Il segretario della compagine biancoverde analizza la stagione e illustra le prospettive per il futuro, tra riforme calcistiche e campo di gioco
PONTECAGNANO FAIANO (SA) | Dieci anni in massima serie. No, non stiamo parlando dell’Avellino, ma di un’altra squadra biancoverde, precisamente i biancoverdi della Provincia di Salerno, ovvero l’U.S. Faiano 1965. 55 anni di storia, una delle società più longeve della Campania, il numero di matricola è lo stesso dal 1965 ma il modo di fare calcio è al passo coi tempi. Faiano è la frazione collinare del vasto comune di Pontecagnano Faiano: ricordate l’Avellino, definita da Gianni Brera come “la più bella realtà del calcio di provincia della storia italiana”? Il Faiano può essere definito l’Avellino dei dilettanti e che mercoledì ha concluso la sua decima stagione in Eccellenza, la massima serie del calcio dilettantistico regionale, dieci anni (di cui sette consecutivi) fatti di gioie e dolori, di retrocessioni e di playoff giocati a testa alta contro squadre blasonate come il Sorrento, due titoli juniores regionali conquistati (2014 e 2016) e più volte premiata con la Coppa Disciplina: amore per lo sport e per il fair-play, insegnamenti che vengono dalla famiglia Pappalardo, al timone del Faiano da sempre, con il più longevo Emilio che è un’istituzione del calcio in Campania. Insieme a Pappalardo c’è Antonio Villecco, imprenditore agricolo, e il ds Mario Bracco mentre in passato altra leggenda del calcio faianese è stato Ciccio Apicella, scomparso nel febbraio 2019. Abbiamo raggiunto il segretario Giuseppe Landi che ci ha illustrato le iniziative promosse dal Faiano durante il lockdown e uno sguardo per la prossima stagione dei biancoverdi.
Mercoledì il Consiglio Federale della FIGC ha deliberato la chiusura di tutti i campionati dilettantistici, ora si attendono decisioni in merito a classifiche e verdetti dei campionati regionali. Se dovesse riproporsi il criterio adottato per la Serie D, com’è la situazione del Faiano?
“Con l’attuale classifica in mano siamo ad un punto dalla salvezza diretta e a +9 sulla Battipagliese sedicesima. In programma c’era ancora lo scontro diretto a Pontecagnano proprio contro le zebrette, potendo aumentare in tal senso la forbice di punti utile ad evitare i playout, oltre ad altre sfide casalinghe contro dirette concorrenti come il Vico Equense. Se si dovesse riproporre lo schema adottato per la Serie D saremmo dunque salvi”.
Durante la fase 1, quella del lockdown, avete dato direttive ai ragazzi per mantenerli in forma?
“Fino a sabato 16 maggio il nostro preparatore atletico prof. Vitolo e il mister dei portieri Lamberti hanno dato dei programmi ai ragazzi da fare in modo personalizzato, sotto ovviamente la supervisione di mister Turco. Dopo l’ultima amichevole disputata contro la Temeraria San Mango il 7 marzo, a partire dal 9 marzo i ragazzi si sono allenati da soli e fino a sabato scorso abbiamo seguito un programma in previsione di una ripresa. Dopo le decisioni di mercoledì che ha chiuso la stagione abbiamo sciolto i ranghi e i ragazzi sono liberi. Contiamo di poterci vedere tutti insieme per salutarci in modo degno ed amichevole”.
La chiusura dei campionati dilettanti ha aperto un’altra finestra, quella relativa alle riforme calcistiche, sia per i professionisti che per i dilettanti. Tra i punto focali ci sarebbero la tutela dei dilettanti con l’introduzione del contratto sportivo. Che ne pensi in tal senso?
“Penso che in Eccellenza sia attuabile come in Serie D, a partire dall’iscrizione con le fideiussioni perchè comunque nei fatti il nostro mondo è molto similare alla quarta serie. Una società di Eccellenza fa quattro allenamenti più l’eventuale rifinitura, la domenica c’è il pranzo collettivo e le trasferte con il pullman, quindi ci consideriamo dei “semi-professionisti”. Quindi un minimo di adeguamento come la Serie D credo sia doveroso, nei fatti già siamo abituati a lavorare così quindi sono favorevole anche per quanto riguarda il contratto sportivo. In questi mesi siamo stati vicinissimi ai ragazzi in merito ai rimborsi spesa: la famiglia Pappalardo, il vicepresidente Villecco e il ds Bracco come sempre non hanno fatto mancare nulla a staff e calciatori, andando anche oltre alla semplice gestione di una squadra. Il Faiano è come una famiglia, difficilmente facciamo stravolgimenti, è il caso di mister Turco che ci guida da ben otto anni e tutti i calciatori sono per il presidente Pappalardo come dei nipoti. Per chi ha avuto necessità ci siamo stati e continueremo ad esserci fino a quando avremo la possibilità di farlo, siamo a disposizione per tutto”.
Si chiude la stagione 2019/20, si va verso la prossima, quella dell’ottavo anno consecutivo del Faiano in Eccellenza. Come vedi il prossimo anno?
“Sicuramente con le difficoltà economiche che ci sono cambieranno tanti scenari. Noi già da tempo adottiamo una politica parsimoniosa, con una gestione oculata della squadra, puntiamo sempre ad avere una rosa giovane con tanti under in prima squadra, idem per quanto riguarda lo staff tecnico e dirigenziale. Vogliamo continuare con questa politica e se possibile alzare un po’ l’asticella, ovviamente speriamo di iniziare al più presto la nuova stagione perchè la passione e la voglia di intraprendere il 56° campionato della storia del Faiano è tanta. Guardandomi intorno la vedo triste, ci sono tante realtà che avranno difficoltà e il calciomercato sarà molto contenuto e basato sull’intelligenza dei dirigenti nel fare un adeguato rapporto costo/valore. Le spese saranno di gran lunga ridimensionate e spero che tutte le squadre che hanno mantenuto la categoria riescano ad esserci ai nastri di partenza, insieme alle neopromosse dalla Promozione. Auspico ad un bel campionato di Eccellenza e soprattutto che il calcio faccia ritrovare serenità a tutti dopo questo particolare momento: tre mesi di stop sono tantissimi per chi ha passione e amore per questo sport, tornare ad essere ansiosi alla vigilia di una gara ed esultare per un gol o una vittoria. A Faiano c’è tanta voglia di programmare la nuova stagione, Coronavirus permettendo noi ci saremo ai nastri di partenza, la dirigenza ha tanta voglia di ripartire e ciò lo dobbiamo soprattutto al presidente Pappalardo che ci ha trasmesso l’amore per i colori biancoverdi e che sta vivendo un momento particolare, quindi per noi è doveroso esserci. Inoltre il Comunale di Pontecagnano dovrebbe finalmente dotarsi di un manto in erba sintetica, sarebbe una grande opera non solo per la città ma per tutta la Provincia, avremo anche noi un campo di gioco degno di nota e per far sì che si verifichi ciò siamo anche disposti ad affrontare un intero campionato da esuli: questa opera la meritano tutte le squadre di Pontecagnano Faiano e tutta la comunità pontecagnanese e faianese”.






