti al neoeletto sindaco Andrea Ruggiero, auspicando un’immediata collaborazione per colmare una delle più grandi lacune cittadine: l’assenza di una vera struttura sportiva all’altezza del nome di Nola. “Spero che il nuovo sindaco, con la sua ampia maggioranza, possa finalmente dare alla città un campo degno. Non possiamo più permetterci di giocare su un campo indecente, dove anche gli anziani si bagnano fino all’orlo”.

Il presidente ha poi ripercorso i momenti chiave della stagione appena conclusa: “Siamo arrivati secondi per quasi tutto il campionato, abbiamo perso la finale di Coppa Italia e i playoff, ma abbiamo sempre fatto un calcio pulito. Ho subito critiche, anche personali, ma sono abituato a lottare. Ho investito tanto, non ho ottenuto nulla, ma oggi la Serie D è realtà”.

Nola in Serie D: l’acquisto della Puteolana

La fumata bianca è arrivata grazie all’accordo con la famiglia Di Costanzo, proprietaria della Puteolana: “Oggi sono il proprietario della nuova società Calcio Nola. Cambieremo denominazione e daremo il via a un nuovo corso. Non so che girone affronteremo, ma non ci spaventa nulla. Il mio obiettivo resta quello di arrivare nei professionisti entro quattro anni”.

Langella ha poi ringraziato il direttore Raimondo per il supporto nelle delicate fasi della trattativa e ha ribadito il suo impegno: “Questo non è un titolo acquistato per vanità. È un regalo alla città per il centenario del Nola. Ma ora bisogna rimboccarsi le maniche”.

Infrastrutture e futuro

Il tema dello stadio è stato centrale: “Quest’anno abbiamo giocato sullo Sporting, ma abbiamo avuto molti infortuni. Nessuno voleva allenarsi lì. Abbiamo bisogno di una struttura seria. Basta parlare di dissesto: con le tasse che si incassano dalla zona industriale, si dovrebbe costruire non uno, ma dieci stadi”.

Un progetto ambizioso

Il presidente bruniano ha concluso con un appello all’unità: “La Serie D sarà un anno transitorio, ma non posso stare fermo. Costruiremo una squadra competitiva. Voglio una tifoseria unita e contestazioni solo se costruttive. Combatteremo con dignità e orgoglio. Nola deve tornare a essere grande”.