L'attaccante era in forza al Cellole in Promozione prima dello stop dello scorso ottobre

CELLOLE (CE) - Momenti topici interrotti sul più bello. La pandemia ha causato anche ciò a seguito dello stop dei campionati, sia lo scorso marzo sia ad ottobre, con squadre e calciatori costrette a fermarsi nel loro momento migliore.
E’ il caso del Cellole e di Salvatore Caiazzo, attaccante classe 1990 autore di 4 gol in altrettante partite disputate nel mese di ottobre prima dell’interruzione. Ora Caiazzo guarda alla ripresa del campionato di Eccellenza per rimettersi in gioco e tornare a gonfiare la rete.

Negli anni scorsi hai giocato in tante regioni centro-meridionali, sei stato un po’ un girovago del calcio prima del ritorno in Campania. Che esperienze sono state?

“Ho disputato per tanti anni campionati di Eccellenza e Promozione nel Lazio con ottimi risultati: ad Ausonia in un biennio ho fatto oltre 60 gol vincendo anche un campionato. In Molise ho giocato tra le fila del Sesto Campano in Eccellenza siglando una ventina di gol, poi ho giocato a Cassino, Monte San Biagio e di nuovo Ausonia (Promozione laziale). In Campania mancavo da diversi anni, da quando giocavo con Aversa Normanna in Serie D e poi in Eccellenza con Giugliano e Ctl Campania. Ad agosto sono tornato a Cellole in Promozione, stavamo andando bene e purtroppo con la pandemia ci siamo dovuti fermare”.

Da atleta come hai vissuto lo stop, sia dello scorso anno che questo?

“Per me è stato un massacro. La situazione è stata dura per me e per chi si trova nella mia stessa situazione, adesso si apre uno spiraglio con la ripartenza dell’Eccellenza”.

Ti senti pronto per una sfida nel massimo torneo regionale, magari in Campania? Di questo format che ne pensi?

“Io sono pronto, ho avuto già qualche chiamata sia dal Lazio che dalla provincia di Salerno. Se uscirà qualcosa di buono io sono pronto ma ne dovrà sempre valere la pena. Riguardo al format, penso che in questo momento bisogna adeguarsi. E’ strano fare un mini-torneo, negli ultimi due anni abbiamo giocato pochissimo e adesso ci si deve adeguare perchè è la pandemia che ci obbliga a muoverci in tal senso”.