Sau entra dalla panchina e dà nuova linfa al reparto offensivo, ma la rete ed il successo finale continuano a mancare

BENEVENTO - Non vanno oltre lo 0-0 finale Benevento e Lecce nell’anticipo della terza giornata di campionato di Serie B. Il risultato non può soddisfare nessuna delle due parti, entrambe alla ricerca della vittoria a tutti i costi

I VOTIBenevento (4-2-3-1): Paleari 7; Letizia 5,5, Vogliacco 6,5, Barba 5,5, Foulon 5,5; Ionita 6 (Tello 6), Calò 5 (Vokic Sv); Elia 6 (Acampora 5,5), Insigne 5,5 (Brignola 5,5), Improta 5,5; Moncini 5 (Sau 6,5).
All. Fabio Caserta 5,5

Di seguito il commento alle valutazioni assegnate ai giocatori e all’allenatore delle streghe.

PALEARI 7 – È senza dubbio l’uomo partita del Benevento. Con i suoi interventi nega in più di una circostanza il gol agli attaccanti del Lecce – che in alcuni frangenti gli facilitano anche il compito sbagliando occasioni facili. Nella ripresa può solo soffiare sulla palla di Strefezza che lo supera con precisione, ma il palo sembra essere dalla sua parte.

LETIZIA 5,5 – Insieme a Foulon è uno dei giocatori più in difficoltà nelle prime battute di gara, non riuscendo in nessun modo a contenere le discese del duo Di Mariano – Gallo. Quando si propone dalla propria trequarti in su diventa un fattore in più per la propria squadra, diventando il fulcro delle azioni una volta bloccati Ionita e Calò a centrocampo. Non è tuttavia sereno e lo si vede ad ogni fischio arbitrale, quando le eccessive proteste reiterate sarebbero potute costargli anche un pesante cartellino giallo.

VOGLIACCO 6,5 – Centralmente tiene bene gli inserimenti dei centrocampisti avversari sui cross spediti dalla fascia, mentre deve sudare qualche camicia in più per contenere Coda. Il suo pressing alto obbliga il Lecce a perdere una giocata importante, costringendo gli avversari a girare maggiormente palla a centrocampo e quindi permettendo alla propria formazione di sistemarsi meglio in fase di copertura.

BARBA 5,5 – Rispetto al compagno di reparto fa molta più fatica a controllare Coda, che spesso sceglie il suo lato per affondare in area. Ad inizio gara si dimostra anche timido in fase di impostazione, proponendosi poco ai compagni e lasciando a loro la gestione della sfera. Con il passare dei minuti prende coraggio ed entra maggiormente nel vivo delle azioni manovrate delle streghe.

FOULON 5,5 – Prima Gendrey e poi Calabresi non riescono a prendere bene le misure del terzino belga, il quale arriva al cross dal fondo con estrema facilità. Capisce, tuttavia, i giusti movimenti da fare solamente a gara in corso, essendo inizialmente troppo statico in campo. I problemi maggiori sopraggiungono però in fase difensiva, quando viene saltato da Strefezza nella maggior parte dei confronti uno contro uno con il brasiliano.

IONITA 6 – Nonostante le grandi difficoltà nell’avere a che fare con un cliente scomodo come Majer, si mette in mostra per la quantità di palloni recuperati in campo e per la tempestività delle sue imbucate. (dal 67′ TELLO 6 – Non stupisce e non distrugge, si limita a seguire le indicazioni assegnato da mister Caserta senza lasciare particolarmente il segno sulla sfida.)

CALÒ 5 – Sbaglia molto in questa partita, sia nel portare troppo palla che nella fase di importazione – dove si mostra completamente impreciso. Non entra mai nel vivo del gioco, lasciandosi strappare in più di un’occasione la sfera troppo facilmente ed in posizioni pericolose del terreno di gioco. Per sua fortuna il Lecce non ha mai sfruttato questi errori. (dal 77′ VOKIC Sv)

ELIA 6 – Ad inizio gara aiuta poco Foulon e Letizia in fase difensiva, lasciandoli alle scorribande degli attaccanti leccesi. Offensivamente è uno dei pochi a creare qualche pericolo nel Benevento, grazie al suo rapido dribbling che gli permette di andare sul fondo per crossare o direttamente in porta con una conclusione personale. (dal 56′ ACAMPORA 5,5 – Non riesce a dare maggiore equilibrio ad un centrocampo evidentemente in difficoltà, neanche con il passaggio ad uno schieramento meno propositivo come il 4-3-3. Non riesce ad incidere sulla gara.)

INSIGNE 5,5 – Con la palla tra i piedi non ha sempre chiaro quale sia la migliore giocata da effettuare, sbagliando in alcuni casi la scelta della giocata da effettuare. Non si mette in dubbio la sua velocità con la palla tra i piedi o l’efficacia dei suoi movimenti disorientanti, ma qualche tocco di troppo o un po’ di imprecisione rovina quanto creato inizialmente. (dal 67′ BRIGNOLA 5,5 – La sua spinta viene un po’ a mancare nella parte finale di gara, quando la freschezza di alcuni interpreti avrebbe potuto determinare un esito differente della gara. Avrà a lungo andare la possibilità di guadagnarsi – se meritata – la sua maglia da titolare, anche perché la piazza sembra amarlo veramente tanto.)

IMPROTA 5,5 – È assatanato: copre in difesa, aiuta a centrocampo, supporta Moncini in attacco, è letteralmente l’uomo in più del Benevento. Si sacrifica molto sia in fase di pressing che di recupero palla, rischiando però qualche volta di perderla in una zona pericolosa del campo. Resta sul groppone la gigantesca occasione sciupata nel secondo tempo, dove avrebbe potuto fare di più nonostante la deviazione determinante di Gabriel sul cross di Foulon.

MONCINI 5 – È facile da controllare per la coppia di centrali del Lecce, che non hanno quasi mai paura di confrontarsi con l’attaccante ex Spal. Si muove poco e non sempre si propone come il giusto punto di riferimento in attacco. (dal 56′ SAU 6,5 – Dal suo ingresso tante cose cambiano in attacco. Le streghe hanno finalmente un riferimento in attacco in grado di creare apprensione ai centrali difensivi e di gestire ottimamente la sfera. Un fuorigioco non così chilometrico gli cancella la gioia di poter fornire l’assist per l’1-0, ma mostra chiaramente il motivo per il quale è stato il terminale offensivo giallorosso nelle prime uscite stagionali.)


ALL. FABIO CASERTA 5,5 – C’è qualcosa che non va inizialmente nel suo Benevento: atteggiamento troppo blando, debole, l’entusiasmo e la cattiveria visti nell’amichevole con il Napoli sembrano solo un vago ricordo. Dinanzi alle difficoltà è bravo ad operare una variazione tattica più conservativa, passando al 4-4-2 e limitando parzialmente le discese esterne del Lecce. Quanto detto nel primo tempo sembra, tuttavia, scomparire ad inizio ripresa, quando i valori in campo sembrano essere tornati quelli dei primi istanti di partita. Valuta bene, però, l’idea di cambiare in continuazione la posizione di Insigne ed Elia, mettendo in leggera difficoltà i terzini pugliesi.

 

 

 

Foto credits: U.S. Lecce