Il tecnico dei lionesi è radiologo di professione e ci espone il suo pensiero in merito alla pandemia legata al Covid-19
LIONI (AV) | Tanti sono gli addetti ai lavori del calcio dilettantistico nostrano che in queste settimane si trovano in trincea per via del loro lavoro in ambito sanitario. Abbiamo raggiunto l’allenatore della Polisportiva Lioni Salvatore Sicuranza che di professione è radiologo e che in ospedale sta vivendo in prima persona l’emergenza legata al Covid-19. Situazione sanitaria, ipotesi di ripresa dei campionati e destino della stagione: mister Sicuranza ha illustrato ampiamente il suo pensiero: “In questo momento la situazione è di estrema gravità ed è molto complessa da gestire. Bisogna attenersi alle direttive nazionali e regionali, quindi anche il calcio dovrà mantenere questo profilo di attenzione. Ad oggi fare una previsione su quando riprendere l’attività è improbabile.
Sul rinvio degli Europei e le ipotesi di conclusione dei campionati in piena estate dobbiamo fare delle precisazioni. Innanzitutto occorre distinguere tra professionismo e dilettantismo: nei professionisti si è azzardato a fare una bozza di calendario anche se il rinvio di una manifestazione importante come il campionato europeo già fa capire la gravità della situazione che stiamo vivendo. Sia l’AIC sia i medici sportivi sono concordi nel riprendere l’attività solo se la situazione sanitaria non sia nociva per gli atleti. La situazione può stravolgersi da un momento all’altro, in Campania si aspetta il picco per i primi di aprile e nei dilettanti a mio avviso è impossibile fare una previsione per la ripresa dei campionati. La Federazione è intenzionata a concluderli, il Presidente Zigarelli lo ha ribadito ma noi stiamo vivendo una situazione di precarietà. Se nei professionisti (che hanno strutture sanitarie apposite) ci si pone il problema della salute degli atleti, figuriamoci nei dilettanti. Ritornare negli spogliatoi con 20/25 persone francamente la vedo una cosa utopistica, inoltre i decreti regionali sono molto restrittivi e quindi per far sì che vi sia la ripresa dell’attività debbano essere rivisti questi decreti: l’allenamento di una squadra dilettante non rientra tra le motivazioni ammesse per uscire di casa. Inoltre le amministrazioni comunali dovrebbero riaprire gli impianti mentre le società sportive dovrebbero garantire la tutela della salute degli atleti: non so se le amministrazioni o le società possano prendersi queste responsabilità, quindi a mio avviso sono tante le fattispecie che purtroppo non permettono una previsione futura.
Il destino dei campionati è molto incerto. Gli aspetti sanitari sono prevalenti rispetto a qualsiasi altra questione, i tempi a mio avviso sono alquanto lunghi. Per me le ipotesi più gettonate sono due: l’annullamento delle competizioni oppure la cristalizzazione della classifica. Al di là degli interessi sportivi dobbiamo fermarci e riflettere: stiamo vivendo una pandemia. E’ mai possibile mettersi a discutere quando riprendere o meno? Il mese di aprile salterà sicuramente, noi dilettanti potremo iniziare a inizio maggio: quali sono le garanzie sanitarie? Le società sportive si prendono una responsabilità del genere? Nei professionisti vige un regime diverso, le società sono come le aziende e i calciatori sono dipendenti, ma tra i dilettanti non è così. Capisco che Zigarelli vuole fare il possibile per riprendere i campionati, ma francamente chi lo sa tra qualche mese come sarà la situazione? La situazione sanitaria è prioritaria su tutto e non si può avanzare nessuna ipotesi. Nel caso in cui si dovesse riprendere, ci sarebbe poi anche un problema di condizione atletica. Noi della Polisportiva Lioni abbiamo giocato l’ultima volta il 1° marzo, nel caso in cui si dovesse riprendere il Comitato dovrebbe comunicarcelo almeno due settimane prima. La situazione di incertezza non ci permette nessuna previsione, ribadisco che la soluzione ad oggi più plausibile è o l’annullamento della stagione oppure la cristalizzazione della classifica aggiornata al 1° marzo con solo promozioni e retrocessioni dirette. Francamente altri scenari non ne vedo”.






