Dall’inizio della stagione sono state rinviate molte partite su disposizione delle Prefetture e il C.R. Campania di fronte a tale fenomeno non può restare a guardare per il bene delle società
Il numero delle partite giocate a porte chiuse in questa stagione o per ordine pubblico, o inagibilità delle strutture o disposizioni della giustizia sportiva è cresciuto moltissimo. Un fenomeno che attanaglia la Campania da diversi anni ma che ultimamente si è sparso a macchia d’olio e si verifica con estrema facilità. Di fronte alle decisioni degli organi ministeriali il C.R. Campania della Figc ha le mani legate ma non può restare a guardare. C’è bisogno di un pronto intervento per tutelare le società, le tifoserie e soprattutto il movimento calcistico dilettantistico campano. Ormai sembra diventata una prassi imporre la chiusura degli Stadi ed evitare agli spettatori di assistere alle partite. Nel mese di Maggio, periodo chiave della parte finale della stagione diverse partite di cartello si sono giocate a porte chiuse. Ad iniziare dalla partita Play Off tra Afragolese e San Giorgio, per passare alla gara di Domenica scorsa tra Eclanese e Cicciano. Adesso il divieto di ingresso allo Stadio è stato imposto al Cervinara, reduce da un divieto di trasferta al Pastena di Battipaglia e una restrizione di vendita di tagliandi per la trasferta di Sorrento. Poi esci fuori i confini regionali e ti trovi ad assistere a scene che si vedono solo in Premier League, come quella vissuta Domenica ad Agnone con i tifosi cervinaresi ad abbracciare i calciatori da bordo campo, senza fare un invasione, senza lanciare nessun oggetto in campo e soprattutto corretti fino alla fine. I rappresentati del calcio campano devono intervenire per cercare di placare questo fenomeno con la collaborazione dei club, altrimenti si rischia seriamente che la Campania perda la passione che l’ha sempre contraddistinta per questo sport.






